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MISSIONE BRASILE

Ritorno in Amazzonia!

Riprendendo il "cammino" assieme ai miei "cristiani",
mi sono "reinserito" facilmente nelle "attività" della "Missione",
ed ho potuto constatare che la vita dei "cittadini" continua,
con i "problemi" di sempre...

P. BENITO DI PIETRO, Missionario del Pime in Amazzonia (Brasile)!

P. Benito Di Pietro
("Missionari del Pime", Marzo 2010)

Una delle cause delle difficoltà della gente, è stata la "piena", cioè il volume dell’acqua che il "Rio delle Amazzoni" non riesce a smaltire in poco tempo durante i mesi da Giugno ad Ottobre. Quest’anno il livello è salito più di dieci metri del normale! Come conseguenza le aree più basse sono rimaste allagate, comprese le abitazioni, molto "precarie", perché costruite in legno e foglie di palme, specie quelle a forma di "palafitta". Invase dalle acque, si sono riempite di "rifiuti" provenienti da "latrine", con il rischio di "infezioni intestinali" come "epatiti" o "leptospirosi", causata da topi di fogna. Persino le "passerelle" tra le case sono andate a fondo. Varie famiglie hanno trovato rifugio in case di parenti ed in terre più alte.
La vita di buona parte della gente di città è più "degradata" di chi vive nei villaggi, dove, seppur vivendo in condizioni "primitive", c’è spazio fisico, acqua "pura", prodotti "commestibili" "naturali" (frutta abbondante nel tempo della raccolta, pesce in branchi durante la "piracema", quando risalgono le acque per deporre le uova...). Logicamente la famiglia deve disporre di braccia forti e deve ricorrere a "medicinali naturali" per mancanza di "assistenza sanitaria".
Ad un nostro fratello colpito dall’"hanseniasi", con moglie e cinque figli dai cinque ai dieci anni, abbiamo potuto offrire un "secondo piano" sulla "palafitta" di circa "quattro per sei" metri di superficie. Un "Confratello Sacerdote" a cui feci presente il caso in Italia ci è venuto incontro per l’acquisto del materiale necessario. La sposa e madre dei bimbi cerca di raggranellare qualche "spicciolo" vendendo per strada "merce popolare", spingendo con non poca fatica il "triciclo", unico mezzo di trasporto di cui dispone. Donna ammirevole, che conduce con impegno ed amore la famiglia, e trova il tempo per portare ed andare a prendere i figli alla scuola.
Rispetto a questo quadro "deprimente", fa però contrasto la "giovialità" della gente, che accetta i "mali" quasi con naturalezza ed esprime l’"ottimismo" con parole "colorite", come "Beco sub-marino" ("Vicolo sotto-marino"), nome dato all’area che racchiude circa cinquanta "palafitte" (e questa volta il "beco" non si smentisce: è andato proprio a fondo, con tutta quella "melma maleodorante"!).
La "donna" in
Amazzonia ormai è diventata "capo-famiglia". Difficilmente si incontra un uomo che si assuma la propria "responsabilità" di sposo e padre. Per un "nonnulla" abbandona la famiglia, od a causa dell’"alcool" e della "droga", od a causa di altre donne. Spesso neanche la "giustizia" riesce a renderlo responsabile od a fargli pagare il mantenimento dei figli. Ormai la donna si definisce "padre" e "madre" dei figli, e vive una vita umile ed umiliante in cerca di lavoro, che per lo più si riduce a prestare "servizio" per famiglie "benestanti". Lotta eroicamente per la sopravvivenza della sua famiglia, inserendo relazioni di "amore" in situazioni ed ambienti dominati dall’"egoismo", dalla "povertà" e dalla "violenza".
Noi "cattolici" ci siamo visti nella necessità di fare qualcosa anche per i bambini più piccoli. Così da anni la "pastorale del bambino" offre alle mamme la possibilità di controllare mensilmente lo "sviluppo fisico" dei figli, tramite il peso, e gli orientamenti necessari per ogni caso. Ormai i piccoli si sono abituati ad infilarsi nella piccola "amaca" appesa alla bilancia, e sorridenti aspettano il risultato per guadagnare poi una "merendina". Ogni ultima Domenica del mese un gruppo di "volontarie", preparate appositamente, offre con gioia questo "servizio". Nella "comunità" di "Santa Chiara" non sono meno di 100 i bimbi che ricevono l’"assistenza". Inoltre diamo un piccolo "contributo" in denaro ad ogni donna che dà alla luce un figlio. E quando si tratta di una ragazza "nubile", le stesse "colleghe" prima del parto organizzano un "chá de bebé" (un "incontro" per prendere un "tè"), per offrire alla futura mamma ciò che servirà per accudire il neonato.  
Con questo quadro "ottimista", che ci fa ben sperare per il futuro della nostra gente, voglio salutare ognuno di voi, ringraziarvi della vostra amicizia, trasmettervi la mia gioia nel vivere la mia vita con i fratelli a cui il Signore mi ha inviato, e sentirmi sempre unito a voi. Un grande abbraccio!