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Cose nuove e cose antiche...

Mamma con bambino, dell'etnia Marma...

Dhaka, Natale 2009

Carissimi Amici,

non spaventatevi per la lunghezza di questa "lettera natalizia"! A parte la possibilità di cestinarla subito, c’è pure quella di leggerne solo la parte che interessa. Ho messo i "titoli" in grassetto per facilitare la selezione…

"Fervorino" iniziale...

C’è qualcosa di nuovo che posso raccontarvi quest’anno? Si rinnova sempre la continua sorpresa che accompagna la mia vita: trovo – in mezzo a tanti avvenimenti dolorosi o tragici, fra ipocrisie e avidità disgustose – persone e avvenimenti che dicono il contrario, senza urlare, nel concreto della vita quotidiana.

Mi danno fastidio celebrazioni di Natali "allo zucchero". A Natale, come ogni giorno, si continua a soffrire e a morire, a far soffrire e a far morire. Eppure, a Natale come ogni giorno si continua a consolare, a fare giustizia, a dare speranza, a rispettare e amare. Io ho scommesso e continuo a scommettere su questa seconda faccia della realtà. Mentre la prima, quella del male e della sofferenza, si presenta a volte con violenza, s’impone alla mia attenzione, mi devasta interiormente, la seconda va cercata con pazienza, bisogna darle spazio e credito. Allora diventa forte, il motore della mia esistenza e della mia serenità – allo stesso tempo espressione e sostegno insostituibile della mia fede.

Questo condivido con voi, come introduzione al racconto di alcune "attività" che sono possibili grazie all’aiuto di voi lontani, e di persone qui che lavorano con generosità e impegno per la gente del loro Paese.

Non ho preparato e non dirigo "progetti"; mi limito ad appoggiare il lavoro di altri, e a fare da "ponte" fra persone che, in Bangladesh, in Italia e altrove, attraverso di me s’incontrano su obiettivi comuni.

Cose nuove...

Prima degli aggiornamenti su "programmi" avviati tempo fa, ecco alcune "novità" spuntate nel 2009…

"Ostello Santali"

L’"Ostello Santali" consiste in due stanze prese in affitto qui a Dhaka, dove dal Febbraio scorso vivono 6 ragazze, 5 della popolazione "Santal" e una "bengalese", "indù". La più grande, Maria Loreta, studia all’"Università", e fa da guida alle altre, che frequentano un "Liceo" vicino. Erano venute a Dhaka per continuare gli studi lavorando, ma le famiglie presso cui sono andate non lasciavano un minuto libero dal lavoro, e in qualche caso le maltrattavano. Stavano per tornarsene deluse, quando grazie all’iniziativa di Gisella Aschedamini, il "Gruppo Solidarietà" del "Liceo Mascheroni" di Bergamo ha accolto la proposta di un "gemellaggio". Ora i due gruppi – Bergamo e Dhaka – si scambiano corrispondenza, e pensano anche ad una possibile visita qui, una volta o l’altra. Le ragazze "Santal" "ripagano" l’aiuto che ricevono aiutando altri: ogni giorno fanno "dopo-scuola" ai bambini di uno "slum" vicino, e – dopo le prime incertezze – ora ci prendono gusto.

"12 Villaggi"

In Maggio s’è avviato un altro "progettino", chiamato "12 Villaggi", nell’area di provenienza delle ragazze. Ogni villaggio ha scelto un giovane della classe "nona" o "decima" che fatica a pagarsi gli studi. Ciascuno riceve un aiuto mensile per libri e spese varie; in cambio, nel proprio villaggio tiene un’ora di "dopo-scuola" a bimbi e bimbe delle elementari, più mezz’ora di gioco insieme. Sotto l’occhio vigile degli anziani, e grazie al coordinamento di Maria Loreta e di un piccolo "comitato" sul posto, vengono così aiutati 7 studentesse e 5 studenti grandi, e circa 240 bambini. Per ora, tutto sembra procedere bene.

"Profughi"

"Una tantum" è stato l’intervento presso 21 "profughi" del Myanmar, di popolazione "Cin-La", sistematisi nel "Sud" presso un ospitale villaggio "Mong", ma senza mezzi per mantenersi. La Festa di "pensionamento dalle responsabilità" alla "FAO" (Roma) di Yves Bensoussan è stata l’occasione per trasformare i regali di circostanza nell’aiuto necessario perché i "Cin" sviluppino il loro artigianato: fabbricazione a mano di coperte.

Uttora

Il primo Marzo scorso, presenti 40 fedeli, è nata l’iniziativa di Uttora, un grande quartiere oltre l’aeroporto. Fa parte di Dhaka, ma cresce vertiginosamente come una città a sé, dotata di tutto: abitazioni, fabbriche, uffici, banche, ospedali, presto anche uno o due "centri culturali", e di molti poveri e "baraccati". Mancava un luogo dove potessero ritrovarsi i "cattolici" immigrati da varie parti del Bangladesh.

Ogni Venerdì (vacanza settimanale), ci raduniamo in un piccolo appartamento affittato, e arriva qualcuno nuovo che ci ha scoperto grazie al "passa-parola". Siamo già più di cento, contenti di pregare insieme, conoscersi, superare lo smarrimento del passaggio dai villaggi, con forti legami sociali, all’anonimità e all’isolamento di Uttora. L’iniziativa funziona grazie a Hilarius Marandi, alcuni studenti, e 5 "Seminaristi", di cui due fanno "catechismo" ad un "orfanotrofio" a pochi chilometri. Bisognerebbe realizzare qualcosa di stabile, ma per ora resta un sogno che va oltre le mie possibilità...

"Ashram"

Hilarius Marandi, a cui ho fatto cenno, è un "para-medico" della popolazione "Santal", che da anni lavora in un "centro di accoglienza" per malati. Ha iniziato a darmi una mano, fuori orario, e ne ho scoperto la rara abilità a trattare sia con i malati sia con i medici, a capire quale sia l’ospedale giusto, a dedicarsi con grandissima passione. Recentemente ha aperto anche la sua casa, dando ospitalità a malati che non hanno punti di riferimento a Dhaka e sono in attesa di ricovero o sono stati appena dimessi, attendono "esami clinici" e controlli, sono "denutriti"... Ora la chiama "Ashram", ed è spesso piena. Come non appoggiarlo?

... e cose antiche!

Lebubari

Fra le iniziative più stagionate, l’"Ostello" di Lebubari ci ha dato non pochi grattacapi. Problemi famigliari di Thomas e Noyon, la coppia che lo gestisce, culminati con un "rapimento" (?) di una delle figlie; disagio dei ragazzi più grandi, in piena adolescenza, e intervento degli anziani del villaggio che ne hanno fatto mandar via qualcuno; difficoltà a far quadrare i "bilanci" e ad intenderci sui criteri di spesa e di lavoro. Abbiamo rischiato la rottura, ma a fine Ottobre siamo risusciti a ricucire. La "Parrocchia" manderà un maestro competente e maturo di età, che da Gennaio abiterà all’"Ostello", con la responsabilità educativa e contabile. Scampato pericolo, spero... Aggiungo che, grazie al molto lavoro svolto, tutta la zona sta diventando molto bella per alberi, fiori, e vegetali che crescono floridi, e per gli allevamenti di gamberi e pesci.

La ragazza rapita? Liberata dopo un mese, e dopo un altro ha sposato il "rapitore"... Poi s’è sposata la sorella minore. Ora le quattro figlie sono "accasate", mamma e papà respirano di sollievo, anche se con nostalgia...

I "Marma"

L’"Ostello" di Tong Khyang Para invece ha trascorso un anno di progressi. In Agosto, con i due amici Franco e Beppe ho gustato il programma di "accoglienza": ragazze e ragazzi sono più spigliati, cantano e danzano bene, sembrano molto sereni e impegnati. Mong Yeo, fondatore e direttore, procede con tenacia e convinzione, appassionato dei ragazzi e del futuro del suo popolo. Ha ottenuto un aiuto per costruire una "scuoletta" di tre stanze, in muratura; ha trasportato la precedente struttura di "bambù" e lamiere per farne una "sala da pranzo"; ha realizzato un acquedotto "formato famiglia", e trasferito in città, vicini alla scuola, i 7 studenti delle classi superiori. Il tutto, seguendo uno per uno i 78 ragazzi e ragazze! Il laghetto per i pesci permette dieta migliore e qualche guadagno. Una vecchia auto comprata e riparata viene data a noleggio Un allevamento di anatre ci ha deluso: si sono ammalate. Mong Yeo esitava, ma il vicino villaggio ha rotto gli indugi e, lasciando i prudenti a bocca asciutta, le ha mangiate tutte con gusto, senza i temuti "mali di pancia"...

Il prossimo obiettivo è di aprire una "carto-libreria" con uso di "computer", nello stabile in cui abitano i ragazzi grandi. Il negozio contribuirà a coprire le spese dell’"Ostello" – che sono tante, visto il numero delle "bocche", la necessità di pagare i maestri, e le spese per cure mediche, "malaria" in testa.

"Poorest Women"

Dino continua con le ragazze in difficoltà, quasi tutte con bambini piccoli, nello "slum" "Notun Bazar". Cuciono, ricamano, mentre Giovanna Danieletto cerca di aiutarlo ad acquisire una mentalità più "professionale" e meno "assistenzialista", e mentre in Italia la "vulcanica" Paola Mazzoleni, con amiche, vende. L’obiettivo (o il sogno) non è sopravvivere soltanto, ma uscire dalla miseria. Alcuni studenti fanno scuola, alle "ricamatrici", puntando al "diploma elementare", e alle bimbe più piccole (una cinquantina), a cui regaliamo 10 chili di riso ogni mese perché i genitori non le mandino a "mendicare" o rubare e le lascino frequentare.

Altri giovani che aiuto a studiare sono impegnati in altre attività di "volontariato".

La vita in "Seminario" continua. Insegno, studio, prego, ascolto... mi trovo bene! Il "programma formativo" "Samuel" per giovani piace. Ho casa e lavoro qui fino alla fine del prossimo anno, poi vedremo.

Di tutto cuore, un "Buon Natale" e Feste connesse!

P. FRANCO CAGNASSO

"PIME House"
92, Asad Avenue
Mohammadpur 1207
Dhaka – Bangladesh

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"Schegge di Bengala" ("Blog" di P. Franco Cagnasso):
http://cagnasso.missionline.org/.