COMUNITÀ MISSIONARIE LAICHE PIME   COMUNITÀ MISSIONARIE LAICHE PIME   CAMERUN

"DALLE FECONDE MEMORIE
ALLE CORAGGIOSE PROSPETTIVE"

CONVEGNO DEI FIDEI DONUM ITALIANI IN AFRICA

TABOR-HILL, NYAHURURU - KENYA
06 - 11 NOVEMBRE 2006

Il Convegno si è tenuto al Centro di spiritualità "Tabor-Hill" a Nyahururu - Kenya a mtl. 2200, gestito dai F.D. ("Fidei Donum") della Diocesi di Padova.

L’accoglienza è stata molto calorosa ed il servizio ottimo e ben organizzato. Siamo arrivati a 136 presenze.

Sono intervenuti:

Questo Convegno è stato promosso dalla CEI in occasione del 50° nel 2007 dell’Enciclica di Pio XII "Fidei Donum", con i seguenti obiettivi:

Si è ribadita la natura missionaria della Chiesa, la responsabilità diretta di ogni Vescovo e delle comunità cristiane, la cattolicità, cioè l’universalità della Chiesa.

Ogni prete parte perché inviato da una Chiesa e la vocazione è universale.

Sono sempre più numerosi i laici che chiedono di partire per vivere questa universalità nel nome del Vangelo.

Dobbiamo però porci nell’ottica della Cooperazione tra le Chiese, cioè essere ponte di scambio e di comunione tra le Chiese. Una presenza per aiutare una Chiesa a crescere. Una Chiesa che vuole il bene dell’altra e che si interroga su questo.

Nel cammino ci sono degli elementi da tener presente, eccone alcuni:

Dopo un "excursus" storico dell’evangelizzazione in Africa, P. Joseph ha sottolineato che i Vescovi pensano a una Chiesa come "famiglia di Dio". Ma quali sono le sfide che le si presentano innanzi? Vediamone alcune:

Ci sembra importante segnalare qualche proposta avanzata nei lavori di gruppo:

La Diocesi di origine deve accompagnare i FD (laici e preti) anche quando rientrano e coinvolgerli nella pastorale missionaria.

Don Giuseppe Pellegrini, nel suo intervento finale, ha detto che l’esperienza missionaria dei FD deve avere una ricaduta pastorale nella Chiesa Italiana a diversi livelli. Dev’esserci la costituzione di reali laboratori pastorali dove i "rientrati", condividendo la loro esperienza, possano essere propositivi per una crescita delle comunità cristiane nell’opera missionaria.

Don Renzo Zecchin nella sua sintesi sottolineava che il nostro partire, il nostro andare, non deve essere staccato dalla consapevolezza che siamo profondamente poveri, e il nostro andare è "legato", anche, perché abbiamo delle povertà da togliere. È mettendo insieme vita, povertà, ricchezza, che va fatta la comunione.

Siamo comunque chiamati a dare vita. Una vita che viene da Lui.

"Il profeta si stende con tutto il corpo, non basta solo il bastone" (2 Re 4,18-37). Diventa nel dono una sola cosa con Lui. Lo straniero può solo incoraggiare, stimolare, farsi una cosa sola con loro.

Un’altra Icona evangelica: "È Dio l’agricoltore che semina, è Lui il vignaiolo. Ma quanto e quando si produrrà non lo si sa."

È nello scambio con la "comunione" che si crea vita. Il tempo della comunione e dello scambio tra le Chiese non terminerà mai.

Ma come questo scambio può durare e può avvenire? C’è bisogno di raccontare la missione, la nostra fede, come l’amore di Dio ci ha resi liberi.

Anche le brevi esperienze, le visite, stanno aiutando le nostre Chiese d’origine. Aiutano la singola persona, aiutano nella riflessione una comunità…

È uno scambio di persone, di vita, di comunione.

In ultimo vogliamo dire che il Convegno ha dato la possibilità ai partecipanti di scambiarsi il proprio vissuto, fatto di difficoltà, gioie ed aspettative!

Dal Camerun,
Noemi e Gabriella