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DA BELDANGA: UN AIUTO PER LA NUOVA CAPPELLA!

"RIFUGIATI... EMIGRATI... UN POPOLO CHE CAMMINA!"

Foto di gruppo per i giovani del Bangladesh, alla Missione di Dhanjuri...

Dinajpur, 23 Settembre 2015

Guardando quello, che sta avvenendo, oggi, in Europa, e Medio Oriente, si sono affacciati tanti ricordi, della mia vita! Mi sono detto, se ho fatto qualche esperienza, come quella, oggi vissuta, da migliaia di persone... Sono venuti alla mente alcuni fatti, su cui desidero riflettere con voi, carissimi amici!

Avevo otto anni, quando arrivammo a Gaeta, dalla Sardegna... Spostamento, dovuto al lavoro di mio padre! Ero un emigrato? Ma, come rifugiato, vissi, quando, l’8 Settembre 1943, ci furono date ventiquattr’ore, per sgombrare da casa, lasciare Gaeta, e partire verso Roma! Carichi di borse pesanti, e spingendo la carrozzella, carica delle poche cose, raccolte all’ultimo momento, in linea con tanti altri, in cammino, a piedi, verso Itri, per, poi, proseguire per Roma... Arrivati alla contrada dei venticinque ponti, calata la sera, decidemmo di prendere riparo ad uno dei casolari, che sorgevano, nella vallata! Mio padre, e noi ragazzi, ci demmo da fare, per sistemare la paglia, in una stanza, per mia madre, e le mie sorelle: poi, per noi... Trascorsi la notte, a guardare il cielo stellato, ed ascoltare rumori, grida, ed un vociare continuo, tenendo acceso il fuoco, sotto la brace! Quello, che doveva essere un periodo breve, divenne lungo un anno, sulla linea militare che, da Minturno, andava sino a Cassino, per fermare gli Alleati... Rifugiati, a causa della Guerra! Paura, fame, malattie, ci furono compagne, in quei mesi, e sono vive, ancora oggi, nella mente dei ricordi, unite al rombo assordante dei cannoni, e delle bombe aeree... Come rifugiati, non si è accolti, ma sfruttati! Il cibo era scambiato, con oro, o argento!

Terminata la Guerra, durante gli anni della ricostruzione, feci l’esperienza del conflitto politico, e non essere accettato nello schierarsi, per un partito! In scuola, ma specie nel rione, dove vivevamo, avveniva il conflitto di gruppi... Riuscii a superarlo, con l’aiuto di persone, che mi accolsero, ed aiutarono ad uscire dal ghetto, e scoprire luoghi, e realtà, nuove! Imparai a fare chilometri in bici, poi, in moto, ed in macchina, aiutato anche dal tipo di lavoro, che svolgevo: progettare nuove strade, studiare la viabilità di zone! L’accoglienza è la forza, che aiuta a superare i traumi del distacco, di luoghi, e persone, che hai amato... Napoli, e Milano, il Nord, ed il Sud Italia, contrapposti, li ho vissuti, sia sul lavoro, che nelle esperienze di Chiesa!

Nel 1969, giunsi in "Pakistan Orientale" (oggi, Bangladesh), Missionario del "Pime"! Mi sono trovato a vivere come rifugiato, o a condividere il dramma di dieci milioni di persone, che scappavano in India, a causa di una Guerra, non dichiarata e, poi, dichiarata, con la morte di un milione di persone... Mi trovai a Dhanjuri, nel Marzo 1971, responsabile del Lebbrosario, distante sei chilometri dal confine con l’India! Nel retroterra, villaggi venivano attaccati, e bruciati, e la gente scappava, verso dove sperava di poter trovare un rifugio, e pace... Vissi l’esperienza di avere, ogni sera, centinaia di persone, in cammino, verso l’India, che sostavano in Missione, in attesa della notte! Si fermavano da noi, per un pasto caldo, e perché si sentivano accolti, ed aiutati, a superare il confine, senza essere angariati, e depredati, del poco che avevano... In due mesi, andò via tutto il riso del Lebbrosario, che avevamo in magazzino, per sei mesi! "Prezzo, della solidarietà?", mi domandava Suor Annunziata... Da questa Guerra, nacque il Bangladesh!

Il cammino, di chi lascia la casa, o il villaggio, per conflitto, o per paura, è difficile... Ci sono i "ladroni" di strada, che ti portano via quanto hai, di valore! Ci sono quelli, che si fanno pagare, per aiutarti a scappare! Il tuo cammino viene reso difficile, dall’imbroglio: da chi promette, e non mantiene; da chi ti abbandona, o ti sfrutta... L’accoglienza ha il prezzo della solidarietà, che non ha solo un aspetto economico! Sono convinto, che oggi nasce, da questo Popolo che cammina, una nuova Europa, nuove relazioni, tra i paesi di Asia, ed Africa, e nasce un nuovo modo, di essere Chiesa!

Oggi, sono un anziano, con ben ottantacinque anni, da portare! Ci sono persone, capaci di accogliermi, e farsi solidali, col fatto che non riesco a correre... Alcuni bambini, quando li incontro, mi si avvicinano, per aiutarmi! Offrono la loro spalla, perché mi possa appoggiare, e camminare con loro, parlando, o ascoltando le loro domande! Penso agli anziani, lasciati soli: a quelli malati, che è difficile accogliere; a quelli, che vivono nella paura, di non essere capiti... Allora, si vive da rifugiato, o rifiutato!

Amici carissimi, scusatemi, ma il dire quello, che ci sta a cuore, ci aiuta a scoprire, quante cose belle, ci sono, nella nostra vita! Chiudo, con una pagina di Sant’Agostino, di chi canta, camminando...

Pace, Gioia, e Bene, a tutti, dal vostro "anziano"!

P. Adolfo L’Imperio

"Canta come sogliono fare i viandanti, ma cammina, senza indugiarti oziosamente, confortando, con il canto, il tuo pellegrinare! Canta, e cammina, senza smarrirti! Cammina, cantando...  Avvolto di fede, e di speranza, verso la vita, in direzione di quella beatitudine eterna, senza contrasti, ove brilla l’Amore per sempre! Canta, e cammina, accordando il passo, con la meta... Non affrettarti troppo, per non stancarti, ma non lasciarti nemmeno raggiungere, da mesti ricordi di cose passate! Non devi voltarti indietro, per valutare il punto di partenza, ma puntare in avanti, senza tanta nostalgia, per quello che hai lasciato, né rimorsi, per il cammino che avresti dovuto fare... Ai "crocicchi", puoi anche sostare un poco, ma solo per interpretare meglio la "segnaletica" del tuo destino; e, presa una decisione, devi continuare a camminare, cantando! Mentre vai, dissetati alla fonte pura dell’Amore, e delle Verità... Rallegrati di tutto ciò che vedi, ai margini della strada, approfittando di ogni buona occasione! Consola chi cade: abbraccia chi soffre! E prosegui cantando, e guardando molto lontano: la tua meta, è là, al termine del cammino!" (Sant’Agostino).

"Maria, Vergine Santa, e Immacolata, aiutaci a rimanere in ascolto attento, della voce del Signore: il grido dei poveri non ci lasci mai indifferenti; la sofferenza dei malati, e di chi è nel bisogno, non ci trovi distratti; la solitudine degli anziani, e la fragilità dei bambini, ci commuovano; ogni vita umana sia, da tutti noi, sempre amata, e venerata... Fa’ che non smarriamo il significato del nostro cammino terreno: la luce gentile della fede illumini i nostri giorni, la forza consolante della speranza orienti i nostri passi, il calore contagioso dell’amore animi il nostro cuore, gli occhi di noi tutti rimangano ben fissi là, in Dio, dove è la vera gioia!" (Papa Francesco).

Da Dinajpur, Lettera di P. Manuel (Luglio 2015)

"Stupore" (Luglio 2015)

Ferragosto, Lettera di P. Manuel (Agosto 2015)

Da Dhanjuri, Lettera di P. Manuel (Agosto 2015)