DAL CAMERUN...

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Dalla "missione" di Moutourwa, Padre Xavier Ambati ricorda il suo arrivo in Africa,
e ci parla dei "Progetti" già realizzati e di quelli ancora da realizzare.

P. SAVERIO AMBATI, Missionario del Pime in Camerun!

Isabella Mastroleo
("Missionari del Pime", Settembre 2010)

«Sono nato e cresciuto in India, nello Stato dell’Andhra Pradesh e il colore della mia pelle non è certamente chiaro, ma per la gente Africana sono comunque un "bianco". Per loro, a fare la distinzione sono i miei capelli che, pur essendo neri, non sono ricci come quelli degli Africani!». Padre Xavier Ambati, Missionario del "Pime" a Moutourwa, nell’estremo Nord del Camerun, sorride mentre ricorda il suo arrivo in Africa e il suo primo contatto con una realtà e un Paese ben diversi dai suoi.
«Moutourwa è stata la mia prima destinazione in missione, appena ordinato. Vi sono arrivato nel 2005, come Vicario del Parroco,
Padre Antonio Michielan. Quando poi, Padre Antonio, nel 2008, è stato richiamato in Italia per svolgere un incarico di Animazione Missionaria, ho preso il suo posto e, da allora, porto avanti i lavori e i Progetti che lui aveva già avviato. L’impatto, lo confesso, non è stato facile. Ho fatto fatica ad abituarmi al clima e al cibo, è stato duro per il mio fisico! Ma a parte il periodo di adattamento, non ho avuto difficoltà a instaurare un bel rapporto con la gente, che mi ha accolto bene».
La Parrocchia di Moutourwa è molto grande, conta circa 45 villaggi, e Padre Xavier è l’unico Sacerdote, coadiuvato da un Fratello Missionario,
Domenico Vicari. Tra meno di un anno, nel Giugno 2011, la Parrocchia sarà affidata alla Diocesi locale, come è consuetudine del "Pime": quando, infatti, la missione è in condizioni di camminare con le proprie gambe, viene consegnata alla Chiesa locale e il "Pime" si ritira per fondare nuove Parrocchie.
«Ci sono dei Sacerdoti locali che possono prendersi cura della Parrocchia di Moutourwa, mentre io sarò inviato in un’altra missione, probabilmente sempre nel Nord del Camerun».
Missione "quasi" compiuta, insomma. In vista di questo passaggio di consegne, Padre Xavier ha portato avanti alcuni Progetti a lui molto cari. Uno di questi, la realizzazione di una Biblioteca nella missione, è già stato concluso grazie alla pronta generosità di alcuni benefattori.
«Credo che realizzare una Biblioteca a Moutourwa sia stato veramente molto importante per il futuro della popolazione locale. Spesso, infatti, i bambini, per problemi economici, non possono continuare gli studi oltre le Elementari. I libri, in particolare, costano molto perché devono arrivare da Parigi. E se i giovani non hanno testi su cui studiare e prepararsi, un domani non potranno affrontare i concorsi per trovare un lavoro adeguato alla loro formazione. È per questo che una Biblioteca come quella che abbiamo realizzato a Moutourwa, grazie al contributo dei sostenitori Italiani, è uno strumento importantissimo. Qui finalmente i ragazzi possono consultare e prendere in prestito gratuitamente testi di formazione per le Scuole Superiori e l’Università».
Gli altri Progetti che Padre Xavier segue con particolare interesse riguardano i rifacimenti di alcune aule scolastiche nei villaggi più o meno distanti dal centro della missione. «Spesso capita che i ragazzi, anche quelli più piccoli, siano costretti a studiare al riparo di un albero, perché l’aula è crollata o è stata scoperchiata da un vento fortissimo. E mancano le risorse per ricostruirla. Ecco, mi piacerebbe, prima di andare via da Moutourwa, pensare che tanti bambini hanno finalmente la possibilità di studiare in un ambiente più comodo e sicuro».
La mitezza e la modestia sono due aspetti del carattere di Padre Xavier che emergono subito quando si parla con lui. È solo su nostra esplicita richiesta che accetta di raccontare la storia di Amadou, un ragazzo che, grazie a lui, ha evitato di vedersi amputare una gamba solo perché non aveva la possibilità di essere curato in un Centro più specializzato. Questa, in breve, la storia: Amadou André frequenta il Seminario, ma un giorno scopre di avere un tumore alla gamba. Nell’Ospedale locale, dove si reca per i primi controlli, non ci sono gli strumenti necessari per indagare se il tumore è benigno o maligno, e l’unica soluzione che gli prospettano, per evitare il peggio, è quella di amputare l’arto. Nella Capitale Yaoundé, invece, potrebbero fare analisi più approfondite, ma tra viaggio, visite e intervento, la spesa a carico del ragazzo ammonta a una cifra equivalente a tremila Euro. Tutti quei soldi Amadou non li ha e così, oltre alla prospettiva di perdere una gamba, vede sfumare anche il suo sogno di continuare a frequentare il Seminario e diventare Sacerdote. Padre Xavier non ci sta. E, senza esitare, finanzia personalmente il viaggio e l’intervento di Amadou. Qualcuno gli fa notare che potrebbero essere soldi sprecati, nel caso in cui venisse confermata la diagnosi di tumore maligno. «Non importa – ribatte il Missionario – . Perché lasciare qualcosa di intentato? E se invece il tumore è benigno? Il ragazzo avrebbe perso la gamba inutilmente!».
Grazie al Cielo, il tumore è proprio benigno. A Yaoundé l’intervento di asportazione riesce benissimo e ora Amadou sta recuperando velocemente. Sognando ancora di rientrare in Seminario!