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P. Ferruccio Brambillasca, Pime

P. FERRUCCIO BRAMBILLASCA, Missionario in Giappone, e Superiore Generale del Pime!

P. Ferruccio Brambillasca, in visita in Vaticano, per incontrare Papa Francesco...

A tutti i Missionari del PIME

Loro Sedi

Carissimi,

all’inizio di questo nuovo anno, voglio augurare a tutti voi gioia e pace nel Signore! Un saluto questo che non vuole essere solo una formalità, ma un programma per questo nuovo anno che abbiamo appena iniziato.

Il Papa, nell’Esortazione Apostolica "Evangelii Gaudium", ci richiama a questo valore essenziale della nostra vita missionaria: il valore della gioia. In una espressione tipicamente popolare, Papa Francesco, nella sua prima Esortazione Apostolica, afferma: "Un evangelizzatore non dovrebbe avere costantemente una faccia da funerale" ("10"). Espressione efficace che ci ricorda che evangelizziamo con la nostra presenza, con la nostra serenità e accoglienza sincera verso l’altro.

Ricordo nella mia esperienza missionaria una cosa fondamentale, che mi è stata insegnata fin dall’inizio. Il saluto che diamo alle persone, il modo con cui rispondiamo a un messaggio che ci viene mandato attraverso il nostro indirizzo "e-mail", le risposte che diamo quando ci chiamano al telefono e l’atteggiamento che abbiamo verso le persone che per la prima volta entrano nelle nostre case e nelle nostre Chiese, è già Evangelizzazione..., se tutto ciò è fatto con gioia e serenità.

Oggi, si parla molto del valore della pace. Anche il Santo Padre più volte ci richiama a pregare per la pace nel mondo, in modo particolare per le regioni del mondo dove la pace è ancora un valore sconosciuto.

Credo che anche il nostro Istituto abbia bisogna di pregare per la pace e, nello stesso tempo, vivere il valore della pace all’interno delle nostre Comunità. Ricordo un Prete, che mi diceva che "non è necessario pregare per la pace...". Secondo questo Prete, nonostante le nostre preghiere, le guerre continuano: anzi, a volte, queste guerre sono proprio necessarie e quindi è meglio non pregare...

È chiaro che non possiamo essere d’accordo, di fronte a questa affermazione. Però, a mio avviso, a volte noi viviamo come se questa affermazione fosse vera per la nostra vita. Dico tutto questo, in riferimento al nostro Istituto. Mi accorgo sempre di più (naturalmente, questa non è una novità per nessuno...) che molte volte la radice dei nostri problemi è la mancanza di rapporti sereni, pacifici tra di noi. Se non crediamo, se non desideriamo, se non vogliamo che nelle nostre Comunità la pace tra di noi deve essere una priorità, allora anche noi (anche se non lo affermiamo espressamente) siamo come quel Sacerdote, che afferma che è inutile pregare e sperare per la pace.

In questi mesi, noi della Direzione Generale stiamo visitando abbastanza frequentemente le nostre Missioni. Questo perché, non solo tutto ciò ci aiuta a capire meglio il nostro Istituto, ma anche perché vorremmo essere d’aiuto nell’animazione "Post-Assembleare", che spero tutte le nostre Comunità abbiano ormai iniziato.

Stiamo pensando anche a un programma (da mandare prima della nostra visita) che prepari queste nostre visite, a un programma da svolgere poi durante la visita e infine a una relazione da presentare durante il Consiglio Generale, con alcuni punti di riflessione che potrebbero poi servire alla Circoscrizione stessa. Stiamo lavorando in questo senso ed, essendo ancora all’inizio, sarà necessario del tempo prima che tali azioni possano portare dei frutti. Compito di tutti, noi e voi, preparare allora le visite della Direzione Generale alle Missioni, momento nel quale possiamo riflettere insieme sul nostro lavoro missionario.

Una delle cose che tutti noi abbiamo notato in queste nostre prime visite alle Missioni, oltre alla grande accoglienza e al desiderio da parte di tutti di annunciare il Vangelo anche in situazioni estreme, è la difficoltà di alcuni nostri Confratelli nel vivere la loro vocazione missionaria. Non entro in merito a questo tema, che è stato anche uno dei temi discussi durante l’ultima Assemblea Generale, ma vorrei solo dire che è compito di tutti aiutare questi nostri Confratelli a riscoprire la bellezza e la gioia della "nostra" vocazione missionaria. Credo, come ci è stato detto nell’ultima Assemblea Generale, che le nostre Comunità dovrebbero insistere, attraverso la preghiera, la riflessione e la condivisione comunitaria, la meditazione e l’approfondimento delle nostre Costituzioni, sul fatto che la nostra vocazione non ci è stata data una volta per sempre, ma va vissuta e "giocata" giorno per giorno! Oso, allora, dire che la nostra affettività (è qui che si gioca la nostra vocazione...) merita ancora una lunga riflessione e approfondimento comunitario – personale. Se la nostra affettività non è diretta verso Dio, colui che ci ama, colui da cui dobbiamo sentirci amati e colui che dobbiamo amare, allora essa si dirigerà altrove. Se la nostra affettività non trova delle Comunità serene e accoglienti, non trova dei Confratelli capaci di ascoltare e di guidare sulla giusta via, non trova comprensione e calore umano (amicizia vera) di chi ci sta intorno, allora si dirigerà altrove e anche la nostra vocazione missionaria verrà meno.

Concludo, per il momento, questo tema dicendo che la questione della motivazione fondamentale della nostra vocazione missionaria, legata al grande tema dell’affettività, sono punti da tenere sempre presenti nella nostra animazione missionaria e formazione iniziale. Nell’"Evangelli Gaudium", si afferma: "Non si possono riempire i Seminari sulla base di qualunque tipo di motivazione, tanto meno se queste sono legate ad insicurezza affettiva" ("107"). Un monito questo per i nostri animatori e formatori, perché siano vigilanti sulle motivazioni che spingono un giovane a entrare nei nostri Seminari, tenendo presente seriamente la sua vita affettiva.

Maria, Madre di Dio, ci guidi e ci accompagni nel nostro cammino! Buon Anno a tutti!

P. Ferruccio Brambillasca

1 Gennaio 2014
Solennità di Maria Madre Di Dio