MISSIONE SPERANZA

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DHAKA, DICEMBRE 2017: AUGURI DA P. FRANCO!

"MISSIONE BANGLADESH"

A "servizio" di chi "soffre"!

A Rajshahi, in Bangladesh, il "Sick Assistance Centre" è un luogo in cui,
"sofferenza" e "servizio",
si fondono nella "Fraternità" e nella "Preghiera".
Ci scrive Padre Franco Cagnasso, nuovo "Supervisore" del "Centro",
dopo Padre Francesco Rapacioli.

P. FRANCO CAGNASSO, Missionario del Pime in Bangladesh!

P. Franco Cagnasso (con P. Piero Parolari)
("Missionari del Pime", Maggio-Giugno 2012)

Cari amici, ieri ero appena andato a riposare, e stavo pensando a che cosa vi avrei scritto, quando mi ha telefonato Linkhu! È un giovane molto solo, che aiuto a completare gli studi, anche se non si può certo dire che sia brillante. Ultimamente mi aveva chiamato più volte, sempre ansioso e pessimista. Questa volta, mi ha sorpreso! Sereno, quasi scherzoso, mi ha detto senza esitazione: "Sono contento!".
Linkhu non ha fratelli né sorelle, la mamma è morta, il papà vive solo, lavorando a giornata e cercando di mandare qualcosa al figlio che studia a Dhaka. Ultimamente, però, si è indebolito tantissimo e gli hanno diagnosticato la "tubercolosi polmonare". Linkhu non me lo ha detto subito, perché le medicine vengono offerte gratuitamente da un "Centro" del Governo, nella zona dove abita il papà, e non voleva disturbarmi; ma la sua ansia cresceva continuamente, e io non riuscivo a capirne il perché. Poi non ce l’ha fatta più, e mi ha spiegato che il papà riceve le medicine, certamente, ma non potendo lavorare né cucinare, vive di quello che gli danno i vicini del Villaggio: a volte un buon pasto, a volte qualche avanzo, spesso niente del tutto. "È sempre più solo e scoraggiato!", mi aveva confidato piangendo.
Per farla breve, pochi giorni fa Linkhu ha accompagnato il papà al "Sick Assistance Centre" di Dingaduba, dove Suor Berchmans e gli altri lo hanno accolto, come sempre, con tanto calore e premura. Dovrà rimanervi almeno tre mesi, ma penso che farà più fatica a partire di quanta ne faccia ora a restare... E il figlio, come ho detto, riesce persino a dirmi: "Sono contento!".
È solo una piccola storia fra tante, ma ve la racconto perché è successa in questi giorni, ed è la prima – da quando ho l’incarico di "Supervisore" del "Centro" – in cui sono coinvolto direttamente. Padre Francesco Rapacioli, che lo ha diretto prima di me con molta passione e competenza, è stato trasferito per un servizio in Italia. L’incarico è passato a me, che ho accettato volentieri! In un certo senso, si tratta quasi di un ritorno, perché io ero a Rajshahi, nella Missione di Mathurapur, quando il "Sick Assistance Centre" muoveva i primi passi. Non c’era ancora la sezione a parte per gli ammalati di "tubercolosi", la struttura era piccola e semplicissima.
Ogni tanto portavo ammalati, affidandoli a Suor Silvia Gallina e a Suor Maria Grazia Bassani, e chiacchieravo a lungo con loro su come meglio aiutare i più poveri e privi di aiuto. La passione di Suor Silvia ha incontrato la sensibilità di Padre Zanchi, il senso pratico di Padre Cescato, poi la Spiritualità di Padre Ponzinibbi e la competenza di Padre Parolari... Una miscela benefica, che ha permesso di superare mille ostacoli, e soprattutto di dare al "Centro" una impronta che io – osservatore esterno – sentivo giusta e importante: non un "Centro" per curare la malattia, ma per i malati! Un "Centro" dove possa emergere l’umanità di chi soffre, e quella di chi ne è a servizio, e dove sofferenza e servizio trovino una sintesi nella Fraternità e nella Preghiera.
Ho, dunque, ritrovato una realtà che avevo visto nascere, e su cui avevo sperato molto. Ora, che è ben più grande e organizzata, lo spirito rimane quello, e spero che rimarrà tale anche in futuro!
Il servizio ha saputo evolversi seguendo le necessità! Ad esempio, con mia sorpresa (dovuta alla mia ignoranza in campo Medico!), ho scoperto che la maggior parte degli ammalati soffre di "tubercolosi" che ha colpito non i polmoni, ma altri organi: intestino, ghiandole, cervello... e che sono parecchi i casi resistenti alle cure ordinarie, o le recidive. Sono questi i malati cui occorre più sostegno, attenzione nel seguire la cura, tempo!
Rispetto a venticinque o trenta anni fa, sono migliorate enormemente le possibilità di effettuare esami clinici e di avere medicine efficaci, ma sono aumentati enormemente i costi. Il "Centro" usufruisce più che può dei servizi forniti dal Governo gratuitamente o a costi ridotti, ma non bastano, e le spese complessive salgono vertiginosamente. Mi spiace parlare di questo aspetto economico, ma, mentre vi confermo che ho accettato di sostituire Padre Francesco molto volentieri, perché credo nella bontà di questo servizio, non vi nascondo che sono preoccupato di come si potrà continuare a trovare le risorse necessarie. Prima di partire, Padre Francesco ha presentato la situazione al personale, raccomandando di impegnarsi e pregare perché si possa andare avanti.
Siamo circondati da simpatia e impegno, e io affido al Signore questa preoccupazione; ma ho pensato che fosse anche giusto condividerla anche con voi!

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"Schegge di Bengala" ("Blog" di P. Franco Cagnasso):
http://cagnasso.missionline.org/.

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