IL "PIME" IN AFRICA...

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Un nuovo "Paese Africano" per il "Pime".
Dal Ciad,
Padre Luca racconta gli "impegni" della sua "Missione",
tra "difficoltà" e grande "entusiasmo".

P. LUCA DAL BO, Missionario del Pime in Camerun ed in Ciad!

P. LUCA DAL BO
("Missionari del Pime", Gennaio 2011)

Da circa un anno, il "Pime" è anche in Ciad... La "Regione Camerun" ha preso la decisione "profetica" e "coraggiosa" di aprire una nuova Missione in questo Paese Africano, dopo lunghe consultazioni, riflessioni e scambi di parere non sempre favorevoli, ma con fiducia e trasparenza!
Nello spirito dell’Istituto, che sostiene la collaborazione con e per le Chiese Locali, e facendo memoria storica di un servizio in comune con le Diocesi Italiane che inviano "Sacerdoti per l’aiuto delle Chiese in difficoltà", la "Regione Camerun" del "Pime" ha iniziato un "gemellaggio" con la Diocesi di Treviso, per sottolineare maggiormente che la Missione è affare di tutti. Non esiste, infatti, una Missione "Pime" o di "Fidei Donum" prima di quella della Chiesa Universale, per la divulgazione del Vangelo.
Così, da un anno circa, nella zona Pastorale di
Fianga (che comprende quattro Parrocchie), dove i "Fidei Donum" di Treviso lavorano già da qualche decennio, è arrivato un Padre del "Pime" che ha dato inizio alla nuova collaborazione. Il Padre in questione è proprio il sottoscritto, Padre Luca Dal Bo, in attesa di un secondo Missionario del "Pime", Padre Marco Frattini, che sta terminando gli Studi in "Teologia Biblica" a Gerusalemme.
La nuova Missione non è un terreno facile, ma nonostante le difficoltà la presenza del "Pime" e dei "Fidei Donum" di Treviso continua con entusiasmo. Il "gemellaggio" sembra "funzioni" bene, nella più totale accoglienza, condivisione e collaborazione. Mentre i Preti "Fidei Donum" si occupano prevalentemente delle attività ordinarie della Parrocchia, il mio impegno, oltre alla collaborazione nel seguire il Cammino dei Catecumeni, riguarda prevalentemente tutto ciò che è di sensibilità "Pimina". In particolare, i miei ambiti di lavoro nella nuova Missione del Ciad sono: l’amicizia con i Musulmani, per cui sto approfondendo lo Studio della Lingua "Fufuldè", utilizzata solitamente dall’Etnia dei "Fulbè", in maggioranza Musulmani; il dialogo con i Protestanti, che è piuttosto difficile perché non sembrano avere molto interesse a una collaborazione tra Cristiani (quelle Protestanti sono Chiese giovani, e hanno paura che la struttura e l’esperienza della Chiesa Cattolica le "ingoi", per cui le relazioni permangono a un livello esclusivamente verbale: difficilmente si riesce ad organizzare momenti di Preghiera e Riflessione comune); il dialogo con la Chiesa Ortodossa, con cui si va d’accordo e si cerca una collaborazione più concreta. Inoltre, all’interno di un Progetto Parrocchiale non ancora ben strutturato, seguo da vicino la "situazione" del Carcere di Fianga (in cui il problema della corruzione è molto presente, e rende difficile una collaborazione e un aiuto trasparenti ed efficaci), i malati di "Aids" e la Pastorale dei Bambini.
La Diocesi in cui è inserita la zona Pastorale di Fianga è quella di Pala, un’immensa Diocesi con una scarsità di Sacerdoti davvero impressionante, tanto che molte Parrocchie sono senza Prete e la maggior parte dei Villaggi non hanno mai avuto alcun contatto con dei Missionari. Attualmente, nella Diocesi, sono presenti una quarantina di Sacerdoti: Religiosi, "Fidei Donum" e Locali. I Preti Locali sono meno di venti, e ogni anno si assiste all’abbandono del Sacerdozio da parte di almeno di uno di loro; i Religiosi cambiano Sede con una frequenza molto elevata, mentre i "Fidei Donum" sono quelli più stabili, in media per una decina di anni. Purtroppo, la situazione poco stabile del Clero di Pala, rende difficile una buona gestione della Pastorale e una continuazione fruttuosa dell’Evangelizzazione. Questa difficoltà del contesto ha rappresentato uno dei motivi per cui il "Pime" si è impegnato a essere presente in una situazione che è veramente di "Primo Annuncio".
Il lavoro Missionario di "impronta" più Pastorale consiste nell’organizzare i momenti di Formazione Mensile per i Catechisti dei vari Percorsi di Catechesi, Incontri di Formazione Biblica, Sociale, Culturale, Ritiri Spirituali (in Avvento e Quaresima), Incontri di Formazione per Animatori di Giovani e Bambini, per la "Commissione Giustizia e Pace", Incontri di Formazione sui Vangeli della Domenica, Messe e Confessioni. Insomma, di lavoro ce n’è tanto, di entusiasmo anche... Tocca proprio a noi: il Ciad ci aspetta!

Il "richiamo" della "brousse"...

Il Ciad è uno Stato grande quattro volte l’Italia, anche se nella parte Settentrionale è occupato per gran parte dal Deserto del Sahara. È un Paese molto povero, più del vicino Camerun, anche se ricco di petrolio, oro e uranio. Sono proprio queste ricchezze il motivo delle continue Guerre per il potere fomentate da "Ribelli" armati dalla Cina e provenienti dal vicino Sudan, dall’Esercito Libico che combatte nell’estremo "Nord", e dalle pressioni da parte di Francia e Stati Uniti.
In Ciad, come in ogni Stato Africano, sono presenti molte Etnie e Tribù, ciascuna con la sua Lingua e la sua Cultura. Spesso la convivenza tra loro è tranquilla, garantita e voluta dal Governo di
N’Djamena (la Capitale), ma altre volte ci sono violenze gratuite, forse nate dal desiderio di non perdere la propria identità e le proprie Tradizioni. È quello che sta succedendo nella zona di Fianga, dove le Tribù dei "Tupurì", dei "Kera" e dei "Massa" hanno cominciato a essere meno ospitali del solito. Infatti, dopo una lunga e pressante pubblicità, diffusa anche in occasione di Feste Popolari, già prima della scorsa Pasqua, i "Tupurì" maschi, tra i 5 ed i 30 anni, sono andati nella "brousse" (termine che si usa per definire una zona" incolta", non "urbanizzata"), per seguire la Formazione che si impartiva fino a 35 anni fa. Una Formazione che consiste nell’imparare a fare i Sacrifici agli Spiriti, a relazionarsi con le donne, con gli Stranieri e con i "Tupurì" che si sono rifiutati di partire. Si può ben comprendere che il tipo di insegnamento impartito non è certo di stampo Cristiano: la donna è un oggetto da usare, soprattutto le ragazze; i Bambini che vengono "iniziati" in tenera età imparano a chiamare la loro Mamma per nome, non certo per rispetto, ma per sottolineare che non hanno più niente a che fare con lei, perché la loro nuova Madre è la "brousse". Gli Stranieri e i "Tupuri" che non sono partiti per l’Iniziazione sono considerati "uomini da mangiare", cioè al pari degli animali. Non è che gli "iniziati" siano "cannibali", ma diventano comunque molto violenti con chiunque non sia uno di loro. Violenze di ogni genere sono state inferte, soprattutto ai Cristiani fedeli al Vangelo e alla Chiesa. 
Come se ciò non bastasse, si è aggiunta, in questo ultimo periodo, un’Epidemia di Colera, che continua a decimare la povera gente!