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(Mt 18, 19-20; At 1, 14; 6, 4; Rm 15, 16, 30; 1 Ts 1, 2-3; SC 10; PC 6; Po 5, 14, 18; AG 42; Pr 47; V Ap 151ss; DC 330ss) |
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C. 23 1. Ministri di Cristo tra le genti perché anch'esse diventino offerta gradita al Signore, faremo della preghiera liturgica e personale un elemento essenziale della nostra esistenza apostolica, per poter essere collaboratori di Dio nell'opera di salvezza.
2. Progammando l'orazione comunitaria si dia il posto centrale alla preghiera liturgica, specialmente alla concelebrazione eucaristica, alla recita delle Lodi e dei Vespri, ai riti che caratterizzano i tempi forti dell'anno liturgico.
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D. 23 1. Come gli Apostoli, daremo il primo posto alla preghiera, che deve costituire l'anima del nostro apostolato, e ci preoccuperemo di unire intimamente l'azione con l'orazione in un costante dialogo interiore con Dio.
2. Ogni nostra giornata abbia momenti espliciti di preghiera, in particolare: una prolungata meditazione della Parola di Dio, la Liturgia delle Ore, la celebrazione eucaristica, che è e deve essere vissuta quale centro e culmine della vita spirituale e di tutta l'evangelizzazione.
3. Ogni comunità determini il ritmo della preghiera comune tenendo conto delle situazioni concrete dei suoi membri e delle loro attività, e lasciando adeguato spazio all'orazione personale. Non si trascurino la recita anche comunitaria del Santo Rosario e certe preghiere tradizionali dell'Istituto, per tener vivo in noi lo spirito apostolico dei primi missionari.
4. La devozione alla Santissima Vergine terrà un posto particolare nella vita dei missionari e delle comunità. Verranno celebrate in modo speciale la festa di Maria Regina degli Apostoli, Patrona dell'Istituto, e di S. Alberico Crescitelli e del Beato Giovanni Mazzucconi.
5. Singoli e comunità prenderanno parte attiva alla vita di preghiera della Chiesa locale, specialmente nelle occasioni significative e nei momenti salienti dell'anno liturgico, tenendo conto della relazione e funzione particolare che hanno in essa.
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