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Suihari, Dinajpur - Bangladesh

Carissimi Amici,

Nel veloce trascorrere del tempo, per fortuna ci sono dei tempi particolari in cui è più facile riallacciare il discorso, richiamare alla memoria incontri e volti. Uno di questi momenti è il Natale. Anche perché il Natale è segno e ricordo dell'incontro tra Dio e tutta l'umanità.

La stagione delle piogge qui è finita da un mese, ma sembra che da voi continui in questo fine d'anno molto piovoso. Qui le solite alluvioni hanno colpito in maggio/giugno i distretti confinanti con l'Assam indiano, e il mese scorso quelli a sud del Gange confinanti con il West Bengal. Per il resto è una stagione un po'anomala, per cui il raccolto del riso sarà un po'minore del solito, o sarà come il solito, perché la stagione ottimale capita poi una volta ogni tanto.

Qui alla scuola tecnica è tornato il Daniele Zonta, volontario perito meccanica che ha già fatto 5 anni; è arrivato anche il fratel Massimo Cattaneo, di Saronno, per un periodo di esperienza missionaria prima della sua Promessa definitiva per le Missioni. Con il loro aiuto si procede a completare il lavoro di aggiornamento delle strutture scolastiche: allungamento dei capannoni-laboratorio, acquisto nuovi macchinari e aggiornamento del syllabus scolastico. Il direttore P. Beretta Giovanni è appena rientrato da una breve vacanza in Italia ed è occupato per la programmazione del prossimo anno scolastico che comincia a gennaio.

L'ostello coi suoi 37 ragazzi si prepara ad accoglierne una quarantina nel prossimo anno, raggiungendo così la sua capienza normale. I ragazzi sono contenti e partecipano a varie iniziative di autofinanziamento ed altre di carattere educativo. Per Natale uscirà il primo numero di un giornalino: per incoraggiare altri giovani a venire alla scuola tecnica, per informare su opportunità di lavoro, e per tenere un certo collegamento con gli ex-alunni. Chi vuole può imparare a scrivere a macchina, a cucire, a suonare strumenti musicali. Al sabato si va al fiume a prendere i pesci con la rete, alla domenica si prendono cura delle stalle e pollaio. Tutti hanno imparato ad usare la motozappa e si prestano ad usarla quando è necessario.

La mia intenzione è di farne dei giovani pronti a servire, capaci di prendere iniziative, esperti nel loro lavoro. Non è facile perché vengono da una esperienza di povertà che rende l'uomo egoista, da una tradizione che guarda al passato più che al futuro, da una cultura in cui l'approssimazione e il compromesso è di norma. Per gli studenti più poveri ho lanciato una proposta di creare un fondo particolare tra i miei confratelli, e il risultato è stato soddisfaciente, pur avendo loro stessi parecchi ragazzi nella scuola stessa.

Oggi ho concluso un training di 4 giorni per gente che lavorerà nelle mie credit unions: erano solo una quindicina, perché è già cominciato il taglio del riso. Questa iniziativa va avanti con successo dove i Padri si interessano e ci dedicano energie e tempo; altrove è un tirare avanti per misericordia, solo per salvare la faccia di fronte al Vescovo che è molto favorevole all'iniziativa. Siamo presenti in 13 missioni su 14; il capitale sociale è ormai a 160 milioni di lire, i soci sono cirac 8000; i dipendenti sono 20, al servizio di quasi 500 gruppi. Facciamo concorrenza a tante ONG, compresa la Caritas e Gramin Bank che tante lodi riceve continuamente, ma che merita un giudizio più realistico. 

Settimana prossima sono via 6 giorni, perché vado a visitare le credit unions della vicina diocesi di Rajshahi, il cui vescovo mi ha pregato di seguire, perché fanno fatica ad organizzarsi e procedere in modo soddisfacente.

 Dò una mano a guardare anche due fattorie che appartengono all'ospedale diretto da P. Cescato, anche lui in Italia, come altri Padri anziani, per problemi di salute. Una fattoria produce vegetali, l'altra uova e galline: per avere un piccola entrata per l'ospedale, e renderlo più autosufficiente. La malattia più diffusa è la TB, seguita da malattie dell'apparato digerente. La lebbra è sotto controllo e non è più una priorità, dal punto di vista numerico.

Questi più o meno i miei impegni. Anche se la stanchezza si fa sentire, però la salute è buona, per cui si tira avanti come megli si può. Ringrazio cordialmente tutti coloro che mi seguono con la preghiera e con l'aiuto materiale. A volte sono molto in ritardo a rispondere alle lettere che mi fanno sempre tanto piacere quando le ricevo. Anche di questo chiedo umilmente scusa.

A tutti auguro un BUON NATALE, pieno di serenità e gioia: che il Signore venga ad esaudire ogni vostro desiderio, soprattutto quello di voler bene a Lui.

Vi abbraccio tutti e vi ricordo al Signore che viene.

Cordialmente,

P. Giulio Berutti

PIME House, P.O. SUIHARI - Dt. Dinajpur