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PIME – CASA S. GIUSEPPE – VIA
AURELIA 31 – 16167 GENOVA – NERVI |
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Tel. 010 323827 – Fax 010 322648 – E-mail: pimegenova@libero.it |
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Luglio
1920... Dalla lettera di P.
Giuseppe Armanasco (Le Missioni
Cattoliche) Da molti anni e con insistenza gli
amici dell’Istituto ci dicevano: Perché non aprite una casa a Genova?
L’idea missionaria vi è diffusa ed ardente, troverete amici ed aiuti.
È un porto di mare e sarebbe un ottimo scalo per le vostre spedizioni
in India ed in Cina. Il clima vi è salubre e mite per i missionari che
tornano malati dalle missioni. Si mandò un Padre (P. Attilio Garrè) a
Genova coll’incarico di trovare un locale d’affitto, perché di
comprare non si poteva nemmeno parlare. Il Padre incaricato partì nel
mese di marzo: il mese di S. Giuseppe, e si promise di dedicare la nuova
casa al Grande Patriarca. Alloggiato presso un amico generoso, all’ombra
di una chiesa in costruzione, dedicata a S. Giuseppe, il Padre cominciò
le ricerche, lunghe e laboriose. ...Vi furono dei momenti in cui quasi
si pensò che non fosse nei voleri di Dio la nuova casa. Ma S. Teresa,
anche dopo morte, volle mostrare che non invano si ricorre a S. Giuseppe
e proprio in un convento dei Padri Carmelitani da lei fondato si poté
finalmente affittare un locale.
Era il 24 Giugno 1920,festa di S. Giovanni Battista. Da S. Anna a S. Ilario: Si è giunti per vie mirabili. Fin
da subito – sono 4 anni – l’idea di consolidare l’opera con una
casa propria, sana, adatta allo sviluppo maggiore che sognavamo per
essa, fu per tutti, superiori, alunni e benefattori, un proposito
fermissimo. San
Giuseppe ce l’avrebbe data! E si pregava, e si cercava...Quattro anni
di ricerche sono lunghi!. Quattro anni di preghiere provano la costanza
e la fiducia di tanti. Semi di vita presso una tomba Un giorno, la vigilia dei SS.
Pietro e Paolo, un amico sacerdote ci parlò dei coniugi Luxoro, cui la
morte aveva portato via l’unico figlio Giannetto, morto in guerra a 24
anni. Riusciti ad ottenere la salma, l’avevano trasportata nella loro
villa di S. Ilario, in una graziosa cappellina eretta accanto all’antica
casa colonica della villa stessa, e cercavano un istituto che ne
custodisse la tomba e ne perpetuasse la memoria. Mercé l’interessamento
di quel sacerdote e di Monsignor De Amicis, vescovo titolare di Sinope,
si entrò in relazione, si intavolarono le trattative e si stipulò il
contratto. La nuova casa era però troppo ristretta, ma v’era un
terreno attiguo per prolungare la fabbrica, donato dai F.lli Luxoro.
Però difficoltà d’ogni genere si opponevano alla costruzione d’un
braccio grande e capace di almeno un’ottantina di alunni. Ma il
Signore, che voleva l’opera, aveva preparato degli intercessori
potenti. Nel mese di marzo 1924 moriva in Genova un chierico di 38 anni,
Luigi Rossi, immobilizzato da ben dodici anni, dalla vigilia del
suo suddiaconato, per una paralisi alle gambe. Dire quant’egli abbia
amato le missioni e quanto abbia fatto per esse dal suo letto di dolore,
sarebbe difficile! Dire che “viveva per le missioni” è dire poco.
In quel mese il male s’aggravò. Gli si aprirono nel dorso piaghe
dolorosissime. Gli chiedemmo se voleva offrire tutti i suoi dolori per
la nostra casa, se voleva offrire la sua vita e diventare il
procuratore nostro in Cielo, presso S. Giuseppe. Accettò, con
gioia. Ed Il Signore accolse il suo sacrificio. E ne sentimmo l’intercessione,
perché ogni difficoltà sfumò per incanto, ed il 2 Aprile cominciavano
i lavori di sterro per la nuova casa. Il 15 Ottobre 1924
lasciammo Sant’Anna per Sant’Ilario ed il 18 vi s’installavano gli
apostolini, e silenziosamente cominciava il nuovo anno scolastico. Ottobre 2000... Segni di vita! È bello riaprire un diario con 80 anni di storia. Ci sono pagine scritte ma ancor più numerose sono le pagine ancora viventi di quanti hanno trascorso i loro anni di formazione missionaria in questa casa e stanno ancora portando avanti la missione. Per noi, attualmente presenti, il privilegio e la responsabilità di continuare a scrivere. A tutti quelli che sono passati da questa casa l’invito a mandarci “un segno di vita”.
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Un caro saluto a tutti, |
P. Luciano Lazzeri P. Rizieri Badiali P. Achille Boccia |