"MISSIONE CAMERUN"

PRECEDENTE     Un "carretto" per ripartire!     SEGUENTE

Vi racconto una piccola "storia", "di normale tragedia",
che si trasforma in "seme di speranza".
Mi è capitata qualche settimana fa, ed è utile per noi,
che non riusciamo a vedere i "miracoli" che succedono ogni giorno.

FR. FABIO MUSSI, Missionario Laico del Pime in Camerun!

FR. FABIO MUSSI
("Missionari del Pime", Ottobre 2011)

La breve storia di Hadja è una di quelle tragedie, che nessuno si augurerebbe di incontrare nella propria vita! Sua madre Assa morì due anni fa, a 23 anni, il giorno dopo averla data alla luce. Era malata di "Aids" e suo marito l’aveva abbandonata da tempo, lasciandola sola con Maiferle, un’altra bambina di otto anni che frequenta la Seconda Elementare. Senza sostegno e risorse, Assa tornò dalla madre, che l’accolse in casa propria con gli altri cinque nipoti, figli di altri fratelli e sorelle che avevano lasciato Yagoua in cerca di fortuna. Tutta questa "tribù" era a carico di Liouda, che a sua volta era stata abbandonata dal marito per una moglie più giovane. Lei, povera ma coraggiosa, aveva cominciato a vendere qualche prodotto agricolo e con questo cercava di sfamare la numerosa famiglia. Liouda è una donna analfabeta, ma ha una grande fede in Dio, che le dà una forza straordinaria per andare avanti.
Hadja era seguita dai Servizi Sanitari della
Diocesi di Yagoua, in quanto figlia di madre "siero-positiva". In questo modo, i nostri Infermieri cercavano di darle una mano.
I due nipoti più grandi, terminata la Scuola Elementare, erano a casa senza lavoro e la Nonna Liouda cercava in tutti i modi di coinvolgerli nei lavori agricoli e della casa, ma sapeva che fra qualche anno, se non troverà una soluzione adeguata, anche loro prenderanno la strada dell’avventura. Lei cominciava a sentirsi fisicamente stanca e bisognosa di qualcuno che la sostenesse, almeno nei momenti di maggior difficoltà. Per questo ha trovato il coraggio di rivolgersi a me.
«Di cosa hai bisogno?». Pensavo già che volesse chiedermi soldi per acquistare del riso, ma la sua richiesta era diversa: «Comprami un carretto per permettere a mio nipote Badi di lavorare, e ti prometto di rimborsarti ogni mese, un po’ alla volta!».
Così le ho comperato un carretto e, con l’Infermiere che segue il caso, l’abbiamo portato a Nonna Liouda. Lei è rimasta senza parole per la meraviglia e ha scosso la testa, nascondendo una lacrima di commozione. Poi, ha chiamato tutti i nipoti, perché capissero che cosa stava succedendo. L’Infermiere ha spiegato che il carretto era in "prestito", per vedere se la famiglia era veramente decisa ad affrontare i suoi problemi di sopravvivenza. Nonna Liouda ha ringraziato e ha chiesto al nipote Badi se era disposto a occuparsi di far rendere il carretto, e lui ha risposto di sì, fiero di poter andare in giro per la città con un carretto, cosa non possibile a tutti. Un carretto, qui a Yagoua, è una risorsa di valore, come da noi un piccolo "camion" per il commercio. In questo modo, Nonna Liouda ha ricominciare "a camminare"!
A lei, ora, il compito di dare seguito a questo primo passo!
Tutto questo è successo a partire da una tragedia grave, che ha coinvolto una famiglia. È uno dei miracoli che succedono, quasi ogni giorno, sotto i nostri occhi. A volte facciamo fatica a vederli, ma ci sono. Grazie al programma di
"Sostegno a Distanza", si riesce a farli accadere. Noi siamo solo degli intermediari e degli osservatori!