In attesa della
"Luce"…
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"Che cos’è la
verità"?
È la domanda che Paola, "Missionaria Laica" in Cambogia,
si pone durante la celebrazione del "Venerdì Santo".
In attesa di una risposta, che verrà solo dalla "Luce".
PAOLA
MAIOCCHI
("Missionari
del Pime", Aprile 2009)
«È stato bello, ieri sera,
durante la celebrazione della "morte di Gesù", che sia mancata la
luce. Gesù, il "Figlio di Dio", non è più con noi e noi siamo nelle
tenebre finché Lui non risorge.
È stato bello. È stato un bel segno!». Così Ming Cheng, una nostra malata
ricoverata al "Centro
Santa Elisabetta",
commentava la celebrazione di ieri nella "Chiesa
del Bambin Gesù",
a Boeung Tum Pun, nella città di Phnom
Penh.
Ed è proprio andata così. Poco dopo l’inizio della preghiera, hanno tolto la
luce, a noi e a tutti quelli del quartiere (fa caldo, si usano molto i
"condizionatori" e la corrente non è sufficiente per tutti... si fa
un po’ a turno!). Di certo non è stata una cosa "preparata", almeno
da noi. Ma forse da qualcun "Altro" sì, perché fosse evidente per
noi e per la nostra fragile fede.
E credo proprio che Ming Cheng abbia ragione.
Senza di Lui siamo nelle tenebre.
E il mio pensiero si è "ingarbugliato" tra immagini, sentimenti e
"Parola di Dio".
E la mia mente ha continuato a ripetere un paio di parole, quelle di Giovanni:
«Rispose Gesù a Pilato: "Per questo sono nato e sono venuto nel mondo,
per rendere testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la
mia voce". Gli dice Pilato: "Che cos’è la verità?"». Che cos’è
la "verità"? Che cos’è la "verità"?
Questa domanda mi continua a risuonare nel cuore e nella mente.
Una domanda che un uomo, Pilato, rivolge a un altro uomo, Gesù.
Una domanda che mi proietta immediatamente nella scena in cui veniva detta, fra
le grida di gente pagata perché urlasse come forsennata:
"Crocifiggilo!"; fra i potenti che digrignavano i denti per aver perso
la faccia davanti al popolo quando Gesù insegnava, fra i più semplici che
commentavano l’un l’altro cosa stesse accadendo e magari qualcuno ci
scommetteva sopra.
Una domanda che le tenebre del peccato e della paura rivolgono alla
"Luce", che ha sempre proclamato la presenza del "Padre", vincitore
della malattia, dell’infermità, della sordità, della cecità, del
"pregiudizio", della povertà, dell’ingiustizia, della violenza.
Una domanda pericolosa. Perché "quando chiedi ti verrà dato".
Ringrazio anch’io, insieme a Ming Cheng, di aver potuto partecipare alla
celebrazione della "morte di Gesù", ieri sera, nel buio e nel
silenzio più totali, interrotti solo dalla tenue luce di piccole candele e
brevi canti.
Ringrazio perché in questo buio e silenzio ho potuto chiedere anch’io al
Signore Gesù: che cos’è la "Verità"? Dove sei, o mio Dio?
Ringrazio perché questa domanda trova pace e somma gioia in quello che da qui a
poche ore avverrà: la "Resurrezione" del Signore Gesù!
La "Verità", in quanto tale, vince sulla menzogna;
la "Luce" sulla tenebra;
il coraggio sulla paura;
la determinazione sulla "tiepidezza".
Ringrazio il Signore.
Via.
Verità.
Vita.
Buona Pasqua, con tutto il mio cuore!