30 Settembre 2007
"CAM TO ME"… IN CAMBOGIA!
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Carissimi amici, benefattori e soci "Cam to me",
ritorno dalla visita in Cambogia portando con me "risonanze" e ricordi, lieta di condividerle con voi che avete sostenuto i Progetti "Cam to me" con generosità e fiducia. Toccando con mano la realtà cambogiana, ecco che, ad un certo punto, i "Progetti" hanno preso la sembianza di volti, di profumi, di strade, di parole dentro ad un linguaggio sconosciuto e di sentimenti, che non bastano le parole per spiegare… Difficile darne un’idea per chi non ha potuto vedere con i propri occhi, posso tentare di abbozzare brevi immagini schizzate con rapide "pennellate". È stato un incontro di bellezza, ma insieme di sofferenza, di fango ma anche di sole, di avvilimento ma anche di ricchezza umana, di tristezza ma anche di gioia… Il tutto unito da un unico "filo rosso", quello di un "amore smisurato per la vita": dentro a tutto il male ho conosciuto una capacità di reagire, di lottare, di cercare un senso laddove la vita ha deciso di essere meno generosa.
Non si può parlare di Cambogia senza considerare la storia tragica che si è abbattuta su di lei: un popolo distrutto da una malvagità fatta di ideologie assurde e dittature atroci capaci di commettere crimini contro l’umanità, in nome di principi disumani. Il genocidio di Pol Pot e dei "Khmer rossi" degli anni settanta ha lasciato un segno in ciascun abitante, costretto così, ancor oggi, a pagarne le conseguenze (su 7 milioni di abitanti, 2 milioni furono uccisi).
Dopo questo evento come parlare di speranza, di fiducia, di rinascita?
Ecco perché, conoscendo questo "back-ground", è ancora più sorprendente scorgere tanta tenacia e tanta forza che è proprio nata partendo dalle macerie, dalle ceneri… alla ricerca di un alito di vita capace di dare senso. Colpisce vedere la grande quantità di "ONG" ("Organizzazioni non governative") che lottano per una sempre più rinnovata promozione umana, creando oasi di istruzione e nutrizione, ristoranti, lavori artigianali… Il tutto all’interno di un fenomeno di inculturazione etnica e religiosa davvero eccezionali.
È proprio in questo contesto che si collocano la "CML" e "New Humanity", insieme alla "Cooperation for Prosperity" del "Nutritional Care", con lo scopo "di far sì che nessun male possa sfigurare la forma umana". I Progetti di formazione e sviluppo in ambito educativo e sanitario sono davvero quelli più urgenti: quelli, appunto, che "Cam to me" sostiene.
Per le notizie dettagliate su ogni Progetto prepareremo un "reportage" specifico; ciò che vorrei invece comunicarvi meglio sono le mie risonanze alla vista del "bene" che circola dall’Italia alla Cambogia.
Nel distretto di Kandal abbiamo fatto visita al "Disabled Day Care Centre" ("Centro Diurno per Disabili"), dove le attività svolte hanno portato rilevanti miglioramenti negli 11 disabili ospitati. La struttura è molto accogliente e prevede spazi per il gioco, per mangiare, per lavarsi. Anche la veranda permette di sfruttare piacevoli momenti ricreativi. Le ragazze si impegnano a confezionare abiti, collane e bracciali. Oltre al salario per il coordinatore del progetto e le spese di gestione, abbiamo contribuito al salario per gli insegnanti e a spese straordinarie di emergenza. All’inizio del 2006 si contavano 5 insegnanti, il guardiano e la cuoca per il Centro, che ospitava 17 disabili adulti e bambini. Un ragazzo cieco ed uno sordo sono stati mandati in un centro specifico per queste problematiche in una locale "ONG", mentre un bambino affetto da "HIV" è stato inserito in una scuola pubblica. Quindi all’inizio del 2007 il Centro aveva 11 disabili; questo ha portato a ridurre il personale addetto: 3 insegnanti ed una cuoca (che è poi la mamma di un ragazzo paralitico che fa parte del centro). Il guardiano fa anche l’autista e si occupa del giardino.
Abbiamo visitato tutte e nove le famiglie che sono state "adottate" in Italia. Incontri di sguardi pieni di gratitudine per ciò che ricevono. Ad ogni sostenitore arriveranno il mese prossimo le notizie che riguardano la famiglia sostenuta, con le foto che riprendono momenti di vita quotidiana e la nostra presenza tra loro.
Di grande emozione la visita ai due Centri del "Nutritional Care" sul "Lago 94" (raggiungibili con una barca, che può avere tante caratteristiche tranne quella della sicurezza). In mezzo a questo luogo che sembrerebbe dimenticato da Dio, con case in mezzo all’acqua ed al fango, si vede all’orizzonte l’unico stabile in muratura con davanti la scritta "Donated by Come to me e CML" (capire che "CAM" sta per Cambogia e Camerun per chi non conosce una parola di italiano è davvero impresa ardua). La classe, composta da una trentina di bambini, sta facendo lezione e la maestra fa loro vedere delle figure. Ripetono in continuazione il nome di quello che viene loro rappresentato e poi si preparano per il pranzo, costituito dal "bobò" (riso, verdure, a volte un po’ di carne o pesce), ma non senza prima averci fatto vedere la stanza adiacente: potremmo davvero chiamarla "casa dei balocchi" perché possiamo trovarci scivoli, altalene, palle e giochi di vario genere. I bambini ci spronano a giocare…e noi, in fondo rimasti bambini, non ci facciamo pregare più di tanto. Il secondo centro lo raggiungiamo riprendendo la barca e questa volta la scuola è fatta di "bambù". La terra spesso cede con l’acqua sempre presente, quindi sarà urgente un rinforzo: così come il pozzo, che per ora deve ancora attendere perché il terreno è troppo umido.
Anche con la "Poverty Allevation" di Kompong Chhnang abbiamo potuto riscontrare come il lavoro coordinato da Stefania con "New Humanity" ha davvero portato frutti grandiosi, a cominciare da quelle famiglie che senza aiuti medici e il nutrimento adeguato difficilmente ce l’avrebbero fatta. Anche per l’istruzione si sono organizzate scuole all’aperto nei villaggi. Inoltre troviamo altri due Centri per disabili di cui Cristina coordina gli educatori e responsabili, che risultano alquanto promettenti per i miglioramenti apportati sugli ospiti.
Prima di continuare sulla via di Kompong Chhnang, torniamo un attimo a Phnon Phen per parlare dell’Ostello per malati dedicato a "Santa Elisabetta", che Paola segue insieme a degli operatori locali. L’obiettivo non è solo quello di curare le persone malate segnalate dalle comunità cristiane, ma anche quello di cogliere l’occasione della malattia per fare educazione sanitaria all’interessato ed al resto della famiglia come prevenzione per il futuro. Il rapporto con le strutture sanitarie è davvero faticoso, perché ci sono ospedali sprovvisti del minimo indispensabile, perfino del personale medico preparato.
Torniamo a Kompong Chhnang… Ciò che per prima cosa si nota è un’assenza… il vuoto lasciato da P. Mariano… Ma ben presto l’assenza diventa "presenza", nel momento in cui si incontrano le "Suore della Provvidenza", le vedove grate a lui e i 130 bambini della "carica dei 110"… (sono aumentati!).
L’integrazione dei vietnamiti in Cambogia era un po’ l’obiettivo di P. Mariano, che si sviluppa benissimo nelle due Chiese e due "scuole barca", rispettivamente a Kompong Luong e Chnouk Thru; dove il miracolo della "moltiplicazione dei pani" diventa realtà: con l’aiuto delle Suore e di un missionario laico giapponese, Masaya, centinaia di bambini diventano una scolaresca ben allineata e ben vestita, che ci ha accolto con tanto di canti e balli. È davvero stupefacente il bene che circola, anche laddove sembra esistere solo disperazione.
Ho potuto constatare che l’aiuto economico che "Cam to me" ha dato quest’anno ha già portato frutti insperati, grazie sicuramente alla passione e dedizione di Stefania, Paola, Cristina e P. Mariano: ma anche grazie a voi che avete dato "cinque pani e due pesci" per compiere questo miracolo. L’accoglienza e la gratitudine verso chi si prende cura di loro è davvero sentita, anche verso i benefattori di "Cam to me", per i quali sono stati espressi tanti e tanti ringraziamenti che noi abbiamo raccolto, per poi estenderli a ciascuno di voi… Si parla di Progetti, ma in realtà sosteniamo volti, sorrisi, speranze…
Forse sono stata un po’ lunga, eppure vi assicuro che è stato detto ben poco di questa esperienza: ma ciò che più mi preme è comunicare quanto la vostra adesione ai Progetti di "Cam to me", in collaborazione con "CML" e "New Humanity", abbia potuto testimoniare a chi si trova nel bisogno la presenza "della carezza di Dio": che si fa sentire anche davanti allo strazio di sventure come le loro, e dimostra quanto sia importante mettere in circolo speranze come queste per un futuro migliore!