NOVARA
TECHNICAL SCHOOL ![]()
Suihari, Dinajpur - Bangladesh
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All’inizio degli anni ‘60 prendeva forma nelle sue linee
essenziali un grosso progetto realizzato con la collaborazione della città di
Novara. Acquistata un’are di circa 140000 mq nella località di Suihari, alla
periferia settentrionale di Dinajpur, padre Cescato venne incaricato di
realizzare le prime strutture di quello che sarà chiamato il NOVARA CENTER in
cui è inserita anche la NOVARA TECHNICAL SCHOOL.
Dal 1966 gli sforzi si concentrarono nella costruzione dei capannoni laboratorio
della scuola tecnica. L’arrivo di fratel Mario Fardin consentì l’avvio di
un primo corso regolare di falegnameria in una minuscola casetta che poi
diventerà un laboratorio ben attrezzato.
Due volontari inglesi, Roger e John, collaborarono come ingegneri ed insegnanti
per gettare le basi di un corso meccanico.
Sarà poi fratel Giovanni Pessina, perito meccanico, ad impostare e strutturare
il corso. Giungevano intanto dall’Italia i primi macchinari, tra cui quattro
torni, due saldatrici, una fresatrice, una limatrice e tutta la strumentazione
necessaria per le lavorazioni base del corso di falegnameria.
Gli spazi non erano mai abbastanza e fervevano i lavori per nuove costruzioni.
Necessitavano mattoni, sassi, ferro, per il cemento armato. Il ferro giunge dall’Italia;
i mattoni si fanno in una fornace realizzata all’interno del Novara Center:
mattoni di fango, cotti al sole, con la sigla NTS. I sassi si recuperano
spaccando i mattoni. Dai villaggi vengono uomini e donne e vi trovano un lavoro,
un salario, un piatto di riso.
Anche gli alunni della scuola tecnica vanno via via crescendo. Per loro sorge il
primo ostello con dormitori, cucina ed aule. Si va organizzando anche lo staff
direzionale: padre Corba, nuovo superiore del PIME, affida a fratel Fardin la
direzione della scuola tecnica.
Alla fine del 1969 si diploma al corso di falegnameria il primo gruppo di nove
giovani, che lasciano la scuola muniti di una cassetta di attrezzi che
permetterà loro un primo lavoro artigianale nei propri villaggi. Uno di essi
resterà alla scuola come istruttore, iniziando così quel lungo percorso che
porterà ad avere un corpo docente interamente bengalese.
Si perfeziona anche l’attività didattica con un’iniziativa importante per
questa realtà: fratel Pessina traduce in Bengalese il manuale per il corso di
motoristica.
Gli anni 1969-70 vedono la scuola tecnica avviarsi verso il completamento dei
quattro corsi tuttora esistenti. Fratel Enrico Bertazzoli imposta e dirige anche
il corso di elettrotecnica. Dall’India arriva fratel Ettore Camerini, perito
meccanico, che assuma la direzione del corso di meccanica e di motoristica,
nuova specializzazione resa necessaria dal progresso della motorizzazione
agricola. Si costruisce il quarto capannone destinato appunto a tale
specializzazione, il cui sviluppo costituisce anche un aiuto alla ricostruzione
del Paese.
Arrivano 15 giapponesi con 120 motocoltivatori e viene così avviato un corso di
preparazione all’uso e alla riparazione di questi macchinari e delle pompe di
irrigazione.
La Novara Technical School è ormai completa nelle sue quattro sezioni:
falegnameria, meccanica, elettrotecnica e motoristica.
Anche gli alunni aumentano. Si provvede a dare loro ospitalità: nel 1973 viene
costruito un nuovo stabile a due piani in cui trovano spazio aule e dormitori,
per una capacità totale di 120 alunni. Ad alcuni di essi, al termine dei tre
anni di corso, viene offerta la possibilità di corsi sussidiari ed integrativi,
sia alla scuola sia in altri centri. Continua così la formazione di istruttori
che, con il passare degli anni, diventeranno la struttura portante della scuola.
Nello stesso anno si diploma il primo gruppo di allievi meccanici.
Le autorità locali civili, invitate per la cerimonia di distribuzione dei
diplomi, hanno lodato largamente la Novara Technical School per l’attrezzatura,
l’organizzazione e l’ordine.
Anche l’Ambasciatore italiano di Dhaka, dopo una visita al Novara Center
scrive la sua ammirazione e la sua gratitudine per questo complesso.
L’anno successivo giunge fratel Nocita che ricoprirà gli incarichi di
supervisore del Convitto e addetto alla contabilità.
In una lettera datata 4 Febbraio 1974 l’allora direttore della scuola, Mario Fardin, scriveva ai collaboratori di Novara in Italia:
"Il 1973, decimo anniversario della scuola, si è
chiuso dando a noi belle soddisfazioni!
La scuola di meccanica ha dato i suoi primi frutti: undici alunni, completati i
tre anni di tirocinio, hanno lasciato la scuola con l’invidia dei più giovani
e gli auguri di tutti noi. Sono partiti forniti di tante cognizioni nuove, di
una bella cassetta utensili e pieni di speranza.
Noi faremo di tutto per seguirli ed incoraggiarli nei primi passi.
Le autorità civili e militari hanno gentilmente accolto il nostro invito ed
hanno partecipato alla cerimonia di chiusura dell’anno scolastico. Il Prefetto
di Dinajpur ha personalmente distribuito i diplomi, rivolgendo parole di elogio
ed incoraggiamento.
Abbiamo colto l’occasione per illustrare agli ospiti lo spirito e gli scolpi
di questa istituzione. Il nostro Vescovo ha tracciato al storia del
"Novara" dal suo nascere ad oggi; le autorità hanno espresso
riconoscenza e ammirazione alla Diocesi di Novara per la grandezza dell’opera
e per la costanza nel portarla avanti. Per noi è stato un inserimento ufficiale
nella vita di Dinajpur.
Altra bella notizia è che siamo riusciti a portare a termine la costruzione
delle aule scolastiche e del convitto. Il risultato ha sorpreso anche noi. Ne è
uscito un complesso davvero funzionale ed anche elegante nelle sue strutture.
Spero che le foto riescano a darvene una chiara idea, anche se le tante piante
che lo circondano non ne permettono una completa veduta. Ci sono state
difficoltà non indifferenti, ma con l’aiuto di Dio e l’assistenza vostra e
di tanti buoni amici, siamo riusciti nell’impresa.
Naturalmente, come sapete, parte delle spese non è ancora stata coperte.
Inoltre l’arredamento dei locali e il mantenimento di 80 alunni sono per noi
una continua preoccupazione. Siamo certi che , come nel passato, voi
continuerete ad assisterci e a considerare quest’opera come una vostra
creatura.
Il nuovo anno scolastico è incominciato il 16 Gennaio. Ora abbiamo 70 ragazzi
nei diversi e reparti e dodici istruttori bengalesi. Un nuovo fratello del PIME,
fr. Nocita, si è unito a noi e ci è di grande aiuto, consentendo a noi di
dedicare più tempo ai reparti.
Penso già conosciate il nostro gruppo di insegnanti: Camerini, Bertazzoli,
Fardin ed ora Nocita. Da alcuni mesi è arrivato anche fratel Passoni e, non
appena avrà completato il corso di lingua, prenderà in mano il reparto di
agraria. Ci resta sempre scoperto l’insegnante del reparto motor-meccanico,
che però insieme facciamo funzionare bene.
Come vedete, tutto ha preso un buon avvio e promette assai bene. Ci è difficile
a parole esprimere il nostro grazie, ma possiamo almeno assicurarvi il nostro
ricordo costante nelle preghiere.
Uniti ai nostri ragazzi porgiamo cari saluti."
Gli anni successivi vedono un continuo consolidamento della
struttura. Viene aperta una sottosezione di radiotecnica e installato un
generatore elettrico, dono di Mani Tese, che consente l’uso dei macchinari
anche nelle (tante) ore in cui si interrompe l’erogazione dell’energia
elettrica.
Per dare continuità all’insegnamento e rendere stabili gli insegnanti, nel
1974 inizia la costruzione di un quartiere residenziale per gli istruttori, che
metterà a disposizione 12 appartamenti in muratura.
Col passare del tempo le attrezzature vanno sempre più arricchendosi, viene
aggiunto un secondo piano alla casa che ospita la scuola di economia domestica,
alle materia di insegnamento già inserite nei piani didattici (disegno,
tecnologia, matematica) vengono aggiunte lingua inglese, scienze e cultura
generale.
Un lungo, non sempre facile, ma costante cammino che ha portato le Novara
Technical School a completarsi nelle sue strutture e a raggiungere un livello di
notevole efficienza.
I direttori della scuola che si sono succeduti (p. Corba, fr. Fardin, fr.
Bertazzoli, p. Spinelli, p. Berutti, p. Poggi, fr. Morelli, fr. Taller, p.
Beretta) ne sono stati i formatori e a loro va un meritato riconoscimento per l’impegno
dato con grande generosità e competenza.
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La NTS resta tuttora l’unica scuola tecnica nel Nord del
Bangladesh. Questa zona è restata fino a qualche anno fa isolata dal resto del
Paese a causa dei due grandi fiumi, il Gange e il Bramaputra, che ne delimitano
i confini. Un nuovo ponte, inaugurato nel 1999, sta favorendo in modo decisivo
la comunicazione e gli scambi di prodotti, dando notevole impulso al commercio e
a nuove attività produttive, soprattutto nel settore agricolo.
La collocazione in questa area era stata pensata soprattutto per offrire nuovi
sbocchi ai giovani dei villaggi, altrimenti destinati a restare confinati nella
loro povertà o finire assorbiti nei meccanismi di sfruttamento delle moderne
metropoli. Una qualifica tecnica è certamente una soluzione efficace per
trovare un posto di lavoro dignitoso e affrontare con sicurezza il futuro di una
nuova famiglia.
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Gli studenti che frequentano la scuola appartengono in
maggioranza ai gruppi tribali del Nord Bengala e provengono dai villaggi. Spesso
la situazione di povertà familiare non arriva a coprire la retta mensile di
iscrizione alla scuola e in diversi casi la scuola supplisce con borse di studio
o aiuti personalizzati.
All’atto di iscrizione viene richiesta l’ottava classe (equivalente alla
nostra terza media) e, dato il grande numero di richieste, un esame di
ammissione serve a selezionare gli studenti che verranno ammessi al primo anno
di corso.
Non sono previste selezioni in base al gruppo sociale di provenienza o alla
religione; tra gli studenti sono di conseguenza presenti giovani cristiani,
mussulmani, indù e di religioni tradizionali.
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Il processo di continuo miglioramento delle strutture, delle
attrezzature e del personale è destinato a non fermarsi mai. Il Bangladesh è
un Paese in piena fase di sviluppo e il progresso tecnologico sta facendo passi
da gigante. E’ quanto mai indispensabile per una scuola restare al passo con i
tempi e dare agli studenti gli strumenti necessari per rispondere al meglio alle
richieste del mondo del lavoro.
L’ultimo intervento di ristrutturazione è stato avviato nel 2000. Nuovi
macchinari ed attrezzature sono state introdotti per migliorare il livello
tecnico dei corsi, soprattutto nei settori della meccanica e motoristica. Sono
stati ampliati i capannoni dei quattro settori per dare spazio ai magazzini,
alle zone per i lavori di produzione e ai nuovi macchinari inviati dall’Italia.
E’ stato costruito ed inaugurato nel 2003 un nuovo edificio di tre piani per
ospitare le classi e gli uffici. E’ stato ristrutturato l’ostello,
attrezzandolo di nuovi servizi igienici e cucina.
In questi ultimi anni l’attenzione della scuola non si è fermata alla sola
durata del corso scolastico; stiamo cercando di seguire i nostri studenti anche
nella successiva e non semplice ricerca di un lavoro. Per aiutare concretamente
gli studenti appena diplomati in cerca del primo impiego, abbiamo avviato dei
corsi di tirocinio in collaborazione con ditte esterne. Il tirocinio è
collocato all’interno del programma del terzo anno e nella maggior parte dei
casi si conclude felicemente con l’assunzione dello studente da parte della
stessa ditta che lo ha ospitato durante i mesi di tirocinio.
Agli studenti che si recano a Dhaka per la prima volta in cerca di lavoro viene
inoltre garantito un temporaneo supporto logistico per l’alloggio e il vitto,
in modo da rendere più agevole la permanenza in una metropoli già problematica
per molti altri aspetti.
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La Novara Tecnical School attualmente può accogliere 140
studenti divisi nei quattro corsi di meccanica, motoristica, falegnameria ed
elettrotecnica, ciascuno della durata di tre anni.
Circa i 3/4 degli studenti vengono ospitati nell’ostello della scuola, dove
trovano un ambiente accogliente per mangiare, dormire, giocare e pregare
insieme.
L’anno scolastico prende inizio nel mese di Gennaio, è suddiviso in due
semestri e si conclude con gli esami finali nel mese di Dicembre.
La giornata viene generalmente divisa nelle ore mattutine, dedicate alle lezioni
di teoria svolte in classe, e nelle ore pomeridiane di esercitazione pratica
nelle officine. I ragazzi collaborano all’auto sostentamento della scuola
dedicando un’ora giornaliera di lavoro per la coltivazione dei terreni, la
cura degli animali della fattoria, la pulizia e la manutenzione della struttura.
La routine giornaliera prevede:
ore 5.30 sveglia
ore 6.00 preghiera
ore 6.30 lavoro nei campi o nella gestione dell’ostello
ore 7.30 colazione
ore 8.00 lezioni in classe
ore 12.00 pranzo
ore 13.00 esercitazioni pratiche nelle officine
ore 17.00 tempo libero per l’igiene personale e lo svago
ore 18,45 preghiera
ore 19,00 studio
ore 20.00 cena
ore 21.00 studio
ore 22.00 riposo notturno
La domenica è giorno di riposo e tempo libero.
I dipendenti della scuola, tutti di origine locale, sono
circa quaranta, divisi in insegnanti, lavoratori, personale d’ufficio e
addetti alla gestione dell’ostello.
I periodi di vacanza sono previsti alla fine del primo semestre (tre settimane)
alla fine dell’anno scolastico (4 settimane) e a metà di ciascun semestre (1
settimana)
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L’ampliamento avvenuto in questi ultimi anni ha reso
disponibili alcuni locali in cui si può prevedere l’avvio di nuove attività.
In programma c’è l’allestimento di una sala computer e l’avvio di
relativi corsi a disposizione sia degli studenti della scuola tecnica, sia di
eventuali allievi esterni interessati all’apprendimento dell’uso del
computer.
Una richiesta più volte arrivata alla scuola è quella dell’avvio di un corso
di edilizia, che preveda l’insegnamento riguardo la costruzione di strutture
in muratura e relativi impianti.
Un’altra esigenza ancora viva nella zona è quella di corsi di
alfabetizzazione per adulti e corsi brevi di tipo tecnico adeguati ai ragazzini
che hanno abbandonato la scuola dell’obbligo e, senza capacità tecniche
specifiche, diventano manovalanza a basso costo sfruttata dal mercato locale.