COMMENTO LIBERO A "L'INFINITO" DI GIACOMO LEOPARDI
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Mi
è sempre piaciuto, di tanto in tanto, trovarmi da sola, a tu per tu con
me stessa, in qualche luogo sperduto e solitario dove nessuno possa
venire ad interrompere il dialogo muto e profondo del mio essere con
l'universo che mi circonda.
La paura e insieme il fascino del mistero mi spingono a rimanere
così, sospesa nel nulla, a contemplare il mio piccolo essere che sembra
man mano scomparire, diventare un niente di fronte all'ampio spazio che
mi circonda.
Mi sento un puntino condannato a scomparire per sempre...
Il mio pensiero si allontana per seguire gli spazi che crescono
sempre più, ed io ho paura di non riuscire a trovare la strada del
ritorno e di perdermi per sempre in questo labirinto di silenzio, eterno
ma vuoto!
La mente restringe i suoi orizzonti e mi riporta il ricordo dolce
e malinconico delle età passate che non ritorneranno mai più e di
quella presente, ancora così viva!
Di ricordo in ricordo mi tuffo in un altro infinito, solo che
questo mi appartiene, mi sta dentro, mi invade!
Con dolcezza, forse con un'ingenuità infantile, lascio annegare
questi miei pensieri, ed io stessa, ad occhi chiusi, mi lascio andare,
mi lascio trasportare, come un naufrago, dalle onde di questo mare. SANDRA CERVONE
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