SHINTOISMO
Nessuna tale religione è o è stata conosciuta ai Cinesi con quel nome (di shinto),a meno che essa è quella nei passati dieci anni i Giapponesi si sono sforzati di contrapporre alla influenza missionaria europea in Cina con l'introdurre i loro stessi preti buddisti e shintoisti per scopi educativi nelle regioni del paese; a questa estensione può essere detto che i giornali cinesi hanno sentito parlare di esso e occasionalmente ne hanno parlato. Eppure la parola Shin-too, è una pura combinazione cinese, prodotto dal mandarino Shen-tao, che significa
"via spirituale". La
combinazione non si riscontra nel Canone Taoista. Vi sono precedenti per il Tao
di Lao tse, il Tao di Confucio, il Tao di Budda, il Tao ereticale, e il Tao
straniero; tutti questi sono più vecchi di qualsiasi autenticata storia
giapponese, e vuol dire "via insegnata" o " insegnamento".
Nel "Book of Changes" noi abbiamo il Tao del Cielo, il Tao della
Terra, il Tao dell'Uomo, che corrispondono ai tre principi menzionati nel primo
capitolo, e significano la "via di" o la "legge di", o
"quello che possiamo credere (pensare, di "ciascuno dei tre). Il
"Book of. Changes" dice: "Quando noi consideriamo la via
spirituale del Cielo,noi troviamo che le quattro stagioni mai ci tradiscono;
l'uomo santo (saggio) base il suo insegnamento su questa via spirituale, e tutto
sotto i cieli sottomettiamo ad esso, sottomette ad esso". Queste parole,
compendiano,in forma compendiosa tutti i principi essenziali della
comparativamente semplice antica religione cinese, come descritta già (prima)
il secondo ponente del Tao, soprapposto da Lao-tse, dà ad essa nuove
complicazioni. Poichè non vi è neppure la minima evidenza-perfino (anche)
nella antica letteratura giapponese (la quale è molto dubbio valore) per
mostrare (dimostrare) che i giapponesi primitivi (early) avevano qualche volta
(sempre) costruiti nella loro stessa ragione qualche pensiero astratto di una
tale combinata semplicità e profondità, vi può essere un piccolo dubbio,
considerando che essi possono essere provati di aver ottenuto ogni cosa che essi
hanno in qualche maniera della primitiva cultura dalla Cina, poiché essi
ottenere l'espressione letteraria di questa nobile idea anche dalla Cina, anche
ammettendo (come noi possiamo ben fare) che
essi avessero il nucleo di una idea non espressa nelle loro stesse menti. E a
parte il fatto che oltre i 3000 anni della definizione cinese (la definizione
cinese vecchia di oltre 3000 anni) di Shen-tao corrisponde con la moderna
definizione giapponese di Shin-too, non vi è nessuna ragione perché gli
antichi giapponesi non potrebbero avere quello che noi abbiamo provato. Gli Huns
e Turks di avere parzialmente in comune con i Cinesi; per dire, una sorte
(specie) di natura rispettosa (carattere) e culto degli antenati, basato su una
non assurda (irragionevole) congettura che ogni uomo, come parte della Natura,
è un anello (legame) nella infinita (interminabile) catena della vita, e
sarebbe conforme alle vie della matura. Shen-ta è anche differentemente usato
nel senso materiale di "passaggio dello spirito" in una tomba; shen
vagamente significante "buono spirito" o anima (manes), e "kwei
"spirito cattivo" o spirito (larvae): la combinazione kwei-tao é
usato degli altari vie (passaggi) per mezzo dei quali gli spiriti possono
avvicinarsi o scappare. Ma kwei-tao può anche avere un significato spirituale
corrispondente per antitesi o con il Sen-tao del "Book of Changes". La
storia cinese ci dice che "circa l'anno 180-I90 d.C. tribù giapponesi
furono in guerra civile, e per intere generazioni avevano nessuno supremo
dominus; ma vi fu una anziana donna non maritata di nome pi-mi-hu, molto dedita
a cosa sopranaturali, la quale era abile di ingannare il popolo con l’usare
kwei-tao (giuochi di prestigio o "metodi diabolici" ) così che alla
fine gli abitanti si unirono nel proclamare lei la loro principale guida. La
moderna pronuncia giapponese del cinese fonetica sillabe pi-mi-hu è hi-mi-ho,il
dizionario moderno giapponese esprime per "principessa", "pretessa"
(sacerdotessa), e "principessa imperiale" sono hime, miko, e hime-miko.
Inoltre, la vedova del quattordicesimo (I4°) tradizionale Mikado (201-269) il
cui nome come principessa era Okinaga Tarashi Hime, assunse la reggenza dopo la
morte di lui. Se noi facciamo assegno per il fatto, ammesso dai Giapponesi, che
la loro "storia" fu soltanto retrospettivamente documentata nell’anno
710 d.C. e che anche a quella data fu solo scritta giù dalle memorie di una
singola persona, noi possiamo bene accettare questa data come approssimativa.
Avendo, inoltre, la conferma ufficiale cinese di prima classe di un fatto
specifico in quella carriea della donna guida,noi arriviamo alla posizione che
"la via sprituale" di una_certa specie anche se le vie di spiriti
degradati, incominciò ad essere distintamente concepito in più intraprendenti
(audaci) menti di guide (governatori) circa tre secoli prima dell'uso della
scrittura (cioè scrittura cinese) cominciò ad essere compreso. Quello che ora
è proposto è questo: Shinto è una pura nozione cinese, non solo come parola
specifica avente uno specifico significato nei classici cinesi, il quale
significato corrisponde ambedue con il più antico cinese e col più moderno
giapponese (idea) ma anche come un termine generale filosofico, il quale è
così usato a tutti gli stati della sua discussione dai giapponesi come però
provare che tali definite idee filosofiche come i giapponesi hanno sempre avute
sono tutte trovate nel "Book of Changes", nel "Book of Rites",
e nella pura filosofia taoista. La primissima (la più antica) menzione di
Shintoo dagli Europei indagatori sembra che sia in una lettera al Chinese
Recorder, datata Christmas (Natale) 1868, dal Rev.J.Goble. Egli allude alla
rivoluzione di quell'anno, al risveglio (risorgimento) della, potenza del Mikado
che (potenza) giaceva inattiva per così tanti secoli; al (allude) crescente
entusiasmo giapponese per ogni cosa puramente nativa nella letteratura e
religione; e al sospetto che il movimento cominciò ad essere diretto da uomini
che guidavano il Giappone, con intendimenti politici. Egli stesso aveva
osservato che durante un viaggio solenne del Mikado attraverso le sue provincie
che tutti i templi buddisti ed immagini furono allontanate dalla sua vista,
mentre grandi sforzi furono fatti allo stesso tempo per mettere in mostra i
templi shintoisti nella loro migliore vista (luce). Nel febbraio 1874 Mr.Satow
(ora Sir Ernest Satow) descrisse alla Japan Asiatic Society la "Mecca of
Japan", cioè i templi Shinto di Isé; egli mostra come l'assenza di
immagini era la caratteristica distintiva di simili templi, e come anche
(perfino) ogni giapponese casa possedeva un kami-dana, o "spirit shelf",
per uso privato. Nella discussione che segu seguì, il Dr.Hepburn (autore del
Leading Japanese-English dictionary) conveniva che lo Shintoo non contiene
nessun Codice morale, e che il principale apostolo del suo risorgimento (rivival)
disse molto Chiaramente, asserendo che, (disse così espressamente, asserendo)
"la morale è stata inventata dai Cinesi poiché esso era un popolo
immorale; poichè solo un popolo immorale il quale discuteva la saggezza o
rettidutine degli atti del loro governatore; e che la loro semplice guida o
dovere era obbedienza al Mikado". ("morals had been
invented by the Chinese because they were an immoral people; that it was only
immoral people who discussed the wisdom or, rectitude of their ruler's
acts; and that their simple guide or duty was obedience to the Mikado"). In
altre parole lo Shinto fu, egli disse,uno strumento di schiavitù mentale.
M. Von Brandt, in seguito German Minister in China, considerò (esaminò) ' che
vi era una buona evidenza che lo Shintoo rassomigliava l'antica religione
cinese; per esempio, gli stessi sacrifici furono in voga.
Sir Harry Parkes, Ministro Britannico in Giappone; il quale era allora
considerato di essere un profondo letterato cinese (sinologo), disse che egli
non era mai riuscito nella soddisfazione di sè stesso quello che lo Shinto era,
ma che la sua stessa ignoranza divenne intelligibile a lui se esso era girante
in fuori (si stornava allontanava) che una supposta fede indigena era ora
divenendo saldata in uno strumento politico; sotto queste circostanze poté
essere aspettato di divenire quello che i governati cercavano di farne, la
dottrina infallibile essendo particolarmente conveniente. Sir Harry discutendo
su quello che egli definisce il mite di Jimmu (il supposto primo Mikado) il
quale era esploso politicamente anche alla dimensione di incendio saluta su la
sua immaginaria nascita. Egli dissente con la vista tenuta da Mr Laurence
Oliphant che lo Shinto aveva una volta presa reale radice come religione del
popolo. Se così, perchè esso si era così completamente rimesso
(ceduto-datosi) al Buddismo? Dr.Brown spiega che il Kojiki (parole cinesi
ku-shi-ki o Ancient Affairs Record) fu il solo antico lavoro che trattava dei
vecchi (antichi) costumi religiosi in extenso; egli lo aveva consultato, e
dubitò se vi era il valore (valeva) la pena (se era valsa la pena) che egli
aveva avuta nel leggerlo; (la noia che aveva provato nel leggerlo); esso era per
confessione propria derivato dalla memoria di una sola donna che riteneva (a
memoria) nell'anno 712 d.C., ed egli avrebbe discernuto nella supposta antica
religione nessuna morale, nessun dio, nessun rito, e nessuna etica. Un
gentiluomo giapponese di nome Mr.Mori ammetteva che i documenti erano fallibili,
ma giustificava lo Stato nel piegare lo Shintoismo a quella importanza
(relazione -scopo) che esso voleva; reverenza per la morte fu la sua fisonomia
principale. Più tardi nello stesso anno Mr Satow leggeva (publicava) il suo ben
noto articolo su "Revival of Pure Shinto". Per puro Shin-to è inteso
la fede nativa anteriore alle introduzione del Confucianesimo (quinto secolo o
al principio del sesto), e Buddismo (sesto secolo), lo scopo dei revivalisti
essendo di eliminare queste due influenze, essi ripudiano la vera parola di
Shin-to, perché essa non era mai stata usata prima, e fu solo usata quindi allo
scopo di distinguere il vecchio credo (credenza) dai due intrusi cinesi. Ci
vollero secoli per il Buddismo per far presa sul popolo; nel nono secolo una
mistura chiamata "Two Sorts Shintoo" (due specie di Shinto-doppio
shinto) fu formata fuori del nativo articolo, Buddismo e Confucianesimo, il
Buddismo gradualmente acquistò ascendenza, e sebbene per due secoli la corte
del Mikado mantenesse vivo il puro Shinto, la fede straniera praticamente
divenne la religione nazionale, fino a che il filosofo Cinese Chu Hi, dopo aver
studiato e rigettato ambedue buddismo e taoismo, criticamente fece rivivere il
Confucianismo in Cina: in questo gli intellettuali di un istruito Giappone
seguirono (anno Domini 1200), come essi fecero in molte altre vie cinesi. Dopo
300 anni o più di guerra civili fu che quegli uomini cominciarono a cercare per
"gli antichi principii di una età (periodo) divino (di un'era
divina)". Le liturgie dello Shinto, o norito, furono criticamente studiate
e può essere aggiunto che nessuno dei revivalisti approvavano (sostenevano)
questi più lontano indietro nella data
che il settimo secolo (nessuno riporta indietro oltre il settimo secolo). E' solo necessario di nominare qui il principale apostolo del risorto Shinto; Motowori (1730-1796), sebbene come realtà egli aveva entrambi predecessori e successori, quasi come (così) noto l’io come se stesso in quella impresa. Egli spiega che quando, la prima scienza (sapere) cinese venne, fu necessario di escogitare un nome speciale Kami-no-michi (dèi, loro via) per i perduti antichi usi giapponesi: che il cinese, avendo nessuna tradizione della età divina (generazione divina), avevano inventato la teoria dei Decreti del Cielo; che questa "via" divina del Giappone fu stabilita dai fondatori Maschi e Femmina, o deità Creative del Giappone; che l'uomo ha una naturale conoscenza del giusto e dell'ingiusto; che il cinese "benevolenza","giustizia"," cerimoniosità", e altre cose di simile specie, furono invenzioni di "Holy Men" (santi uomini, saggi uomini), per servire come strumenti (mezzi) per governare una popolazione viziosa; che l'antico Giappone era spontaneamente ben governato; che Shin-to, o Rami-no-michi, non è lo stesso come l’apparentemente simile Taoismo di Lao-tse, sebbene quel filosofo certamente odiava i vani opinioni (pensieri, idee) dei contemporanei dotti; ma essendo sfortunatamente per lui, nato in un Paese libertino, egli non conobbe che gli dei sono gli autori di ogni azione umana, ecc., ecc. In risposta ad un dotto Confucianista, giapponese il quale si risenti (sentì offeso) per questo attacco, insinuò che i Mikado furono accusabili (imputabili) con l'avere inventato le storie circa le primitive età, le età più remote), e incaricò Motowori col copiare all'ingrosso da Lao-tse, quest'ultimo(Motowori) tentò di provare che i sepolcri imperiali da Jimmu in poi ancora esistono in Giappone, con molte altre reliquie dell'era divina conservate nella corte e che alcune vecchie famiglie giapponesi avevano anche trasmesso ai loro moderni discendenti le loro funzioni liturgiche shintoiste. Egli ripudia (sconfessa nega), tuttavia, qualunque intenzione di fare dello Shinto una regola di vita; il suo scopo è solo di provare quello che in realtà era lo shinto, e di confutare la allegazione (accusa, diceria) che i Giapponesi furono un popolo ignorante (senza istruzione fino a che i Cinesi vennero a civilizzarlo. La verità centrale è che il Mikado è il diretto discendente degli dèi, e in conseguenza che il Giappone si classifica primo tra le nazioni. Uno scolaro di Motowori, Hirata, andò più oltre; egli reclama che il popolo giapponese possedeva un sistema di scrittura proprio nell' "età divina", e mirava a stabilire una religione reale sulla base Shinto; ogni giapponese fu perciò un discendente degli dèi, e come tale, superiore agli abitanti di altre nazioni, tutti questi, prima o poi dovrebbero cadere sotto il governo dei Giapponesi. Come strumento politico, è chiaro che queste concezioni moderne dello Shinto possono, nelle profetiche parole del Sir Mary Parkes, fare di ciò culto qualsiasi cosa i governanti similmente (farli come governanti); ed è egualmente manifesto che, se ingegnosamente manipolati in modo da ammettere l'orgoglio imperiale cinese nella sua orbita, lo strumento politico potrebbe competere con l'Ortodossia, Pan-germanesimo, o con qualche altra politica Occidentale; con riguardo alle pretese storiche dei (pretensioni) dei rivivalisti giapponesi, come Mr. Satow veramente osservò) nel 1874, e di nuovo nel 1882; "such of their conclusions as are founded on the alleged infallibility of the ancient records, or on any premises which involve the supernatural, must be discredited; the real nature and origin of Shin-to must be decided by the usual canons of historical criticism". La supposta scrittura dell'età divina è stata scoperta essere identica con l'alfabeto comune(volgare) coreano del quinto secolo, il quale di nuovo fu ispirato dalle lettere Sanscrite. Parte della antica cosmogonia può essere tracciata quasi parola per parola al Cinese.
Riguardo al Kojiki, l'enciclopedia degli antichi costumi, la sua stessa prefazione è la solo autorità per l'accettata importanza (relazione) delle sue origini, ed esso fu scritto dalla memoria di una che riteneva; e quella memoria fu non solo fornita (accumulata) con fatti che un decesso Mikado aveva riferito a lui o lei poiché il vero sesso è dubbio. The Kojiki è interamente scritto con caratteri cinesi, usato foneticamente per rappresentare i suoni giapponesi; se un alfabeto nativo fosse esistito,perchè non fu usato, invece di questo fastidioso (incomodo) sistema straniero? Il Ni-hon-gi (cinese Ji-pen-ki o Annali Giapponesi), in un tollerabile buon cinese,è solo datato 8 anni più tardi del meno intelligibile Kojiki, il quale esso subito praticamente soppiantò; questa è la seconda enciclopedia (magazzino) del fatto, o leggenda fatto, connesso con l'antica vita gel Giappone. Tale in breve è il criticismo di Mr.Satow. Sebbene i rivivalisti giapponesi ammettano che esssi hanno introdotto la parola Shinto nel sesto secolo, essi non sembrano di ammettere (riconoscere-confessare) un iota di più di condizione di debitore che essi sono obbligati di fare; come noi abbiamo visto,i1 "Book of Changes (proprio circa quando introdotto in Giappone) è l’ autorità per ambedue le parole e la sua definizione. Taoismo e Confucianesimo in Cina furono ambedue allevati (alimentati) nel "Book of Changes",e il Taoismo (includendo, che include la religione naturale )fu volgarizzato e rimpiazzato dal Buddismo in Cina proprio come le idee naturali Giapponesi possono essi stessi aver fatto(o, quello che è più verosimile importate idee popolari cinesi), furono volgarizzate e rimpiazzati dal medesimo Buddismo. Il puro Taoismo non ha mai cessato di influenzare la mente educata cinese (la mente dei dotti cinesi), proprio come il puro Shinto-Taoismo non ha mai cessato di influenzare, o non lo fece per lungo interruzione, di influenzare la colta corte giapponese Motowori, e in generale gli studiosi (dotti) giapponesi, non sono certi quello che il norito vuol dire (significa),ma i caratteri cinesi usati dai Giapponesi per rappresentare la pura parola giapponese norito sono chuh-ts’z, che significano "invoking language"; il bisillabo retrocede (tornai indietro) in Cina esattamente fino al Giappone cioè alla Dinastia T'ang della Cina (700-900); alla stessa data i Cinesi applicano la parola chuh al rituale dei Manichei o di altri preti stranieri, e alle invocazioni di essi stessi. I Giapponesi scrivono la seconda metà della parola kami-dana (o 'spirit shelf") con un carattere cinese che mai vuol dire (significa)"shelf"; ma esso è evidente: che la parola cinese t'an altare" è realmente significato, e quello che dovrebbe essere scritto, come nella corrispondente combinazione shen-t'an "spirit altar"; questo sembrerebbe di esssre provato dal fatto che i Giapponesi stessi hanno una parola butsudan (per il cinese Vut-dan o Fuh-t'an) che significa "Budda altar". Gli esemplari del norito dati dal Mr.Satow corrispondono con le preghiere dell'Imperatore della Cina al Cielo, o alle notificazioni al Cielo di importanti eventi dinastici, ambedue i quali sono continuati da 4000 oppure 5000 anni fa fino a questi giorni. Parciò, quando Nankino fu preso dai T'ai-ping, nel I864, ambedue Cielo e i suoi antenati furono debitamente informati, dall'Imperatore stesso di quell’ importante fatto alla stessa maniera la giustamente vantata riverenza giapponese per gli antenati è nè più nè meno che il regolare e periodico sacrificio ancestrale dell'antica Cina. L'attribuire della Vittoria dai Giapponesi in questo stesso anno (1905 "to the virtues of your Majesty" è un repertorio (stock) del costume cinese e una frase cinese (uso,originario cinese e frase originaria cinese) (di uso comune cinese) l’imperatore come Vicegerente del Cielo, a suo tempo passa nella ricompensa (riconoscimento) al Cielo. Quando l'impero di Yakub Beg fu annientato nel 1877, il generale Tao Tsung-t'ang disse esattamente la stessa cosa alla regnante Vedova e suo figlio ,le cui virtù sono assolutamente (in nessun modo) così conspicue come quelle di sua Maestà Mutsuhito almeno negli occhi Europei. I seguenti argomenti dei revivalisti del puro shinto, come citato da Mr Satow, saranno trovati, alcune volte quasi parola per parola, sia nelle esortazioni degli antichi classici della Cina o nei classici Taoista: "So long as the sovereign maintains a simple style of living, the people are contented with their own hard lot; their wants are few, and they are easily ruled. But if sovereign has a magnificent palace, gorgeous clothing (etc. ), the sight of these things must cause in others a desire to possess themselves of the same luxuries. In ancient times, when men's dispositions were straight forward, a complicated system of morals was unnecessary, it was unnecessary to have a doctrine of right and wrong...it is said on the other side that, as the Japanese had no names for benevolence, righteousness, propriety (etc.), they must have been without those principles; but they exist in every country; in the same way as the four seasons, the weather does not become mild all at once, nature proceeds by gradual steps. According to the Chinese(i.e.Confucian) view, it is not spring or summer unless it becomes mild or hot all of a sudden. Jimmu is represented by the Nihongi to have said: "It is the part e of e good general not to be haughty after conquering in battle". Motowori argues: "The Chinese Holy Men also invented the "Book of Changes", by which they pretended to discover the workings off the universe. The Chinese nation has since given itself up to philosophising, to which are to be attributed its constant internal dissensions. When things go right of themselves, it is best to leave them alone. It is because the Japanese were truly moral in their practice that they required no theory of morals. The country was spontaneously well-governed. To have acquired the knowledge that there is no michi (tao) to be learnt and practised is really to have learnt to practise the way of the gods. All the moral ideas which man requires are implanted in his bosom by the gods, and are of the same nature as the instincts which impel him to eat when he is hungry and to drink when he is thirsty. The foundations upon which the Ancient Learning is based are the writings in which the Imperial Court (i.e. of rapan) has recorded the facts of, antiquity. It is not wonderful that (Japanese) students of Chinese literature should despise their own country for being without a system of (Confucian)morals; but it is ridiculous that Japanese who were acquainted with their own ancient literature should have pretended, simply out of a feeling of envy, that Japan also had such a system. Precept is far inferior to example, for it only arises in the absence of example. As Lao-tse says: "When the Great Way decayed, Humanity and Sighteousness arose". Before the origin of things there was infinite space; a thing whose shape cannot be described in words came into existence in the midst of space; this thing floated in space without any support From it came forth something sprouting like a horn it widened out infinitely. This is what in the Divine Age was called heaven. In the same way there grew downwards a something. These are the progenitors of all the other gods. It is not necessary to quote the opinions of (foreigners in order to prove that the heavens are immovable and that the earth revolves, for these facts are clear enough from ancient traditions; but as the Westerners have elaborated astronomy and physical geography to a very high degree of minuteness, their account of matter is more easily comprehended. The principles which animate the universe are beyond the power of analysis: although accurate discoveries made by men of the Far West infinitely surpass the theories of the Chinese, still that is only a matter of calculation, and there are men other things known to exist which cannot be solved by that Means. The celebration of rites in honour of the gods was considered in ancient times to be the chief function of the Mikados. Everything in the world depends on the spirit of the gods of Heaven and Earth, and therefore the worship of the gods is of primary importance. The gods who do harm are to be appeased, so that they many not punish those who have offend them, and all the gods are to be worshipped, so that they may be induced to increase their favours. Although in later ages many foreign customs were adopted, we find that the religious rites of Shinto always occupied the first place in...the rules and ceremonies of the court."
Perciò è evidente, non solo che i Giapponesi hanno usato (attinto-redatto) il "Book of Changes" e Lao-tse per il loro Shinto, ma anche che i loro rivivalisti ammettono (e confessano, riconoscono) una conoscenza critica di ambedue i lavori accusano vicendevolmente (l'uno e l'altro) di imitazione, biasimano l'uno e l'altro di un vano, desiderio di inventare una storia passata e un sistema di morale; non si richiede nessun Europeo per formulare accuse e incorrere il biasimo di gelosia. Vi è,tuttavia, nulla di odioso (maligno-cattivo) in tutto questo, se solo deliberati tentativi di sfigurare la verità non sono fatti e promossi (accarezzati) negli intimi (segreti) arcana delle menti che governano. Gli Statisti, i quali considerano ciò un dovere politico, giustamente a causa della sicurezza nazionale, possono pensare adatto per "keep hidden the machine, of state and lull the people"( tenere nascosta la macchina dello stato e calmare il popolo tener quieto il popolo) nella maniera che noi vediamo lo austero Lao tse stesso raccomanda. Chi siamo noi occidentali per censurare il Giappone? Quale uso hanno fatto le potenze europee della politica religione? Quale attitudine verso la scienza applicata ha la Chiesa (dalla quale, o dalla fonte della quale, Nestorianesimo, Ortodossia e Protestantesimo nelle loro mutevoli forme sono derivati ha adottato nel passato? Noi nell'Occidente siamo abituati a rivestirci di penne (ad inorgoglirci delle nostre qualità morali superiori, e ci piace, quando noi conveniamo su la loro esistenza (che non sempre il caso),di attribuirle al credito della nostra religione. E' raramente bene di biasimare i Giapponesi se essi fanno lo stesso; e le straordinarie nobili qualità che essi sono ora esibendo ad un mondo attonito possono bene darci un dubbio, ed essere causa di domandarci se non è possibile che noi stessi possiamo essere in una mentalità sbagliata. I Giapponesi nel tradurre libri occidentali stanno incominciando dalla costernazione dei nostri missionari, di vivere fuori del Cristianesimo (di tutto il Cristianesimo) che è in essi. Ma non importa i Giapponesi prendi il seguente sommario delle vedute del Pastor Fischer come spiegava all'Unione Protestante della Germania e pubblicato nella stampa in Londra: "(protestantesimo liberale razionalistico ) Chiesa russa (protestantesimo e ortodossia soggette alla stato)"
BUSHIDO, o "onore militare", il quale è più o meno coinvolto nel nuovo spirito del risveglio (rinascita) del Giappone, sembra di essere in nessuna maniera storicamente connesso con lo Shen-tao , in parte mitica e in parte cinese, o la sua imitazione giapponese kami-no-michi. Essa è certamente non nazionale fisionomia (caratteristica) cinese sebbene i germi di esso possono essere trovati per quanto mera teoria (pura teoria) nelle guerre che precederono la dinastia Han. (212-200 a.C.) o nelle guerre dei tre Imperi 168-265 d.C. le quali ultime furono responsabili della produzione del principale se non il solo, realmente cavalleresco romanzo nella lingua cinese, ma anche cosi, quel romanzo non fu scritto prima del tredicesimo secolo sotto la dinastia, Mongola, e la sola inculcazione di uno spirito cavalleresco mai sembra di essere risultata una generale pratica di esso in Cina. Non vi è un singolo esempio nella storia della cina di un sostenuto, nobile, generoso e bravo movimento patriottico; non vi è nessuna fraternità. Lo spirito cavalleresco che anima i giapponesi in simile marcate grado è in primo luogo probabilmente innato nella razza, la quale ha sempre conosciuto come preservare la sua libertà dalla dominazione straniera ma pia direttamente e immediatamente forse, ai tre secoli della, guerre civili che precedette la lunga pace dei Tokukawa il regime che precedette il periodo di isolamento sotto Tokugawa "Tycoons" che ebbe fine con la restaurazione del Meiji nel 1868.
Da questa breve rassegna della storia dello shintoismo di Stato si può capire quale fu l' influsso delle istituzioni e pensiero confuciano sulla vita sociale e politica del popolo giapponese, in modo particolare dal 1305 al 1945.
Lo shintoismo, come credo indigeno (nativo giapponese) non ha mai potuto competere col confucianesimo in Giappone fino al sorgere del sentimento (coscienza ) nazionale nell'ultimo scorcio del periodo Tokugawa .E dopo la
Restaurazione del Meiji fu usato lo shintoismo perchè esso era di origine giapponese. E’una esagerazione dire che i capi della restaurazione furono attratti dal credo shintoista non vi è dubbio che essi trovarono prestigio, dell'imperatore e l'appello alle mitologie shintoiste utili ai loro scopi, principalmente uno stato forte e organizzato. E l'imperatore fu usato come mezzo per ottenere questo fine e la guida indicante la via alle norme desiderate, fu il rescritto imperiale su l'educazione dell'imperatore Meiji. Nel rescritto si dichiara che i le 5 virtù confuciane e insieme con le relazioni sociali furono la base fondamentale dell'eredità del Giappone, trasmesse e inculcate al popolo giapponese dagli antenati imperiali. L'etica confuciana venne riguardata come non più come straniera ma come parte delle antiche tradizioni giapponesi. Sopratutto i nazionalisti si servirono di valori etici confuciani per il loro scopo, come per esempio la pietà filiale, la sottomissione, fedeltà ai doveri verso la nazione e devozione all’imperatore.