DALLA GUINEA BISSAU, P. DAVIDE SCIOCCO

Progetto "Pime" 2009: Guinea Bissau: Costruire ponti per unire le etnie

"MISSIONE GUINEA"

"SINODO AFRICANO", "CHIESA" SENZA "STECCATI"!     "Sorprendente" Bissau...     COLPO DI STATO IN GUINEA BISSAU!

Al suo "rientro" in "Guinea-Bissau", dopo tre mesi in Italia,
ci scrive Padre Davide Sciocco,
che molti conoscono come "Fondatore" e "Direttore" di "Radio Sol Mansi",
una "Radio" per la "Pace".

P. DAVIDE SCIOCCO, Missionario del Pime in Guinea Bissau!

P. Davide Sciocco
("Missionari del Pime", Novembre-Dicembre 2011)

Carissimi amici, a pochi giorni dal mio ritorno in "Guinea-Bissau" innanzitutto rivolgo un enorme grazie per questi tre mesi passati in Italia! Un grazie che va a ciascuno di voi, per l’amicizia, l’affetto, l’interesse, l’aiuto manifestati nei modi più diversi. Davvero tanti doni preziosi che saranno una spinta nel mio nuovo impegno in Guinea! Mi spiace non essere riuscito a incontrare tutti e, con questa "Lettera", vi mando il saluto più caro.
Il viaggio è andato bene! Mi ha accolto non solo un gran caldo esterno, ma soprattutto la calda e bella accoglienza della gente, in particolare della Parrocchia di "Fatima" e dell’
"Equipe" della "Radio". Un bel tonico per superare la giusta nostalgia e sentirmi a casa anche qui!
Torno a
Bissau, dove vivo da ormai oltre tre anni e mezzo, nella Parrocchia della "Madonna di Fatima" e nel servizio quotidiano a "Radio Sol Mansi". Inoltre, da più di un anno, sono stato scelto come "Superiore Regionale" del "Pime", e questo incarico chiede di visitare le nostre Missioni sparse in tutta la Nazione. Un impegno, ma anche una bella occasione per conoscere esperienze diverse, e condividere gioie e sofferenze dei miei Confratelli e delle Comunità, anche le più disperse!
Ho parlato molto del mio servizio in "Radio"! Questa volta vorrei dire qualcosa in più sull’essere
Missionario in città. Infatti, nei miei primi dodici anni di Missione sono stato a Mansoa, all’interno del Paese, lavorando soprattutto nei villaggi, mentre ora sono nella capitale. Potrebbe sembrare un vivere più tranquillo, o un tralasciare la "vera Missione", ma non è così. La Missione, infatti, è la dove vivono le persone, e non si identifica con luoghi particolari. Dove c’è una persona, là ci deve essere la Missione della Chiesa. In particolare, la presenza in città è urgente perché ci vive un terzo dell’intera Nazione, in particolare i giovani, che accorrono da tutto il Paese in cerca di studio e lavoro!
La città è un insieme di contraddizioni: ricchezza e povertà, lavoro e disoccupazione, crescita e devianze pericolose. In particolare, mi sento chiamato ad accompagnare adolescenti e giovani nel difficile "incontro/scontro" fra tradizione e modernità. Il giovane
Africano ha un piede nel passato e uno nel futuro, ed è molto sensibile alla trappola del consumismo che arriva ovunque con rapidità incredibile. Essere Missionario significa saper ascoltare senza giudicare e, insieme, indicare una via, perché il nuovo arricchisca l’antico e la novità del Vangelo entri in questa nuova cultura, che non è più quella Africana tradizionale, ma non è nemmeno quella Europea. È una bella sfida, con sorprese che fanno gioire e piangere!
Abbiamo molti gruppi: "Scout" (oltre 400), "Valentes" (tipo "Azione Cattolica"), gruppi adolescenti e giovani, gruppi "Mariani" e "Carismatici", "Giustizia e Pace", "Caritas", gruppi famiglie, e "conviventi" in cammino verso il Sacramento del Matrimonio, e così via! Un impegno forte di formazione, soprattutto degli oltre settanta Catechisti, con la consapevolezza che ci vorrebbero più forze e capacità per "evangelizzare" gli oltre mille iscritti alla Catechesi. Il rischio di avere tanta gente ma senza un cammino di fede profonda è davvero grande in città. In villaggio venivano in pochi, si facevano anni di Catechesi e chi restava era davvero formato. Qui è diverso, ma è questa la gente a cui sono mandato e devo amarla così, nella certezza che a noi tocca seminare con impegno totale, ma il seme è di Dio, e la crescita e il raccolto sono sempre opera sua!
In città le povertà materiali sono più nascoste, ma spesso più drammatiche! Quanta gente che mangia una sola volta al giorno, che non ha i soldi per le medicine, che non manda i figli a scuola perché devono lottare ogni giorno per guadagnare qualcosa per vivere. Che cosa fare per loro? Una domanda che mi fa soffrire, perché tante volte resta senza risposta. Ma sono le povertà morali, e spirituali, che più preoccupano in città!
Nello stesso tempo sono ammirato dalla bontà di tante persone, dalla dedizione di Catechisti e Animatori dei "gruppi", dalla generosità dei poveri che aiutano altri poveri, dal sacrificio di tante donne che procurano il cibo per i propri figli, e magari anche per i figli dei vicini.
Ringrazio il Signore di essere tornato in Guinea, anche se il distacco dalla famiglia e dagli amici Italiani è sempre molto duro! Ma la fatica è un nulla, se confrontata con quanto ricevo da questa gente, e da voi... Vi sento davvero vicini e ogni sera, prima di dormire, prego per voi, in particolare per chi sta vivendo momenti difficili!