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(Gv 13,34-35; At 2,42ss,4,32ss; 1 Cor 13; PC 15; PO 8; EN 77; Pr 51; V Ap 7ss; DC 312ss ) |
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C. 22 Riuniti dalla stessa vocazione, dobbiamo vivere in fraterna comunione, quale aiuto vicendevole e testimonianza evangelica.
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D. 22 1. Tutti i membri di una comunità P.I.M.E. si preoccupino di avere un cuor solo ed un'anima sola per testimoniare in maniera concreta e credibile la novità del Vangelo.
2. Vivremo insieme con lealtà, stima, benevolenza, assicurando e sublimando queste virtù umane con la carità evangelica, così da adempiere in ogni situazione il precetto del Signore, di amarci gli uni gli altri come Lui ha amato noi.
3. Nell'apostolato saremo uniti come persone mature e discepoli dello stesso Cristo, che sanno ritrovarsi al di sopra di ogni differenza e tensione, valorizzare ed armonizzare i carismi di ciascuno in vista dell'annuncio evangelico.
4. L'impostazione della nostra vita ed azione comunitaria non soffochi ma realizzi le singole persone, nel rispetto delle situazioni e tendenze particolari, evitando forme di coercizione individuali o di gruppo, lasciando giusto spazio ad un pluralismo che arricchisce la comunità intera con l'apporto di ognuno nella verità e carità.
5. La comunione tra di noi trovi il suo centro nella santissima Eucarestia, si manifesti e si consolidi in frequenti incontri di preghiera, di studio sui comuni problemi, di freternità conviviale.
6. La fraternità dei missionari del P.I.M.E. non può né deve esaurirsi tra i membri e le comunità dell'istituto, ma resterà aperta alla varietà di espressioni della comunione ecclesiale, in reciproco scambio di comprensione e donazione.
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