ALFABETO BENGALESE   ALFABETO DEVANAGARI

Origine
L'alfabeto Devanagari deriva dall'alfabeto Brahmi. Il termine deriva dal Sanskrito "deva" (= divino) + "nagari" (= città), scrittura della città. Entra in uso intorno al secolo XI  AD.

Caratteristiche

  • Alfabeto sillabico con volale inerente alla consonante. La vocale inerente viene resa muta con il segno virama.
  • Le vocali possono essere scritte come lettere indipendenti oppure usando una serie di segni diacritici scritti sopra, sotto, prima o dopo la consonante a cui si riferiscono. Questa caratteristica è comune a molti alfabeti dell'Asia sudorientale.
  • Quando due consonanti si susseguono senza vocale danno luogo a consonanti composte con simboli particolari.

Questo alfabeto è usato per scrivere le seguenti lingue:

Sanskrit
, lingua classica indiana capostipite delle lingue Indoeuropee.

Hindi, lingua ufficiale dell'India, parlato prevalentemente negli stati del nord. È collegato alla lingua Urdu (lingua principale del Pakistan) che però usa l'alfabeto arabo-persiano.

Marathi, lingua indiana parlata nello stato del Maharashtra.

Nepali, lingua parlata nel Nepal, che fa parte delle lingue Pahari.

È anche usato per le seguenti lingue:
 

  • Awadhi
  • Bagheli
  • Balti
  • Bateri
  • Bhili
  • Bhojpuri
  • Bihari
  • Braj bhasha
  • Chhattisgarhi
  • Garhwali
  • Gondi
  • Harauti
  • Ho
  • Kachchi
  • Kanauji
  • Kankan
  • Kashmiri
  • Konkan
  • Limbu
  • Marwari
  • Newari
  • Santali
  • Sherpa

Vocali:

Consonanti:

Segni diacritici delle vocali unite a consonante:

Altri segni:

Numerali: