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MISSIONE IN INDIA

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A distanza di quattro anni, l’"Ufficio Aiuto Missioni" del "Pime" di Milano,
rappresentato da Fabrizio Carabelli e Padre Gian Paolo Gualzetti,
torna in India, per visitare i diversi "progetti",
promossi grazie al sostegno di molti "benefattori".

P. AUGUSTO COLOMBO (1927-2009), Missionario del Pime in India! Sguardi sorridenti di bimbe indiane... P. GIAN PAOLO GUALZETTI, Missionario in Bangladesh e Direttore del Centro Pime di Milano!

Fabrizio Carabelli – "Ufficio Aiuto Missioni"
("Missionari del Pime", Ottobre 2009)

"Cinquant’anni fa qui c’erano solo quattro capanne e tantissima terra arida…". Queste le parole con cui ci ha accolto Padre Augusto Colombo lo scorso Luglio, mentre attraversavamo Warangal, la cittadina che lui ha visto nascere e al cui sviluppo proprio lui ha contributo con grande passione e umiltà.
Sicuramente non immaginava che sarebbe stata una delle ultime volte che mostrava a qualche visitatore quella che oramai era diventata la sua cittadina d’"adozione".
Padre Augusto, come ormai saprete, ci ha lasciato improvvisamente alla fine di Agosto, ma quello che ha saputo realizzare in opere e nella "formazione" umana e spirituale di tante persone rimane un esempio tangibile dei 150 anni di fruttuosa presenza del
"Pime" in India, e che io e Padre Gian Paolo Gualzetti, Direttore del "Centro Missionario Pime" di Milano, abbiamo potuto apprezzare nel viaggio di tre settimane che ci ha condotto a visitare le attuali missioni del "Pime" presenti in India e le Diocesi con cui è in atto una intensa collaborazione.
Erano trascorsi ormai quattro anni dall’ultima visita dell’
"Ufficio Aiuto Missioni" ("Uam") in India.
Una nuova visita si era resa ormai necessaria per fare il punto della situazione sui vari progetti sia di "sostegno a distanza" che di sviluppo, per sostenere chi da anni lavora con impegno per la crescita di tanti bambini e ragazzi e per informare sui vari cambiamenti in atto presso il "Centro Missionario Pime" di Milano. Quasi la metà dei "sostegni a distanza" seguiti dall’"Uam" sono infatti localizzati in India, come pure molti sono i "progetti" indiani promossi negli anni dal nostro "Ufficio Progetti".
La nostra visita ha avuto inizio a
Mumbai, dove presso la Comunità di "Swarga Dwar" abbiamo conosciuto i bambini inseriti nel "progetto" di "sostegno a distanza" seguito da Padre Carlo Torriani. Qui convivono in armonia e nel rispetto reciproco persone di provenienza, di estrazione sociale e di "credo" differenti, dai "lebbrosi" o ex "lebbrosi", ai "ragazzi di strada", alle madri affette da "Aids", ai bambini orfani o bisognosi di accompagnamento ospitati presso una "casa famiglia", immersi in un grande spazio verde dove la natura e il lavoro dell’uomo mettono a disposizione della Comunità quanto abbisogna. In Mumbai abbiamo conosciuto poi la "Lok Seva Sangam", organizzazione avviata da Padre Torriani per venire incontro ai bisogni più impellenti delle fasce più povere della popolazione. È la stessa organizzazione che si preoccupa di individuare, accompagnare e seguire negli studi un altro gruppo di bambini, anch’essi sostenuti tramite le "adozioni a distanza".
Dopo aver visitato il "Seminario Filosofico" del "Pime" di Pune, siamo "volati" ad
Hyderabad, da dove è iniziato il nostro lungo giro dell’Andhra Pradesh, che ci ha portato a Nalgonda, Warangal, Khammam, Vissannapeta, Eluru, Vijayawada, Guntur, Kamavarapukota, Kurnool… Sempre accompagnati e assistiti da Padre Augustine Mundupalakal, Superiore del "Pime" in India, che con le sue "battute" in dialetto milanese ci alleviava la lunghezza dei viaggi.
Un "tour de force", che ci ha però consentito di visitare tutti i luoghi dove sono attivi i nostri "progetti" di "sostegno a distanza", di incontrare quasi tutti i Missionari del "Pime" che lì attualmente operano e conoscere tanti collaboratori coinvolti nell’organizzazione e nella gestione delle varie attività delle nostre missioni.
Tante le persone e diverse le situazioni che abbiamo incontrato: impossibile raccontarle in poche righe. Ma come non ricordare il
"Leprosy Health Centre" di Nalgonda, frutto della tenacia e della dedizione di Padre Luigi Pezzoni; la capillare organizzazione di sostegno scolastico del "Fatima Charitable Trust "di Warangal, voluta e realizzata dal compianto Padre Augusto Colombo; l’importante lavoro di "prevenzione" e di "riabilitazione" di Padre Antonio Grugni; la bella figura di Padre Luigi Delissandri, "decano della missione" (90 anni, di cui 60 spesi in India): un Missionario contento di esserlo, umile, gioviale, attento ai piccoli e "cantore" con la sua inseparabile fisarmonica.
Come non ricordare il prezioso lavoro di
Padre George Puthenpura e di Padre Raja Durgam Melchior in realtà isolate, ma proprio per questo bisognose di attenzioni e di accompagnamento. E, a Eluru, la bella realtà della "Novara Technical School" dove, grazie all’impegno e alla passione di Fratel Enrico Meregalli e di Fratel Francesco Sartori, tanti giovani ogni anno acquisiscono importanti competenze professionali, nonché la scuola e l’"ostello" voluti anni fa dal "Pime" e che tuttora, sotto l’attenta guida di Padre Augustine, garantiscono formazione e istruzione a tanti ragazzi.
È stato bello vedere l’impegno dei Vescovi di Hyderabad, Nalgonda, Warangal, Khammam, Eluru, Vijayawada, Guntur,  Kurnool, nel sostenere e proseguire l’opera avviata anni fa dai tanti Missionari del "Pime", che con umiltà e tenacia hanno contribuito alla nascita e allo sviluppo di queste Diocesi.
Non possiamo dire di aver conosciuto l’India: ne abbiamo visto solo un piccolo "fotogramma".
Possiamo però testimoniare di aver imparato tanto dalle persone che abbiamo incontrato: volti, discorsi, colori, suoni, danze, sapori, ricchezze che abbiamo potuto apprezzare e che portiamo a casa dentro di noi, con la voglia di ritornare.