MISSIONE AMICIZIA   Alluvione in Bangladesh  lettera seguente

Alluvione a DHAKA...

  DINAJPUR, Bangladesh, 8 Agosto 2004 

Cari amici,
scrivo solo ad alcuni di voi che si sono interessati alla nostra situazione per chiarirvi qualche punto, in quanto in questi giorni la televisione italiana continua a parlare di noi.
Il problema e' che doveva parlare venti giorni fa, ma allora Berlusconi non era in vacanza, il calciomercato non era chiuso e le notizie non mancavano. Adesso non ci sono altre notizie ed allora si parla anche dei nostri 700 morti e dei 30 milioni, si', 30 milioni senza casa!
Nel farvi questo sfogo voglio pero' anche rassicuravi sulla nostra condizione. Ormai in molte parti del paese l'acqua sta defluendo ed i problemi di traffico sono abbastanza risolti. Si spera che non continui a piovere ne' qui ne' in India (come sapete l'India controlla le acque per cui se c'e' poca acqua se la prende lei, se ce ne e' troppa apre le dighe ed allaga il Bangladesh), ma bisogna anche dire che in India la situazione e' anche molto grave. Nella nostra diocesi abbiamo pero' avuto pochi danni (solo nella parte est: Rangpur, Lalmoinorath, Kurigram).
A Dhaka la situazione e' piu' grave in quanto alcuni quartieri sono andati sott'acqua e, per soli 60 cm, si e' rischiata la chiusura dell'aeroporto.
Ora, alla tragica situazione normale si e' aggiunto il problema di decine di migliaia di persone che hanno bisogno di tutto, incredibilmente anche dell'acqua da bere, perche' quella dell'alluvione e' naturalmente infetta, fetida e maleodorante.
Solo di malattie intestinali sono morte 800 persone. E, purtroppo, il peggio deve ancora venire!
Un'altra nota e' che sono aumentate le morti dovute ai morsi di serpenti. In alcuni casi, infatti, l'acqua e' dentro le case e le persone continuano a dormirvi perche' non hanno altri posti dove andare. I serpenti naturalmente cercano un posto all'asciutto e molto spesso questo e' proprio nelle case! Roba da non credere.
Sono tornato da Dhaka stamattina, col Vescovo che e' appena tornato dagli Stati Uniti ed ieri ho avuto modo di visitare un piccolo centro di assistenza curato dai seminaristi degli Oblati:  vi sono stato con Padre Franco Cagnasso. 210 famiglie (1100 persone) sono accampate e cucinano cio' che viene dato, ma, con tutta quest'acqua, ci sono anche problemi di trovare legna asciutta. Quando torno vi faccio vedere le foto!
I danni stimati (il peggio deve ancora venire con i raccolti persi) si aggirano sui 7 miliardi di euro.... quasi come l'aggiustamento della finanziaria in Italia e, se tutto va bene, ci vorra' almeno un anno per recuperare.
Non mi dilungo oltre: voglio solo assicurarvi che qui a Dinajpur tutto e' normale e che io e Padre Adolfo (ma anche tutti gli altri padri) stiamo bene. Anche a Dhaka alla Pime House non ci sono problemi.
Un grazie a coloro che si sono fatti vivi in questa drammatica situazione, che si sta vivendo con angoscia, ma fiduciosi che essa migliorera'.
Un forte abbraccio!

Bruno
....... anche a nome di Adolfo

P. S. : Se a Gaeta qualcuno vuole tranquillizare altri amici ve ne sarei grato!