P. PIETRO PAOLO DOSSI

MISSIONE AMICIZIA     Professione "Parroco" a Hong Kong     SEGUENTE

Padre Pietro Paolo Dossi,
dopo alcuni anni dedicati all’"animazione missionaria" in Italia,
è partito per Hong Kong nove anni fa.
Ci racconta le "difficoltà" dei primi tempi e l’impegno di oggi in "Parrocchia".

P. PIETRO PAOLO DOSSI, Missionario del Pime ad Hong Kong!

Testo raccolto da Isabella Mastroleo
("Missionari del Pime", Dicembre 2009)

Appena arrivato a Hong Kong nove anni fa, esattamente il 20 Settembre 2000, masticavo l’"inglese", ma non sapevo una parola di "cinese" e mi ci sono voluti un po’ di anni, tra studio all’"Università" e pratica quotidiana in "Parrocchia", per acquisire una certa dimestichezza! Devo ammettere che, proprio a causa della mia scarsa conoscenza della lingua, all’inizio non sono mancati momenti di imbarazzo. Dal 2002 al 2005, nel periodo in cui ero "coadiutore" nella Parrocchia di "Nostra Signora di Lourdes", ricordo che il "Parroco" insisteva nel volermi portare con sé alle riunioni, perché fossi informato sulle questioni relative alla vita della Parrocchia e prendessi parte alla discussione. Ma durante quegli incontri, il mio cervello, che è un po’ duro, si "spegneva" dopo dieci-quindici minuti, affaticato dallo sforzo di concentrazione massima a cui lo sottoponevo per riuscire a capire quello che si diceva. E invariabilmente, appena "spegnevo" il cervello, cioè distoglievo per un attimo la mia attenzione, gli altri si rivolgevano a me chiedendomi: «E tu che cosa ne pensi della tal cosa…?».
Durante le "Confessioni", poi, capitava che le persone, magari in preda all’emozione, partivano "in quarta" ad aprirmi il loro cuore e io, inevitabilmente, mi perdevo alle prime frasi, "borbottando" alla fine qualche consiglio generico non so quanto pertinente!
Finalmente, dopo circa quattro anni di presenza a Hong Kong, ho imparato a comunicare più o meno speditamente in "cinese" senza farmi venire il mal di testa. Così, dal Settembre 2005, sono stato destinato alla Parrocchia in cui mi trovo ancora adesso, "Stella del Mare", dalla parte opposta dell’isola di Hong Kong rispetto a dove ero prima. Qui il "Parroco" sono io, "coadiuvato" da un Prete "locale", un "brillante" Sacerdote sui cinquant’anni. A volte, lo confesso, mi sento un po’ a disagio a dover essere io, più giovane e per giunta "straniero", il suo "superiore". D’altra parte, nella mia Parrocchia il lavoro non manca: i "battezzati" sono circa seimila, ma la presenza alle "Messe domenicali" è sulle 1.300-1.400 persone. Dove sono gli altri? Basti pensare che dalla finestra vedo un "palazzone" alto venti piani e lungo circa centocinquanta metri. Se consideriamo che dietro ogni finestra c’è un appartamento e in ogni appartamento una media di quattro-cinque persone, fate un po’ voi il conto di quanta gente c’è che magari aspetta un "contatto", un incontro con Gesù.
Sono arrivato a Hong Kong dopo il suo ritorno alla Cina nel 1999, ma la situazione non è cambiata tantissimo. C’è la "Basic Law", che garantisce all’ex "colonia britannica", ancora per cinquant’anni, una certa autonomia dalla Cina. Autonomia che, però, sta venendo progressivamente meno in alcuni settori, in particolare quello "politico", dove sulle questioni che "dispiacciono" al "Governo" cinese cala un velo di "censura".
Dal punto di vista della "libertà religiosa", a Hong Kong non ci sono problemi, ma se un Sacerdote vuole andare in
Cina deve rilasciare una "dichiarazione" firmata che non farà opera "missionaria".
A Hong Kong, dove le "Parrocchie" sono molto organizzate e ci sono tantissimi incontri, gruppi, "associazioni" che si occupano di vari aspetti, il lavoro non manca. Il mio compito consiste non solo nel coordinare la vita "pastorale", ma anche nel dare uno slancio "missionario", di "annuncio". Cerchiamo di essere presenti in alcuni punti di ritrovo, per le strade, nei "centri commerciali", presentando le varie iniziative della Parrocchia.
Per quanto riguarda l’organizzazione, la mia Parrocchia è divisa in sei "zone", ciascuna delle quali composta da circa venti famiglie con un "rappresentante" che se ne prende cura: si occupa della consegna del "giornale" della Parrocchia a domicilio, di organizzare incontri di preghiera e di ascolto della "Parola", della "condivisione", dei ritrovi a pranzo, eccetera.
Hong Kong è un fazzoletto di terra, ma ha sette milioni di abitanti, con un’altissima "densità" di popolazione. È gente sempre molto impegnata e per questo gli incontri della Parrocchia sono alle 20,30. Eppure c’è sempre chi partecipa, magari portandosi dietro un "panino", perché arriva direttamente dall’ufficio.
Un bell’esempio anche per noi!