VIAGGIO IN "MISSIONE"...

MISSIONE AMICIZIA     Il "nostro" Camerun!     DIARIO

Monica e Lidia, dell’"Ufficio Aiuto Missioni", sono state in Camerun,
per visitare le "adozioni a distanza" e i "progetti" gestiti dai "Missionari" del "Pime".
Eccovi le loro "impressioni".

Monica e Lidia, con una donna camerunense, a Maroua...

A cura dell’"Ufficio Aiuto Missioni"
("Missionari del Pime", Aprile 2010)

Cari amici, eccoci finalmente a destinazione! Siamo partite con un gran freddo ed un cielo "plumbeo" ma a Yaoundè, la "capitale" del Camerun, troviamo, di sera, una temperatura di circa 30° C!
L’itinerario del "viaggio" prevede alcune "tappe" prima nel "Nord" del "Paese" e, successivamente, nel "Sud", due realtà diverse, sia come ambiente "naturale" che come contesto "sociale" in cui sono inserite le nostre "missioni".
Attraversare Yaoundè di notte è affascinante, la "vita" non manca, la musica, la gente... Sì, sì, siamo proprio arrivate, abbiamo una giornata a disposizione prima di prendere il treno che ci porterà a "Nord", dove ci attendono tutti i "Padri" riuniti in "Assemblea".
La stazione di Yaoundè è "animatissima" e piena di gente, "colori" e cose: sarà così durante tutto il tragitto della notte, ad ogni fermata un "nugolo" di bambini carichi di frutti, arachidi, bottiglie d’acqua circondano il treno nella speranza di guadagnare qualche soldo.
È un’umanità vivace e sempre presente, qualsiasi sia l’ora, si attende il treno per arrotondare... È mattina ed il sole è già alto quando arriviamo a "destinazione": Ngaoundéré.
Incontrare i "Padri" tutti insieme è una gran bella opportunità, parliamo del futuro del nostro "lavoro", poniamo alcune questioni che avremo modo di sviluppare meglio nei giorni successivi con ognuno di loro nelle varie realtà di "missione".
Per portarci all’estremo "Nord" del "Paese", ci sono volute sette ore di auto ma l’arrivo alla porta della "missione" ricompensa della lunghezza del "viaggio": al cancello decine di giovani "festanti" ci attendono con canti e danze di "benvenuto".
I giorni passati nelle sette "missioni" sparpagliate in tutto l’estremo "Nord" del Camerun sono stati intensi e colmi di incontri, osservazioni, riflessioni e "condivisione". Le "Messe" a cui abbiamo partecipato sono state piene di giovani, bambini, musica, danze e "colori". Con la gente di qui abbiamo avuto occasione di ascoltare, parlare, "condividere": ci hanno aperto le loro case e con loro abbiamo mangiato il cibo "tradizionale".
Ci hanno atteso e accolto "festanti" nei loro "villaggi", ci hanno mostrato il loro "lavoro" e messo davanti alle tante difficoltà.
Uno dei problemi che qui stanno maggiormente a cuore è senz’altro l’acqua! Abbiamo potuto capire tutti i procedimenti per l’"escavazione" dei "pozzi" o la realizzazione dei "forage", fra i tanti in lavorazione o già aperti. Il "forage", in estrema sintesi, è una "trivellazione manuale" che va in profondità e, grazie ad una "pompa", dà acqua "pura", sia da bere che per l’agricoltura. È un’emozione vedere sgorgare l’acqua all’improvviso, fra le grida "festanti" della gente.
I "dispensari" e i "centri di salute", che curano ogni anno migliaia di persone, sono stati un altro punto di "osservazione". La "sanità" è, infatti, in una situazione tale da richiedere interventi urgenti, perché nell’unico "ospedale" si registrano troppe morti, purtroppo evitabili.
Oltre a ciò, abbiamo visitato le "strutture scolastiche", molte delle quali inadeguate e "fatiscenti", ma i bambini sono moltissimi e l’aspetto "educativo" ha un ruolo determinante per la crescita del "Paese". La presa in carico di nuove "adozioni a distanza" potrà dare un grande aiuto.
Abbiamo avuto il privilegio di essere accompagnate in questa visita dai
"Missionari". Ciò ci ha permesso di penetrare e capire un po’ più a fondo la realtà e la "quotidianità" locale. Con loro siamo state nelle case, nelle "scuole", nel "carcere" di Maroua, nei "villaggi" della "savana", negli "ospedali", nei punti di "lavoro", nei "centri" di "accoglienza". Soprattutto li abbiamo accompagnati nel loro "lavoro" quotidiano e noi li ringraziamo per l’attenzione che ci hanno dedicato. I "Missionari" del "Pime" sono in questo territorio da ormai quarant’anni!
Il "Nord" del "Paese" è un territorio duro per "clima", "ambiente", "problematiche" varie, e non è un caso che il Camerun venga definito "l’
Africa in miniatura" per la varietà del suo "ambiente": "cultura", "lingua", "clima" e "natura"; dalla "savana" calda e secca, alla "foresta equatoriale" umida e rigogliosa del "Sud".
A Yaoundè, la "capitale", dove  i "Padri" del "Pime" lavorano a tu per tu con tutte le "problematiche" delle grandi città del "Sud" del "Mondo", restiamo una settimana, non tralasciando però anche una visita un po’ più a "Sud", ad Ebolowa.
La strada per il "Sud", che arriva fino al "confine" con il Gabon, è bellissima, tagliata in mezzo alla "foresta tropicale", con alberi altissimi e una vegetazione "lussureggiante": la terra "rossissima" orla tutto il percorso fino all’arrivo.
Ad Ebolowa siamo state nei "villaggi", che voi generosamente aiutate tramite le "adozioni a distanza", e per farlo ci siamo addentrate nella "foresta" per alcuni chilometri.
L’arrivo ai "villaggi" è sorprendente, il calore delle tre "comunità" riunite in occasione della nostra venuta ci coinvolge in una "festa", come solo gli africani sanno fare: balli, canti, danze e recite... Anche qui, una "riflessione": il vostro aiuto è determinante per tutti loro.
Ritornate a Yaoundè, gli ultimi giorni trascorrono tra le "comunità parrocchiali", il "centro" di "accoglienza" dei
"ragazzi di strada" e la gente dei "quartieri". Quanto lavoro e quanti bei frutti!
Cari amici, sono molte le cose che vorremmo raccontarvi di questo "viaggio", ma lo spazio a nostra disposizione finisce qui!

Per chi volesse, è possibile leggere il nostro "diario di viaggio", nella "sezione": "Adozioni e Progetti", www.pimemilano.com .