"MISSIONE AFRICA"

MISSIONE AMICIZIA     In Guinea-Bissau... si può!     MDI - GUINEA BISSAU

La "visita" dell’"Ufficio Aiuto Missioni" in Guinea-Bissau, lo scorso Gennaio,
più che un "viaggio" si è rivelata un "percorso"...
Tra le "difficoltà" di un "Paese", che ha tanta voglia di "cambiare"!

P. Davide Sciocco, Missionario e Direttore di Radio Sol Mansi! Monica Guglielmi, dell'Ufficio Aiuto Missioni del Pime, tra gli amici Africani, nella visita in Guinea Bissau... Bimbi attenti alla lezione, in una scuola di villaggio Guinense!

Monica Guglielmi, "Uam"
("Missionari del Pime", Aprile-Maggio 2011)

La visita in Guinea-Bissau era ormai prevista da tempo. Rimaneva uno dei pochi Paesi in cui, come "Ufficio Aiuto Missioni", lavoriamo da tempo e con parecchi Progetti sia di Sostegno a Distanza sia di Sviluppo, ma che da alcuni anni non era stato più visitato. Finalmente è arrivato il momento.
E così, in un Gennaio così freddo come non capitava da anni, ci siamo imbarcati verso il Continente del caldo e del Sole... Ed ecco la prima sorpresa: niente caldo! In effetti il mese di Gennaio in Guinea-Bissau è il mese "più invernale" dell’anno, anzi un "inverno rigido", come qualche Padre Missionario ci diceva, e per rigido si intendeva 16/18 Gradi. A voi le dovute considerazioni: come minimo possiamo dirci che tutto è relativo!
Aspetti climatici a parte, la visita in Guinea-Bissau più che un viaggio si è rivelata un percorso. L’impatto, infatti, è stato piuttosto faticoso: niente luce, nemmeno in Capitale, se non grazie a generatori e pannelli solari (usati con la dovuta attenzione e parsimonia), acqua solo fredda sempre, strade spesso difficili. Insomma, al primo contatto tutto sembra più complicato del previsto o del già visto, senza considerare che la Guinea-Bissau comunque resta un Paese non solo segnato da una Guerra Civile, quella del 1999, e da diverse traversie Politiche e Sociali, ma ora anche ferito dal
"Narco-Traffico" che lo utilizza come stazione di transito per l’invio di droga nel Vecchio Continente, l’Europa.
Come si diceva, davvero al primo sguardo la situazione sembra più complicata dell’atteso. Abbiamo comunque iniziato a effettuare le nostre visite nelle varie Missioni del
"Pime" da Nord a Sud, da Est ad Ovest, e anche nelle Isole Bijagos: Progetti di Sostegno ed Educativi per i bambini delle Scuole, Progetti di Sviluppo, Sanitari, Agricoli, di Formazione ed abbiamo scoperto un Paese "in divenire". Le Scuole stentano a funzionare perché il Governo non paga gli insegnanti se non con fortissimi ritardi? La gente si associa e si tassa per integrare lo stipendio Governativo e far sì che i bambini possano avere le lezioni. Qualcuno resta indietro? Certo, ma il desiderio di avere la Scuola del Villaggio c’è! Bisogna camminare insieme? Certo, si può!
Allo stesso modo, anche riguardo all’attuazione dei diversi Progetti che abbiamo visitato fin nelle zone più difficili, vi sono molte difficoltà. Ma la sensazione è che la gente ne sia consapevole e abbia voglia di cambiamento, di progressione lì nella propria terra, nel proprio Paese.
Parlare con
Monsignor Camnate, Vescovo di Bissau, e percepire una prospettiva per i giovani grazie al Progetto dell’"Università Cattolica dell’Africa Occidentale" anche in Guinea; passare una giornata al Centro "Fiera delle Possibilità" di Nabijon insieme a Silvia ed Enrico, Volontari Laici del "Pime" ("Alp"), e scoprire che i Corsi di Formazione, "Associativismo", Agricoltura Integrata che portano avanti non solo sono molto richiesti dalla gente, ma danno i loro frutti; visitare le Scuole del "Progetto Bilingue" delle Isole Bijagos e trovarle organizzate, funzionanti con i libri per ogni studente; riuscire ad ascoltare "Radio Sol Mansi" ovunque e scoprire che i Programmi sono così seguiti che chi li trasmette è riconosciuto dalla voce; passare qualche giorno insieme agli "ultimi arrivati", i Padri più giovani, e vedere come già i bambini e i giovani hanno creato un legame con loro; visitare la Diocesi di Bafatà, trovando tanto lavoro e tanto fermento, da dare prospettiva anche alla Parrocchia più isolata; arrivare al confine con il Senegal, in una delle Missioni del "Pime", e incontrare la gente dei Villaggi che si stupisce di voi che siete "amici" e "presenti", pur senza averli mai incontrati, e scorgere nel loro stupore la voglia di ricambiare alzando lo sguardo verso il futuro. Beh, tutto questo ci ha permesso di tornare a casa con una speranza nel cuore: tornare un giorno tra la gente della Guinea e ritrovare questa terra diversa, cresciuta!