MISSIONE CAMERUN

«L’"istruzione", contro il "fondamentalismo"».

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Il Missionario del "Pime" è l’ultimo rimasto, in questo territorio,
e cerca di coordinare "aiuti" alle popolazioni, e di sostenere i Preti, e le Comunità "locali".
«Si sono dimenticati, di questa "guerra" terribile».

FR. FABIO MUSSI, Missionario del Pime in Camerun!

Fratel Fabio Mussi, tra i profughi, che fuggono, dal terrore delle bande di "Boko Haram"...
Il coraggio di Fratel Fabio, rimasto in Camerun, nonostante il pericolo, ad aiutare chi soffre!

Anna Pozzi
("Avvenire", 15/10/’14)

Si fa ogni giorno, più drammatica, la situazione, nell’estremo "Nord" del Camerun, dove i terroristi, del gruppo Nigeriano "Boko Haram", continuano a fare incursioni, attacchi, e rapimenti! Secondo l’"Alto Commissariato per i Rifugiati" ("Acnur"), negli ultimi mesi, si sarebbero riversati, in questa regione, oltre 43mila profughi Nigeriani, e ci sarebbero circa tredicimila sfollati Camerunesi. «La situazione è drammatica – testimonia Fratel Fabio Mussi, Missionario del "Pime", a Yagoua, dove coordina la "Caritas Diocesana" – , ogni giorno, :centinaia di persone varcano la frontiera della vicina Nigeria, e moltissimi Camerunesi sono obbligati a lasciare case, e villaggi, attaccati dai terroristi... Sono migliaia, e nessuno di occupa di loro!».

Fratel Mussi è l’unico Missionario straniero, rimasto in questa regione, incuneata tra Nigeria, e Ciad! Dopo il rapimento dei due Preti "Fidei Donum" Vicentini, Don Giampaolo Marta, e Don Gianantonio Allegri, e di una Suora Canadese, tutti i Missionari stranieri sono stati costretti a spostarsi altrove, o più a Sud, e tutti i cooperanti, o i lavoratori espatriati, hanno dovuto lasciare il Paese. Quella, che è una delle regioni più povere del Camerun, oggi, è letteralmente in ginocchio! E deve pure affrontare l’emergenza, di migliaia di profughi, e sfollati, senza avere risorse umane, e materiali, adeguate. «Le autorità locali fanno il poco che possono, almeno per garantire un minimo di sicurezza – racconta Fratel Mussi – , e noi, come Chiesa, cerchiamo di essere vicini a questa gente, soprattutto ai più vulnerabili: bambini, donne, e anziani ammalati!».

Negli ultimi mesi, nonostante l’insicurezza, Fratel Mussi ha compiuto diverse Missioni, nei villaggi dell’estremo Nord del Camerun, per portare aiuti di prima necessità, per sostenere i pochi Preti locali, rimasti sul posto, e per supportare le piccole "équipe" di "Caritas", che assistono i profughi! Ma anche per dare coraggio, alla gente: «È importante, che sentano che non sono stati abbandonati, da tutti!», dice il Missionario.

A Fotocol, in particolare, la situazione è critica! «Qui – conferma – , si sono riversate migliaia di persone, in gran parte cristiane, fuggite dalla cittadina di Gambaru-Ngala, appena al di là de fiume, in Nigeria, attaccata ripetutamente dai terroristi di "Boko Haram"! Attualmente, a Fotocol, tutte le Scuole sono occupate dai profughi... Nel Liceo, ce ne sono almeno quattromila! E anche la Scuola Elementare, che stavamo per aprire, è invasa da famiglie di rifugiati!».

Manca tutto: cibo, acqua, medicine, vestiti, servizi sanitari... «Il "Centro Pime", di Milano – dice il Missionario – ha promosso un progetto di emergenza, per aiutare questi profughi, ma la tragedia del Nord del Camerun è una delle tante guerre dimenticate, di cui non parla nessuno...».

Fratel Mussi, tuttavia, non si arrende, anzi! Cerca di far arrivare la voce, di questi "senza voce", ovunque gli venga data la possibilità. Ma, soprattutto, continua a sfidare sul posto la violenza, e l’oscurantismo, di "Boko Haram" (letteralmente, "il libro è peccato" e, dunque, l’educazione Occidentale è proibita...), non solo assistendo i profughi, in questa emergenza, ma cercando di porre le basi, per lo sviluppo e la pace, sostenendo, o costruendo, Scuole. «Combattiamo il Fondamentalismo Islamico, con l’arma dell’istruzione – dice, convinto – ... Per questo, continuiamo a lavorare molto, in campo educativo e, laddove è possibile, cerchiamo di aprire sempre nuove Scuole!». È successo, recentemente, a Kousseri, una delle zone più minacciate da "Boko Haram", dove, lo scorso Settembre, è stato aperto un Liceo; e succederà, a breve, a Fotocol, non appena sarà possibile recuperare i locali della Scuola Elementare!

«Attualmente – precisa il Missionario – , la sola Diocesi di Yagoua gestisce, seppur a fatica, ventotto Scuole, con oltre settemila studenti, talvolta in situazioni di estrema precarietà, e pericolo! Ma questa è la nostra principale forma, di resistenza: l’educazione, e la cultura alla pace... Per continuare a diffondere i valori positivi, di riconciliazione, fratellanza, e solidarietà! E per promuovere lo sviluppo della persona umana, in tutti i suoi aspetti!».