"MISSIONE BANGLADESH"

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Nel "caotico" Bangladesh,
dove capita che i "diritti" non siano uguali per tutti,
e che donne, bambini ed anziani siano ancora "discriminati",
Fratel Lucio Beninati legge, ed interpreta,
"semi" di "speranza" di una nuova "umanità"...

FR. LUCIO BENINATI, Missionario Laico del Pime in Bangladesh... Fratel Lucio, con i suoi giovani amici del Bangladesh: un sorriso che dà vita!

Fr. Lucio Beninati
("Missionari del Pime", Giugno-Luglio 2011)

Varie volte mi sento come infastidito, amareggiato, per le cose che mi succedono tutti i giorni in questo Paese dove il "Caos" regna su molti fronti! Spesso mi "incavolo" anche per le cose più banali, come prendere un "Risciò", andare al Mercato oppure salire su un "Mini-Autobus" (affollatissime, sgangherate "scatolette"), che senza nessun rispetto scaricano e caricano ovunque al volo i passeggeri che ambiscono a una corsa a buon mercato (circa due "Centesimi di Euro" per tre chilometri!). Proprio in "Bus" a volte divento perfino bugiardo quando la sera, tornando stanco dal lavoro tra i bimbi  di strada, al Controllore che si piazza sulla porta dico che devo percorrere una lunga distanza, altrimenti non mi farebbe nemmeno salire (più è la distanza più è il guadagno). Certamente il nostro Dio, che non è per niente fiscale, non lo considererà un peccato, comunque a me dispiace dover ricorrere a questi "sotterfugi" per far valere un mio "diritto"!
Come suona strana al mio udito la parola "diritto". Nel mio amatissimo
Bangladesh è, per lo più, sconosciuta: qui non ti spetta niente in quanto persona; ti rispettano se ricopri una Carica, per l’aspetto che hai, gli Studi che hai fatto, la casa in cui vivi, se sei uomo e hai la pelle chiara. Che amarezza provo quando ogni giorno, nella "Baraccopoli" o per le strade, vedo donne, mamme con bambini e anziani ignorati, non considerati, spesso umiliati e disprezzati. Le donne qui sono discriminate, i loro diritti negati. Perfino alla fermata dei "Bus" si sentono dire: «Non c’è posto per voi donne!». Ed è la stessa storia in Ospedale come al Mercato, a casa come a Scuola, e perfino nelle Moschee, dove non è permesso ai bambini, naturalmente maschi, di occupare i primi posti (alle donne non è concesso di entrare, se non in alcune). Sono loro i "Crocifissi", che a me cristiano ripetono tutti i giorni il "grido" di Gesù!
Mentre curo in strada quei bimbi sporchi, "maleodoranti", vestiti di stracci, e mentre li pulisco, vedo nel loro volto quello di Gesù che mi dà la forza rinnovatrice e la ragione del mio lavoro!
A proposito di donne, è proprio grazie a loro che oggi sto qui con voi libero e tutto tranquillo, davanti al "Computer". Mi spiego meglio! Oggi, in tutto il Paese, è Sciopero Generale, imposto, più che indetto, da un Partito Fondamentalista Islamico di Minoranza, per protestare contro il Governo che, interpretando in modo meno discriminante le
Leggi Islamiche, sta discutendo una Legge a favore dei diritti della donna. Allora oggi, quasi tutti, si sono "barricati" in casa, le strade sono deserte e i negozi chiusi, per paura che questo Gruppo, seppur "minoritario", possa fare ritorsioni contro chi non vuole aderire allo Sciopero.
Mi fa piacere che l’attuale
Governo del Bangladesh, almeno in questo caso, stia affrontando con coraggio un tema tanto delicato come quello dei diritti della donna, anche  a costo di essere frainteso e di dover affrontare l’Opposizione dai Gruppi Islamici più Conservatori.
Sono felice quando ogni giorno, in strada, mentre lavoriamo con i bimbi, qualcuno tra la folla si sofferma a guardare che cosa stanno facendo quegli adulti seduti lì sul marciapiede assieme a quei ragazzini. E qualcuno, contagiato, vuole farci donazioni, vuole offrire pure lui se stesso!
Che dire di uno dei fiori più belli prodotti dal lavoro di quattro anni del nostro Gruppo, una dei circa ottanta
Volontari: Lata (molti di voi l’hanno conosciuta in Italia), una Musulmana, ha deciso di donarsi per sempre ai più poveri e partirà per un Paese limitrofo tra qualche mese, essendo entrata a far parte di un’Organizzazione di Volontariato Internazionale.
Attraverso questa ragazza, il Bangladesh (dove la donna è poco valorizzata) si donerà, dalla sua povertà, a un altro Paese povero, di altra Religione, Cultura e con altri problemi Sociali!
Diceva un grande Missionario: «Quando iniziamo a praticare il cammino della Solidarietà, stiamo già con un piede in Paradiso!». È Solidarietà quando mensilmente i nostri Volontari donano sangue per Sajeda, bambina di otto anni che soffre d’Anemia Mediterranea, una mendicante che abbiamo raccolto dalla strada assieme alla mamma. È Solidarietà l’aiuto che riceviamo da amici Italiani per mantenere a Scuola, con sei "Euro" al mese, bimbi venditori ambulanti...
Così, anche a
Dhaka, germogliano semi di speranza di una nuova umanità!