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Hawaii, Natale 2007

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Piccoli pastori attendono la venuta di Gesù... Gigi Cocquio, con sua moglie Judy!
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Carissimi,
qualche giorno fa stavo riflettendo che sono più di 37 anni da quando ho lasciato l’Italia…
Prima di andare nelle Filippine fui mandato in Inghilterra a studiare l’inglese, che è la lingua che uso ogni giorno: eccetto quando ho visite dall’Italia, o parlo con filippini, allora cambio canale.
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Il bello è che, dopo così tanti anni, il mio inglese ha ancora l’accento italiano.
Spesso mi succede che le persone che incontro per la prima volta mi guardino perplesse: "Ma che accento hai?", chiedono.
Certe volte non capiscono neanche quello che dico, perché non sono abituate a questo magnifico accento italiano.
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Di solito sono gli adulti che non riescono a capire.
Con i bambini nessun problema.
Parliamo, ridiamo, racconto storielle, facciamo riflessioni, do istruzioni su come fare i lavori, insegno canzoni, e il bello è che spesso ripetono tutto con il mio accento, con "sconcertamento" delle maestre.
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Certe volte, quando durante la lezione i bambini chiacchierano troppo e non ascoltano, mi metto a parlare d’improvviso in italiano o in filippino.
Si bloccano tutti e io vado avanti: non capiscono le parole, ma capiscono il perché faccio questo, prestano attenzione e si calmano.
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Io vengo da un altro mondo, con una lingua diversa, un accento diverso, ma per i bambini non fa niente; anzi credono che sono hawaiano e quando dico che non lo sono, mi chiedono: "Perché?"...
Loro capiscono, non si fanno problemi!
C’è una comunicazione che va al di là delle parole.
Certe volte si parla la stessa lingua, con lo stesso accento, usando le stesse parole, ma non ci si capisce…
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Il Natale ci offre ancora una volta l’immagine di questo Bambino che è venuto da un altro "mondo", che parla una lingua diversa, che si capisce solo con il cuore di un bambino.
Lingua che si può imitare solo con la semplicità di un bambino, che sa identificare i suoni che si riconoscono, quando non ci sono pretese e condizionamenti.
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A Natale il regalo più bello che possiamo scambiarci, e che può costare molto però, perché richiede impegno, è saper ascoltare il linguaggio del cuore di chi ci sta vicino, capirlo e accettarlo. Se lo facciamo come famiglia, c’è speranza che anche gli uomini nel mondo lo faranno un giorno e la pace ritornerà sulla terra.
Questo è un regalo che non si può comperare in nessun "centro commerciale", e per sé non si trova andando solo in Chiesa…
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Che le onde di questo Oceano vi portino il suono della nostra gratitudine per il vostro affetto e la vostra amicizia, insieme al nostro augurio di un Buon Natale e di un Felice Anno Nuovo!
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Un abbraccio!
Aloha!
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Judy e Gigi