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Labirinto!? ... È il percorso della vita, di ogni giorno. Non per confondere ma per ricordarci che c'è un percorso, anche nella confusione dei nostri giorni. C'è la via che conduce al centro della vita. Il racconto è la parabola della nostra ricerca la testimonianza della nostra scoperta. |
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Lei, che nella vita aveva ricevuto molti regali, si
chiedeva infine quale fosse il dono. Il dono del Natale intendo. Così si fece pastora tra i pastori del piccolo
presepe di casa. Si mise nascosta dietro la grossa roccia di cartapesta
che lei stessa aveva posizionato proprio di fianco alla capanna vecchia
di anni, e apettò. Aspettò che si facesse notte. Nell’immobilità di quel presepe
un po’ spento. Ricordò in quell’attesa la luce che aveva il
presepe, in anni passati, quando i suoi bambini riempivano il muschio di
desideri, e di canti la finta notte di cartone… L’ultimo presepe. Costruito nel silenzio di casa. Nella nostalgia di un nuovo nato…
Non giunse la malinconia che si aspettava. Già
aveva voltato le spalle a ciò che non ritorna,
col piglio dell’immaturo che cerca altrove la risposta alla sua
eterna inquietudine impossibile a spegnersi. Si sedette sul muschio e si strinse sulle spalle un
mantello di tela chiara e continuò a fissare il silenzio, con
riverenza. Aveva il cuore pieno di desideri. Si, aveva l’anima
gonfia di attese! Qual era il dono?… Non quello che avrebbe trovato sotto l’albero
illuminato, il mattino seguente, ma il dono della notte di duemila anni
prima, il dono del Dio bambino, venuto apposta
nel mondo perché tutti lo potessero ammirare e ricevere. Osservò la capanna, osservò quell’uomo e quella
donna e quel vuoto in mezzo a loro…L’attesa… Attendere un bambino…Lei lo sapeva com’era quel
tipo di attesa, quando cresce nel ventre una speranza; quando lentamente
prende forma un futuro di dita, di occhi, di ossa, di pelle, di cuore e
di pensieri; quando,
silenziosamente, la tua storia si sdoppia e prende corpo l’amore.
Quando ti invade la “paura felice”… Le era tutto chiaro…l’amore che prende forma.
Non le sembrava incredibile. Tutta quella passione invisibile che d’un
tratto si mostra agli occhi e ti meraviglia! Doveva essere qualcosa d’altro, non solo una
nascita anche se di un Dio… Lei alzò gli occhi verso il cielo di carta e
respirò profondamente come era solita fare quando, nelle sere d’estate,
sdraiata sul prato, si perdeva nel nero del cielo costellato di galassie
e nebulose. Così accadde: d’un tratto sentì latrati di
cani, in lontananza, e belati di pecore che si avvicinavano. Ecco la
vita, tra quelle cose di cartone, irrompere e svegliarti dall’immobilità
e dalla perdita, come quando immersa nel silenzio della montagna ti
accorgi di essere viva per le grida dell’aquila in volo sopra di te… La donna si alzò e sporse il capo oltre la roccia,
che stranamente sembrò fredda e muschiosa, poi portò una mano a
ravviarsi i capelli con la fretta di chi è stata colta di sorpresa da
una visita inaspettata… …ecco gli angeli.. Ecco gli angeli! Uomini e donne. E bambini. Col canto del cuore a esplodere nell’umido silenzio della notte.
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Gloria a Dio, lo sapeva bene, Gloria a Dio! E pace in terra, lo sapeva, agli uomini… Agli uomini Di buona volontà, sì, l’aveva cantato anche lei tante
volte, e tante E tante…
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PacePace Pace ti amoPace Pace
ti accolgo Pace
ti amo Pace
stai in pace Pace ti accolgoPace sei
donna Pace sei uomo Nulla Nulla Nulla è contro di te
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Pace
svegliati Pace
riposati
Pace
butta via la paura Pace
non avere paura Pace sono IO A cullarti la
vita Pace protezione Pace dissolvenza Dei tentativi falliti Dei silenzi pesanti Delle lotte insanguinate Pace
significanza Della
tua lunga inquietudine Del
tuo pianto profondo Della
tua ricerca infinita Pace
sei donna Pace sei uomo
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IO dappertutto IO SEMPRE IO DAVVERO Pace tua
inquietudine Pace tua paura Pace tua ricerca
Pace vivi
Pace accetta
di vivere
Pace attraversa la vita
Pace … porta
Pace … la vita
Pace
Senza temere
Mai più
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Non fu un ritorno intessuto di nostalgiaNon
fu il risveglio da un sogno. Lei
portò una mano sul cuore Un
battito d’ali Le
fece mancare un respiro.
Ma
il passo era già pronto ad andare E
il sorriso ad incontrare E
la mano ad accarezzare.
Il
dono era stato donato. Chiuso
nel cuore. Preciso
nella mente danzante. Acqua
pura di fonte sempre viva. Luce
inestinguibile. Canto dell’anima. |
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