Chi trova un amico trova un tesoro!

- Diario di un incontro -  

(Elena Asha)

 

I cercatori d'oro... alla ricerca di un tesoro che ancora non conoscono. La fatica di attendere cercando, premiata dalla sorpresa della scoperta! È trascorso un anno, un anno lungo e  intenso, così ricco di novità... la gioia di crescere insieme al Signore! Ecco il diario dell'incontro, tanto atteso, non solo sognato... 

Erano già passati diversi mesi da quella lontana Domenica di Novembre, quando nella Chiesa di S. Erasmo e N. S. della Mercede di Capolungo (Genova) aveva fatto la sua comparsa quel prete... Vestito di viola, era la prima Domenica d'Avvento, un tono di voce leggero, lo sguardo profondo, forse un po' triste. Mi incuriosì, non sapevo niente di lui, lo ascoltai mentre predicava. I cercatori d'oro... alla ricerca di quella luce tanto attesa, quella luce capace di scaldare cuori ormai spenti da tempo: proprio come il mio, che forse già stava riaccendendosi... Ogni fine settimana  percorrevo decine di chilometri per arrivare a quella chiesa, da tanti anni meta dei miei infiniti pellegrinaggi.  Da allora continuai più volentieri il cammino, alla ricerca di quello sguardo, ancora difficile da interpretare, con un vivo desiderio di ascoltare nuove parole, di nutrire il mio cuore ascoltando la Parola del Maestro. Gesù, quanto desideravo incontrarlo!  Ed ecco che, con mia mamma, anche lei pellegrina, ma in macchina, verso la  mia stessa chiesa, subito trovammo un nome per quel personaggio misterioso, a cui già c'eravamo affezionate: Padre Gesù! Le sue parole, il suo sguardo... tutto rifletteva in lui la Luce di Dio!

 Come poterlo ringraziare per averci donato questa Luce? Da quanto tempo ormai desideravo parlare con lui... Non conoscevo il suo vero nome, sapevo solo che era un missionario del PIME, che a Genova ha sede proprio accanto a quella chiesa. Un missionario da poco ritornato dal Bangladesh. Poteva ripartire presto, ed io non sarei nemmeno riuscita a chiedergli come si chiamava: nel mio cuore sarebbe rimasto per sempre Padre Gesù!  Ed ecco cosa accadde...

Sabato 4 Marzo 2000: Al temine della messa vespertina, Don Luigi, l'anziano parroco della mia amata chiesetta, esprime la sua riconoscenza verso i padri missionari del PIME, che lo aiutano sempre  nel suo lavoro in parrocchia. In particolare, ringrazia Padre Achille, appena arrivato qui a Genova dal Bangladesh, per rimanerci qualche anno... Ed ecco svelato finalmente il nome!

Domenica 5 Marzo 2000: Finita la messa, mentre mia mamma si incammina verso la macchina, rimango fuori dalla chiesa, aspettando... Ed ecco, finalmente, trovo il coraggio. "Padre Achille! Lei è Padre Achille?". Ho un motivo reale per iniziare il discorso: un padre francescano che conosco da tempo mi ha invitata ad andare in Perù quest'estate, insieme a lui e a un gruppo di giovani. Questo è  l'argomento della nostra prima breve chiacchierata... Mi ascolta, guarda il foglietto che gli ho portato con il programma del viaggio. Gli chiedo se anche il PIME organizza qualcosa per i giovani, lui promette di informarsi e di portarmi una risposta appena ci rivedremo...

Sabato 11 Marzo 2000: Arrivo come al solito pellegrinando alla messa vespertina di Don Luigi. Uscita di chiesa, pronta a ritornare verso casa, ecco un nuovo incontro inatteso. Padre Achille, venuto probabilmente a messa per le confessioni, sta parlando con una signora proprio davanti alla porta della chiesa. Sorpresa di vederlo, lo saluto e gli chiedo se si è informato sui programmi del PIME per i giovani; mi dice che ha trovato un giornale con un inserto speciale proprio su questo argomento e che lo porterà domani a messa. In attesa del nuovo giorno, mi incammino più contenta verso casa...

Domenica 12 Marzo 2000: Ed ecco oggi una nuova messa del nostro amato Padre Gesù! Uscendo dalla chiesa, saluto mia mamma, che ritorna verso la macchina, e aspetto... Finalmente esce anche Padre Achille: salutandomi, mi dice che si è dimenticato di portarmi quel giornale. Così lo accompagno fino alla porta della Casa San Giuseppe: la sede del PIME di Genova, sotto le cui finestre ho camminato per così tanto tempo. Entra, e dopo un attimo torna con l'inserto che ha trovato per me. Scambiamo ancora qualche parola, riguardo al mio desiderio di partire quest'estate per la missione... Mi saluta esclamando: "Avanti con serenità!". Cercando di tenere nel cuore questa frase, continuo il mio pellegrinaggio verso casa, felice di aver parlato ancora con Padre Gesù, in attesa di scoprire il suo dono...  

Martedì 14 Marzo 2000: Da qualche anno, quasi ogni mese, vado in un ospedale milanese, situato in zona fiera, a fare degli esami di controllo. Ed ecco oggi l'ennesimo day-hospital! Tra una visita e l'altra, trascorro la mattinata leggendo l'inserto del giornale che mi ha donato Padre Achille. Inizio così a scoprire il cammino organizzato dal PIME per i giovani che desiderano vivere un'esperienza missionaria. L'ospedale dove mi trovo è proprio vicino alla sede del PIME qui a Milano... Allora, terminati gli esami, mi incammino verso il centro missionario! Vengo accolta da una ragazza molto gentile, che mi dà qualche informazione più dettagliata sul cammino di "Giovani e Missione", organizzato da Padre Alberto Caccaro. Poi visito il Museo e, prima di andarmene, prendo alcuni vecchi numeri di riviste missionarie. In treno, ritornando verso Genova, comincio a sfogliare uno di questi giornali, e... sorpresa! Ecco un articolo scritto l'anno scorso proprio da Padre Achille, insieme a una sua fotografia. Scopro così qualcosa della sua missione bengalese, a Bogra, la casa di spiritualità Emmaus. Scesa dal treno, vado subito a comprare l'ultima copia rimasta dell'unica guida sul Bangladesh, ormai fuori commercio...

Mercoledì 15 Marzo 2000: Ho ancora vivo nel cuore il ricordo del pellegrinaggio a Milano... Desidero condividere quanto è successo ieri con qualcuno che, spero, potrebbe ascoltarmi. Vorrei parlargli di me, dell'esperienza dolorosa vissuta in questi anni, dell'incontro inatteso con  il Signore, che mi ha tratta in salvo, ridonandomi la vita. È già tardi, sono quasi le nove di sera, sono appena rientrata a casa. Trovo il coraggio, decido di provare, e... telefono alla Casa S. Giuseppe, alla ricerca di Padre Achille. Mi risponde, mi ascolta, forse un po'sorpreso ma contento. Mi dice che è disponibile a incontrarmi, per parlare un po', per conoscere la mia storia. Fissiamo un appuntamento per Venerdì mattina alle dieci. Mentre ci salutiamo, mi ringrazia della telefonata. Ancora stupita della sua disponibilità, aspettando di varcare la soglia del PIME di Genova, vado a dormire, già più tranquilla e quasi serena...  

Venerdì 17 Marzo 2000: Ed eccomi finalmente a varcare quella soglia! Sono le dieci di mattina, mia mamma mi ha appena accompagnato in macchina qui a Capolungo. Suono il campanello che trovo vicino alla piccola porta di legno verde, l' ingresso della Casa S. Giuseppe. Arriva subito ad aprirmi Padre Achille, e così, dopo tanta attesa, posso entrare al PIME e parlare con Padre Gesù! In poco più di un'ora gli racconto un po'della mia storia, sorpresa per il suo ascolto così attento e il suo sguardo che, in certi momenti, arriva quasi a commuoversi. Sento che tra di noi è ormai nato l' "antoricota", parola bengalese che ho letto in un' articolo di Padre Achille. Significa  rapporto vero e profondo, un'amicizia che nasce dal cuore, un volersi bene fraterno come sempre ci ha insegnato Gesù... Verso mezzogiorno, ci salutiamo, con la promessa di rivederci presto. Torno a casa con il cuore pieno di gioia, finalmente serena dopo un così lungo periodo di buio. Forse quella luce che da subito ho visto brillare negli occhi di Padre Achille sta iniziando ad accendere anche il mio sguardo... E nei nuovi giorni che ancora mi attendono qui alla Casa S.Giuseppe, troverò quell' Amore eterno che Gesù continua a donarci, facendo risplendere il nostro cuore con la Luce della sua Speranza!       

ASHA=SPERANZA