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(1920-2009)

FRATEL LUIGI BRUN (1920-2009), Missionario del Pime in Bangladesh!

Oggi 6 agosto 2009, alle ore 04,15 è morto Fr. Luigi Brun di 88 anni. Fu missionario in Bangladesh per 43 anni e dal 2003 per motivi di salute, risiedeva presso la nostra Casa di Lecco.
Era nato a S. Zenone degli Ezzelini, provincia e diocesi di Treviso, il 28 settembre 1920. A 19 anni decise di entrare nell’Istituto come Fratello e il 10 agosto 1945 emise il Giuramento perpetuo. Fu addetto alle case dell’Istituto con incarichi diversi fino al 30 gennaio 1960, quando partì per la missione di Dinajpur, in Bangladesh. Anche in missione la sua grande versatilità e buona disponibilità gli permise di svolgere mansioni di ogni genere: cuoco, giardiniere, ortolano ma anche amministratore e addetto alle costruzioni e alle irrigazioni, senza mai tralasciare il ministero nelle Parrocchie a lui affidate dove metteva particolare attenzione al catechismo, alla predicazione e alla distribuzione delle comunioni.

I funerali si svolgeranno il 7 agosto 2009, alle ore 09,15 nella Casa di Rancio.

Intervista rilasciata da FRATEL LUIGI BRUN a Fr. Massimo Cattaneo

Febbraio 2001, Dinajpur

Nato il 28 Settembre del 1920 entra nell’istituto PIME il 20 Aprile del ’39 e trascorre i primi anni nel seminario di Monza. Si trasferisce poi nella casa di Milano, dove i danni causati dai bombardamenti avevano reso necessaria la presenza di braccia forti ed esperte nella ricostruzione.

Dopo il giuramento perpetuo del 10 Agosto 1945, il suo prezioso lavoro di manutenzione e gestione casalinga continua ad essere richiesto in Italia; presterà così servizio nel seminario di Monza, nelle comunità di Milano e Genova, e nella casa generalizia di Roma.

Nel ’59 finalmente la destinazione e l’11 Ottobre la consegna del Crocefisso dalle mani del beato Papa Giovanni XXIII. Nel Gennaio del ’60 la partenza per il Bangladesh (allora Pakistan Orientale).

Salpato con la nave Vittoria dal porto di Genova, in compagnia dei padri Cavagna, Cantore, Locatelli e Chinellato, approda a Caraci l’11 Febbraio, dove resteranno ospiti della Bishop’s House per pochi giorni.

Il 15 di Febbraio per la prima volta nella sua vita vola in aeroplano e con P. Cavagna raggiunge Dhaka, dove viene ospitato dai missionari dell’Holy Cross.

Ad accoglierli trovano P. Bonolo che, insieme col Vescovo Mons. Obert, li accompagnerà in treno fino a Dinajpur.

A quel tempo erano tre i missionari laici presenti in Bangladesh:

-Fratel Massimo Terussi si occupava dell’assistenza ai lebbrosi nella zona di Ruhea.

-Fratel Giuseppe Naroni era in servizio alla Bishop's House a Dinajpur.

-Fratel Luigi Brun, da poco arrivato, spende alcuni mesi a Borni per lo studio della lingua; farà poi ritorno a Dinajpur per sostituire temporaneamente Fr. Naroni nella gestione della Bishop's House e nella supervisione degli aspiranti fratelli in formazione.

Nell’autunno del ’60 la destinazione alla missione di Nijpara, dove già lavoravano P. Crivelli e P. Calanchi.

Da poco era stata avviata la costruzione della casa per i padri, quando problemi di salute costringono P. Crivelli a rientrare in Italia. Fr. Brun si trova così da solo a gestire i lavori; ultimati quelli per l’abitazione dei padri (attualmente residenza delle suore) prosegue con la costruzione del boarding per i bambini e della scuola primaria. Alcuni aiuti economici arrivano dagli Stati Uniti, ma spesso i lavori devono essere interrotti per mancanza di soldi. Non è però solo la scarsità di fondi che rallenta i lavori, a mettere i bastoni tra le ruote ci pensa anche un dispettoso ciclone, arrivato nel momento meno opportuno, che si porta via il tetto della scuola appena terminato.

Gli impegni nel settore dell’edilizia lasciano volentieri il posto alla guida della preghiera quotidiana coi bambini.

Oltre ai lavori interni alla missione l’infaticabile fratello porta a termine la costruzione di pozzi per l’acqua nei villaggi attorno, in modo che la gente abbia a disposizione acqua più pulita di quella solitamente prelevata dai pukur. Qualche aiuto per questo importante programma arriverà anche dall’Ufficio Aiuto Missioni, allora gestito da P. Mauro Mezzadonna.

Il 22 Novembre del ’66 è trasferito alla missione di Rohampur, dove in quel periodo P. Di Serio era da poco stato nominato parroco in sostituzione di P. Pinos che ricopriva l’incarico temporaneamente.

L’esistente abitazione di fango a due piani ospitava sopra i ragazzi del boarding e al piano terra P. Di Serio e Fratel Brun. “Raccoglievamo le cimici a cappellate”, ricorda il nostro Brun “e alla fine ho dovuto bruciare anche il cappello perché era diventato loro dimora fissa”. Lo stesso Mons. Pirovano, allora superiore generale, durante una sua visita raccomanderà di non portare neanche una sedia nella futura abitazione per evitare l’infestamento da cimice; ed è così che il Brun riesce a strappare una promessa di finanziamento per l’arredamento nuovo.

Mette quindi subito a disposizione la sua capacità di organizzare i lavori nel settore edilizio: con l’aiuto di qualche lavoratore locale e seguendo i progetti eseguiti da P. Cescato porta a compimento la costruzione della scuola elementare, della casa per la residenza dei padri e del dispensario.

Intanto che i lavori procedono, la sua dedizione ai bambini non viene mai meno e lo troviamo impegnato nella gestione della vita nel boarding e alla guida della preghiera quotidiana coi piccoli della missione.

Quando P. Di Serio doveva assentarsi per la visita nei villaggi, il fratel Brun svolgeva il servizio liturgico per l’intera comunità.

Di questi anni trascorsi a Rohampur Brun conserva un ricordo estremamente positivo per il rapporto sereno e costruttivo instauratosi con i Santal della missione. “Quando ho dovuto lasciare Rohampur non sono riuscito a nascondere le lacrime davanti a tutti gli amici venuti a salutarmi alla stazione”, ricorda il Brun parlando della sua più amata missione.

Nel Novembre del ’70, dopo dieci anni di missione, fa rientro in Italia per la sua prima vacanza.

Purtroppo durante la sua permanenza italiana nel Pakistan Orientale scoppia la guerra di indipendenza e il rientro in missione resta bloccato fino al ’72.

Brun approfitta di questo periodo per perfezionare il suo inglese con uno stage in Inghilterra, a cui seguirà un periodo di servizio nella casa generalizia di Roma.

Finalmente nell’Aprile del ’72 il tanto atteso rientro in Bangladesh: partirà con una autorizzazione di aiuto internazionale per far fronte ai bisogni di un Paese devastato dalla guerra.

In questo viaggio gli farà da compagno P. Gariboldi, alla sua prima destinazione in missione.

Arrivato in Bangladesh viene destinato per la seconda volta a Nijpara, dove nel frattempo si era stabilito P. Cavagna. Di questo grande personaggio il Brun ricorda ancora con commozione l’estrema generosità. Durante la guerra aveva aiutato molte persone a restare al sicuro in Bangladesh e cessato il conflitto si prodigava in ogni modo per facilitare i profughi scappati in India nel tornare alle loro case.

Ben presto P. Cescato, conoscendo ormai da tempo la non comune capacità lavorativa e di organizzazione del Brun, lo richiede nuovamente a Rohampur, dove ad attenderlo sono i lavori per la ricostruzione necessaria dopo la guerra, per l’ultimazione della chiesa iniziata da P. Vanzetti e per il nuovo convento delle Shanti Rani Sisters.

Dal ’72 al ’75 è quindi a Rohampur con P. Di Serio e P. Spinelli, a doversi arrangiare tra le mille difficoltà del dopo guerra, prima tra tutte la mancanza di generi alimentari e di materiale, specialmente di materiale edilizio, di cui un Paese da ricostruire aveva estremo bisogno. Per fortuna in quel periodo gli aiuti economici non si sono mai fatti aspettare troppo a lungo.

Nel ’75 si trasferisce a Dinajpur. Risiederà a Suihairi, con l’incarico di seguire l’ampliamento della casa regionale. Ma il suo amore per la vita di missione nei villaggi lo porta spessissimo a Nijpara: “... con la motoretta Gilera tutti i fine settimana raggiungevo i miei amici di Nijpara... e quando P. Cavagna si assentava per le visite ai villaggi allora le trasferte si prolungavano, così da poter assolvere alle faccende di casa e ai doveri di servizio liturgico”.

E naturalmente durante le sue visite a Nijpara non poteva mancare il contributo nel settore edilizio: nel ’79 cominciava la costruzione della nuova chiesa. L’impegno  inizialmente non è solo di tipo professionale, ma anche economico, in quanto i lavori potevano proseguire soltanto grazie a donazioni personali. L’anno successivo fortunatamente l’aiuto della associazione “The Church in need”  risolve il problema soldi, mettendo a disposizione 30.000 dollari. La chiesa potrà così essere presto ultimata e inaugurata il 15 Agosto dell’anno 1980. La consacrazione avverrà nel Gennaio del 1981.

È in questi anni che inizia anche la produzione di vino dalla distillazione di uva passa importata dal Pakistan. I segreti del mestiere gli erano stati tramandati da fratel Naroni e il nostro Brun si dedica con passione a questa arte, sempre meglio affinata col passare del tempo e ancora adesso assai preziosa per la produzione del vino da Messa locale.

Nell’83 la seconda vacanza in Italia. Di ritorno in Bangladesh viene destinato alla Bishop’s House di Dinajpur, con l’incarico di seguire la gestione delle faccende di casa.

Ancor’oggi, alla invidiabile età di 81 anni, supervisiona la lavorazione dei terreni, la raccolta e la conservazione dei prodotti della terra e naturalmente la distillazione del preziosissimo vino.

Di strutture ne ha tirate su parecchie, in diversi posti, ma le costruzioni più belle sono le amicizie che porta saldamente nel suo cuore.

Fr. Massimo Cattaneo

BIBLIOGRAFIA:

- “Vita del P. Cavagna”, autore P. Germani.

Rivisto, corretto e approvato il 4 Marzo 2001.