|
SAN GIUSTINO martire |
Giustino, filosofo e grande intellettuale del suo tempo, nacque a Flavia Neapolis (l'attuale Nablus) in Samaria all'inizio del secolo II, da famiglia pagana. L'assidua lettura della Scrittura lo convertì alla fede di Abramo e di Gesù Cristo verso l'anno 130. In seguito venne a Roma e aprì una scuola frequentata da illustri discepoli. È conosciuto come il primo apologista che, in difesa della vera religione, scrisse numerose opere, fra le quali ci restano le due Apologie, indirizzate agli imperatori Antonino Pio e forse Marco Aurelio e il Dialogo con Trifone giudeo. Egli per primo ha gettato un ponte fra la rivelazione e la filosofia di quei pagani che, vivendo secondo il «Logos» germinale (che è Cristo), divennero cristiani anonimi (Apologia, I,46: II,13); mentre (nel Dialogo con Trifone) dimostra che, con l'incarnazione del «Logos» (Verbo), si è avuta la rivelazione completa della verità. Gli atti del martirio dei santi Giustino e compagni rivelano la serena fierezza con cui accolsero la sentenza di morte e la successiva decapitazione avvenuta a Roma, al tempo di Marco Aurelio, circa il 163.
Dalla
«Prima Apologia e favore dei cristiani»
(Cap. 66-67; PG 6, 427-431)
La celebrazione dell'Eucaristia
A nessun altro è lecito partecipare all'Eucaristia, se non a colui che crede
essere vere le cose che insegniamo, e che sia stato purificato da quel lavacro
istituito per la remissione dei peccati e la rigenerazione, e poi viva così
come Cristo ha insegnato.
Noi infatti crediamo che Gesù Cristo, nostro Salvatore, si è fatto uomo per
l'intervento del Verbo di Dio. Si è fatto uomo di carne e sangue per la nostra
salvezza. Così crediamo pure che quel cibo sul quale sono state rese grazie con
le stesse parole pronunciate da lui, quel cibo che, trasformato, alimenta i
nostri corpi e il nostro sangue, è la carne e il sangue di Gesù fatto
uomo.
Gli apostoli nelle memorie da loro lasciate e chiamate vangeli, ci hanno
tramandato che Gesù ha comandato così: Preso il pane e rese grazie, egli
disse: «Fate questo in memoria di me. Questo è il mio corpo». E allo stesso
modo, preso il calice e rese grazie, disse: «Questo è il mio sangue» e lo
diede solamente a loro.
Da allora noi facciamo sempre memoria di questo fatto nelle nostre assemblee e
chi di noi ha qualcosa, soccorre tutti quelli che sono nel bisogno, e stiamo
sempre insieme. Per tutto ciò di cui ci nutriamo benediciamo il creatore
dell'universo per mezzo del suo Figlio Gesù e dello Spirito Santo.
E nel giorno, detto del Sole, si fà l'adunanza. Tutti coloro che abitano in
città o in campagna convengono nello stesso luogo, e si leggono le memorie
degli apostoli o gli scritti dei profeti per quanto il tempo lo permette.
Poi, quando il lettore ha finito, colui che presiede rivolge parole di
ammonimento e di esortazione che incitano a imitare gesta così belle.
Quindi tutti insieme ci alziamo ed eleviamo preghiere e, finito di pregare,
viene recato pane, vino e acqua. Allora colui che presiede formula la preghiera
di lode e di ringraziamento con tutto il fervore e il popolo acclama: Amen!
Infine a ciascuno dei presenti si distribuiscono e si partecipano gli elementi
sui quali furono rese grazie, mentre i medesimi sono mandati agli assenti per
mano dei diaconi.
Alla fine coloro che hanno in abbondanza e lo vogliono, danno a loro piacimento
quanto credono. Ciò che viene raccolto, è deposto presso colui che presiede ed
egli soccorre gli orfani e le vedove e coloro che per malattia o per altra
ragione sono nel bisogno, quindi anche coloro che sono in carcere e i pellegrini
che arrivano da fuori. In una parola, si prende cura di tutti i bisognosi.
Ci raduniamo tutti insieme nel giorno del Sole, sia perché questo è il primo
giorno in cui Dio, volgendo in fuga le tenebre e il caos, creò il mondo, sia
perché Gesù Cristo nostro Salvatore risuscitò dai morti nel medesimo giorno.
Lo crocifissero infatti nel giorno precedente quello di Saturno e l'indomani di
quel medesimo giorno, cioè nel giorno del Sole, essendo apparso ai suoi
apostoli e ai discepoli, insegnò quelle cose che vi abbiamo trasmesso perché
le prendiate in seria considerazione.
Dalla
«Prima Apologia a favore dei cristiani»
(Cap. 61; PG 6, 418-422)
Il lavacro della rigenerazione
Esporremo come noi, rinnovati per mezzo di Cristo, ci siamo consacrati a Dio.
Coloro, che arrivati alla certezza, hanno creduto alle verità da noi insegnate
e proclamate e hanno promesso di vivere in modo ad esse conforme, vengono
guidati a pregare, e a domandare a Dio il perdono dei peccati. Noi insegniamo
loro ad accompagnare la preghiera con il digiuno, ma anche noi preghiamo e
digiuniamo in piena solidarietà con essi.
Quindi li conduciamo al fonte dell'acqua e la vengono rigenerati allo stesso
modo con cui siamo stati rigenerati anche noi. Infatti allora ricevono il
lavacro dell'acqua nel nome del Creatore e Dio Signore di tutte le cose, del
Salvatore nostro Gesù Cristo e dello Spirito Santo.
Gesù infatti ha detto: Se non rinascerete, non entrerete nel regno dei cieli
(cfr. Mt 18, 3). Non si tratta, ovviamente, di rientrare nel grembo materno,
perché la nascita di cui parliamo è spirituale.
Il profeta Isaia ha spiegato in quale modo si liberano dai peccati coloro che li
hanno commessi e fanno penitenza: Lavatevi, purificatevi, togliete il male dalle
vostre anime. Imparate a fare il bene, rendete giustizia all'orfano, difendete
la causa della vedova. Su, venite e discutiamo, dice il Signore. Anche se i
vostri peccati fossero come scarlatto, li renderò bianchi come la neve. Ma se
non ascolterete, sarete divorati dalla spada, perché la bocca del Signore ha
parlato (cfr. Is 1, 16-20).
Questa dottrina l'abbiamo ricevuta dagli apostoli. Nella nostra prima nascita
siamo stati messi al mondo dai genitori per istinto naturale e in modo
inconscio. Ora non vogliamo restare figli della semplice natura e
dell'ignoranza, ma di una scelta consapevole. Vogliamo ottenere nell'acqua
salutare la remissione delle colpe commesse. Per questo su chi desidera di
essere rigenerato e ha fatto penitenza dei peccati, si pronunzia il nome del
Creatore e Signore Dio dell'universo. E` questo solo nome che invochiamo su
colui che viene condotto al lavacro per il battesimo.
Il lavacro si chiama illuminazione, perché coloro che imparano le verità
ricordate sono illuminati nella loro mente. Colui che viene illuminato è anche
lavato. E' illuminato e lavato nel nome di Gesù Cristo crocifisso sotto Ponzio
Pilato, è illuminato e lavato nel nome dello Spirito Santo, che ha
preannunziato per mezzo dei profeti tutte le cose riguardanti Gesù.