PRECEDENTE     UN CARO RICORDO…     MISSIONE BANGLADESH

P. GIOVANNI ABBIATI (1948-2009)

Missionario "Saveriano",
morto in Bangladesh per "incidente stradale" il 5 Ottobre scorso.
Aveva 61 anni, essendo nato a Chiuro (Sondrio) il 30 Aprile 1948.
In Bangladesh dal 1975,
le "cooperative di artigianato" da lui fondate danno lavoro a migliaia di donne.

P. GIOVANNI ABBIATI (1948-2009), Missionario Saveriano in Bangladesh! P. Giovanni, con alcuni piccoli amici della missione... P. Giovanni, con Mons. Diego Coletti, P. Quirico Marinelli, ed altri partecipanti agli Esercizi Spirituali in Dinajpur!

L'ultimo saluto a P. Giovanni Abbiati

La "salma" di P. Giovanni Abbiati, proveniente da Dhaka, è arrivata alla "Casa Regionale" di Khulna alle 5.30 del mattino di Martedì 6 Ottobre 2009. Ad accoglierla c'eravamo alcuni "Saveriani" e tutti i nostri "collaboratori domestici". Allestita la "camera ardente" nella "Cappella" della casa, ci siamo fermati un po' a guardare smarriti, a riflettere e pregare. C'è sembrato per un momento che il corpo senza vita di P. Giovanni portasse con se anche la fine di tutti i suoi sogni, dei suoi "progetti" e delle sue lotte per la vita e la dignità di tante persone povere del Bangladesh. Ma... No! La fede ha preso il sopravvento, perché il "Vivente" che dà la vita era ancora una volta lì, davanti a noi con i segni tangibili di tutta la vicenda terrena di P. Giovanni. Ma non c'è stato troppo tempo per pensare, perché quasi subito è iniziato il "pellegrinaggio" di tanta gente che si è interrotto solo la sera, alle 19.30, quando la bara di P. Giovanni è stata chiusa.
Sia a Boyra, nella "Casa Regionale", che nella "Chiesa Parrocchiale" di Muzgunni, dove la "salma" è stata trasportata verso le 11.00 in attesa del "funerale", sono venuti in tanti – direi tutti – a dare l'ultimo saluto a quest'uomo che nella sua vita non aveva mai voluto e aveva sempre evitato non solo qualsiasi tipo di "trionfalismo", ma anche il minimo complimento. "Cristiani", "Indù" e tanti "Musulmani"; uomini, donne, giovani e bambini; tante facce anche sconosciute, tutti venuti come a pagare un "debito"… 

* Donne con le lacrime agli occhi e il singhiozzo alla gola venute a dire grazie a colui che le aveva fatte sentire qualcuno nella famiglia e nella società, attraverso il lavoro d'artigianato della "juta".

* Studenti pronti per andare a scuola, con i libri in mano, consapevoli che senza il lavoro delle mamme non avrebbero forse mai potuto affrontare le spese degli studi.

* I "bambini di strada" a cui P. Giovanni aveva dedicato quest'ultimo anno della sua vita.

* Tutti quelli che nella città di Khulna, attraverso l'iniziativa dell'"Housing Project", avevano potuto comprarsi un pezzo di terra e costruirsi una casa in cui vivere dignitosamente.

* I più stretti collaboratori del P. Giovanni nei diversi "progetti di sviluppo" erano lì, pieni di sgomento e di paura, ma non disperati. Si rendevano conto che il momento tanto voluto da P. Giovanni, e che loro avrebbero tanto volentieri "procrastinato", di camminare con le proprie gambe, era arrivato.

* A fare da sottofondo a tutto questo "viavai" di gente c'erano i canti e la preghiera del "Rosario", guidati dalle Suore e dai gruppi delle "donne cristiane".

* Anche diverse "Organizzazioni Non Governative", con le quali P. Giovanni aveva collaborato in "progetti di sviluppo", erano presenti con corone di fiori.

* L'"Ambasciatore" d'Italia, la Signora Itala Occhi, non ha voluto mancare in questa occasione. La sua presenza, oltre ad essere un riconoscimento per l'opera di P. Giovanni e di tutti i Missionari, è stata anche di conforto e d'incoraggiamento a tutti ad accoglierne l'eredità.

* Il "Clero Diocesano" era presente, insieme con il Vescovo. Forse avranno ricordato il rapporto delicato e rispettoso che P. Giovanni aveva sempre avuto con tutti loro, ed anche il suo esempio come "Pastore" prima e come "collaboratore" dopo.

* Noi "Saveriani" siamo arrivati alla spicciolata dalle diverse "missioni". Per noi Giovanni era un Missionario ed un "Confratello" tutto d'un pezzo. E anche se non tutto di Giovanni era condiviso da tutti, la sua perdita certamente lascerà nella nostra "comunità" un vuoto umanamente incolmabile.

* I fratelli e le sorelle di P. Giovanni, pur non potendo essere "fisicamente" presenti, lo sono stati tuttavia "spiritualmente", con messaggi, telefonate e soprattutto nella preghiera.

Durante l'"Eucarestia", presieduta dal Vescovo, in "Chiesa" non c'era più posto e moltissimi erano fuori. La "Parola di Dio" ha risuonato nei nostri cuori in tutta la sua verità e concretezza...
- La vita e la morte di P. Giovanni ridiventavano segno e memoria del Cristo, che dona la sua vita per tutti, chiamando i discepoli a fare lo stesso ("1Gv 3,14.16-20").
- La presenza significativa di tanta gente ci ricordava la promessa che Gesù aveva fatto ai suoi: "In verità vi dico, che non c'è nessuno che abbia lasciato case o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi a causa mia e a causa del Vangelo, che non riceva già al presente cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi – insieme a persecuzioni – e nel futuro la vita eterna" ("Mc 10, 23.28-31").
La "comunione" al "Corpo di Cristo" è stata come il "viatico" non solo per fare l'ultimo viaggio insieme a P. Giovanni, ma anche per trovare la forza di continuare e completare quello che lui non ha potuto finire. Dopo la "Santa Messa" c'è stato ancora un "gesto" singolare: la gente ha praticamente "requisito" la bara e non ha permesso che fosse messa sul "pulmino" per il trasporto. L'hanno voluta portare a spalla camminando per mezz'ora dalla "Chiesa Parrocchiale" al piccolo "Cimitero" della "Casa Religiosa" di Boyra.

Ora P. Giovanni riposa là insieme ad altri cinque "Confratelli", di fronte a P. Ampelio Gasparotto. Questa volta non sarà più Giovanni a portare il vecchio Ampelio in giro a visitare "Confratelli" e "missioni", ma sarà quest'ultimo che gli farà da guida per vedere il "Paradiso".
Ciao Giovanni e, ora che ti sei finalmente "fermato", prega per noi!

Un "Confratello"...

In ricordo di Padre Abbiati, Missionario del "commercio equo"

("MISNA" - 6 Ottobre 2009)

«Alle donne di questo paese dell'Asia ha dato solo il lavoro, ma anche la coscienza della loro dignità»: i "Missionari Saveriani" ricordano in questo modo Padre Giovanni Abbiati, il loro "Confratello" scomparso in Bangladesh dopo 30 anni di impegno al servizio dei poveri, soprattutto con il "commercio equo e solidale". «Giovanni – dice alla "MISNA" Padre Mimmo Pietanza, "Superiore Regionale" dei "Saveriani" in Bangladesh – è spirato poche ore dopo l'impatto frontale con un "camion": viaggiava in automobile verso Dhaka da Khulna, la "Diocesi" dove si era trasferito dall'Italia nel 1975». Il nome di Padre Abbiati è legato al lavoro con le donne del Bangladesh. Molti anni fa, dopo il crollo del prezzo della "juta asiatica", aveva deciso di organizzare l'esportazione di "manufatti" verso l'Italia e l'Europa a condizioni "eque e solidali". «Raccoglieva i prodotti d'"artigianato" in tutte le zone del paese – ricorda Padre Pietanza – riuscendo a spedire anche 24 "container" l'anno». Padre Abbiati era nato a Chiuro, in Provincia di Sondrio, nel 1948. I "funerali" si terranno oggi in Bangladesh, la terra che lo ha ospitato tanto a lungo. [VG]

Un caro ricordo…

Conosco P. Giovanni dagli anni delle "medie" e del "ginnasio", passati insieme nel "Seminario" di Como. Dopo la "quinta ginnasio", P. Giovanni è entrato nell'Istituto dei "Missionari Saveriani" di Parma; quattro anni dopo, anch'io ho lasciato il "Seminario Diocesano" di Como per entrare nell'Istituto Missionario del "PIME" di Milano. Dopo una decina di anni, ci siamo ritrovati in Bangladesh, lui nella "Diocesi" di Khulna, io in quella di Dinajpur. Ogni tanto ci trovavamo: si parlava volentieri insieme; era sempre entusiasta e contento del suo lavoro, specialmente delle "cooperative di artigianato" delle donne, che gli davano tante soddisfazioni, insieme a tanti problemi. Lo scorso Febbraio era venuto in Bangladesh il Vescovo di Como, Mons. Diego Coletti, a predicare gli "Esercizi Spirituali" ai Missionari italiani, e P. Giovanni era venuto qui da noi a Dinajpur per partecipare agli "Esercizi", e avevamo passato una bella settimana insieme (vedi "foto" a lato). Pur nel dolore per la sua perdita, ringraziamo il Signore per il dono che P. Giovanni è stato per il Bangladesh e per tutti noi. Riposa in pace, caro Giovanni, e prega per noi il Signore, perché abbiamo a continuare il nostro lavoro in Bangladesh con il tuo stesso amore ed entusiasmo!

P. Quirico Martinelli

NOTA : Sono quattro i Missionari italiani morti per "incidenti stradali" in Bangladesh negli ultimi dieci anni: nel 1998 P. Marco Mattiazzi, "Saveriano", di 30 anni; nel 1999 P. Sebastiano Tedesco, Saveriano", di 62 anni; nel 2007 P. Sandro Giacomelli, del "PIME", di 68 anni, di cui ricorre il secondo "anniversario" della morte proprio Domenica prossima, 18 Ottobre, "Giornata Missionaria Mondiale"; ed ora P. Giovanni Abbiati, "Saveriano", di 61 anni. Preghiamo il Signore perché mandi "operai" nella sua "messe", e li protegga anche...