"MISSIONE GUINEA-BISSAU"

MISSIONE AMICIZIA     Il "sogno" di Giuseppe!     MDI - GUINEA BISSAU

Un "infarto" ha fermato l’"attività" di Giuseppe Zammitti,
"Volontario" dell’"Associazione Laici Pime" ("Alp"),
mentre era in "Missione" in Guinea-Bissau.

GIUSEPPE ZAMMITTI, Missionario Laico dell'Alp, con il Pime a Bafatà, in Guinea Bissau...

A cura di Isabella Mastroleo
("Missionari del Pime", Giugno-Luglio 2011)

«Ci sono persone, come Giuseppe, che si spendono senza calcoli ed interessi! La pacata serenità, la disponibilità a mettersi in gioco e la gratuità (non facile a una certa età), non avevano vantaggi di tipo Economico, Sociale od altro!». Così Maurizio Mazzoleni, Coordinatore "Alp", ricorda il Volontario Giuseppe Zammitti, in Guinea-Bissau da pochi mesi per il Progetto "Feira das Possibilidades" di Nhabijao, della Diocesi di Bafatà. Martedì 5 Aprile è deceduto per un attacco cardiaco. Giuseppe lascia la moglie Angela e la figlia Soraya, la mamma Crocifissa, la sorella Ortensia, e numerosi parenti ed amici!
Al Centro di Nhabijao, Giuseppe lavorava con altri due giovani Laici "Alp":
Enrico Pietroboni e Silvia Dardengo. Il malessere del loro Collega arriva improvviso e inaspettato. Si spegne davanti ai loro occhi, senza che loro possano far nulla. Incredulità e sorpresa riecheggiano nelle parole scritte a caldo da Enrico, il giorno dopo la scomparsa di Giuseppe: «Un grande senso di impotenza... Ieri mi sono reso davvero conto di come può essere dura la vita, non abbiamo avuto la possibilità di fare nulla! Il primo Medico che abbiamo chiamato è stato un Medico in Italia, qui vicino non c’era nessuno. Io e Silvia ci stiamo chiedendo il senso, il "piano" che il Signore aveva su Giuseppe e su di noi... È vero, questi ultimi due mesi e mezzo è stato molto felice! Spesso mi diceva di quanto era contento della scelta fatta, ma adesso la notte è buia. Aspettiamo l’alba!».
Il sogno di Giuseppe di donarsi agli altri aveva radici lontane, essendo cresciuto in Brasile con i genitori che avevano lasciato l’Italia per necessità. Era un sogno, sì, ma vissuto nella quotidianità e con concretezza, preparato e condiviso dai suoi cari. Doveva restare in Missione sei mesi, ci è rimasto per poche settimane. Ma sono bastati per farsi amare e apprezzare dai suoi Collaboratori e dalla gente. Lo confermano le parole del Vescovo di Bafatà,
Monsignor Pedro Zilli: «Giuseppe è stato per un po’ di tempo uno di noi, perché sentiva il bisogno di donarsi maggiormente agli altri, in una maniera che non è comune! Per lui era importante l’esperienza Missionaria vissuta con semplicità insieme a quelli considerati "ultimi", e ne era felice. Nhabijao e la sua gente erano diventati per lui una seconda "famiglia" ma anche Giuseppe, assieme a Silvia ed Enrico, era stato "adottato" dalle persone del Villaggio. La notizia della sua morte ha suscitato grande commozione e pianto e, al momento della partenza del corpo da Nhabijão per Bissau, una signora mi ha confidato che nessuno di loro l’avrebbe mai più dimenticato! La passione Missionaria non l’ha mai distolto dall’amore per i suoi cari. In particolare, quando il discorso cadeva sulla moglie e la figlia, Angela e Soraya, manifestava una profonda tenerezza!».
Non è tanto importante quanto tempo un Missionario ha vissuto in Missione, ma l’intensità con cui è stato capace di dare se stesso. «Giuseppe ha vissuto tra noi in Missione due mesi e mezzo – conferma Monsignor Zilli – , ma ha lasciato un segno che nessuno potrà cancellare! La sua testimonianza e il suo sacrificio rimarranno come un seme che, germogliando e crescendo, darà frutti non solo per il bene della gente di qui, ma anche per l’
"Associazione Laici Pime", che potrà avere, in lui, un esempio da imitare!».
Proprio a sottolineare queste parole, del Vescovo di Bafatà, Maurizio Mazzoleni promette: «Giuseppe ha fatto il suo percorso, stava portando avanti il suo sogno, ma per noi dell’"Alp" continuerà sempre il ricordo delle sue qualità e della sua semplicità!».