MISSIONE BRASILE

MISSIONE AMICIZIA     Fame di "terra"…     DIARIO

"Trevigiano", 45 anni, Padre Sisto Magro non è certo un "novellino" della "missione".
È in Brasile da vent’anni,
ma gli ultimi due hanno rappresentato decisamente una "svolta",
nel suo modo di fare e vivere la "missione".

P. SISTO MAGRO, Missionario del Pime in Brasile!

Isabella Mastroleo
("Missionari del Pime", Gennaio 2010)

Alla domanda su dove, esattamente, si trovi la sua attuale "missione", Padre Sisto Magro risponde in un modo che inizialmente "spiazza" chi lo ascolta: «La mia "missione" è… l’intero "Stato" dell’Amapá». L’Amapá, nel "Nord" del Brasile, ha una superficie grande meno della metà dell’Italia, ma va tenuto presente che le vie di comunicazione interne, in un territorio ampiamente ricoperto dalla "foresta amazzonica", non sono neanche lontanamente simili alle nostre. Il compito di Padre Sisto, che lavora per la "Pastorale della Terra", consiste nello spostarsi frequentemente in tutto il territorio dello "Stato" per visitare gli "assentamentos", "colonie agricole" create dal "Governo" nell’ambito della "riforma agraria". «Quando parto per una "missione" – e qui la intendo come viaggio – sto via circa quindici giorni e cerco di visitare diversi "assentamentos" di una stessa zona. Se mi va bene, riesco a coprire le distanze perlopiù in macchina, ma molto spesso le strade sono interrotte, piene di "buche" o non agibili nemmeno in "jeep" e bisogna continuare a piedi».
Ma andiamo con ordine. La
"Commissione Pastorale della Terra" ("CPT") è nata nel 1975 come strumento della "Chiesa Brasiliana" per rispondere alla questione della "terra" e della "riforma agraria", uno dei temi più scottanti e attuali del "Brasile". La "CPT" cerca di fornire protezione e "assistenza legale" ai contadini, sostenendo i loro "diritti" nelle dispute con lo "Stato", i grossi "proprietari terrieri" e le "multi-nazionali" riguardo ai titoli di "proprietà". E appunto questa è la "missione" di Padre Sisto, almeno nel territorio dell’Amapá.
«Gli "assentamentos" – spiega Padre Sisto – sono di varie dimensioni, perché si compongono a volte anche di 100-150 "lotti" di terreno. La misura tipica di un "lotto", che viene assegnato a ciascun contadino, è di 50 "ettari". Il contadino ci vive con la sua famiglia e coltiva la terra. Inizialmente riceve dei "crediti" dal "Governo", una specie di "finanziamento" per poter avviare la produzione del raccolto che, se tutto va bene, potrà successivamente vendere. Al centro di ogni "assentamento" c’è di solito il villaggio con le abitazioni, la scuola (solo fino alla "quarta elementare"), un piccolo "ambulatorio medico", qualche "bottega"; da lì poi si diramano i vari "lotti" che possono essere, per i più fortunati, a due-tre chilometri di distanza, per altri anche a venti chilometri».
Insomma, chi risiede negli "assentamentos" deve affrontare condizioni di vita a dir poco disagevoli. È vero che il "Governo" brasiliano ha investito molto nella "riforma agraria", ma spesso le "opere" realizzate non sono corrispondenti ai "capitali" investiti, perché i "fondi" si sono dispersi per altri canali (soprattutto a causa della "corruzione" dilagante). Per questo, le strade che erano state progettate sono state realizzate, quando va bene, solo per metà. I ponti sono tutti in legno, e molto spesso si tratta di legno di scarsa qualità, perché l’azienda "appaltatrice" ha voluto arricchirsi disonestamente.
«Il mio lavoro non è legato a un discorso prettamente "religioso" – spiega Padre Sisto – , ma è più di tipo "sociale". Per la gente che vive negli "assentamentos", i problemi sono davvero tanti: dalle strade, praticamente inesistenti o non percorribili, alla difficoltà di produrre i raccolti e venderli per recuperare le spese, dalla mancanza di "corrente elettrica" e di acqua all’impossibilità di mandare a scuola i bambini. Durante i miei viaggi, incontro la gente degli "assentamentos", vedo come vivono, verifico i loro problemi, ascolto le loro richieste e, al mio ritorno, riporto la mia "relazione" nella sede della "Pastorale della Terra", a
Macapá. Qui lavorano da trent’anni Sandro e Annamaria, marito e moglie, che si fanno "portavoce" presso le "autorità" delle "ingiustizie" perpetrate ai danni dei contadini e difendono coraggiosamente i loro "diritti". La nostra finalità, come "CPT", è anche quella di aiutare i contadini a lottare, superando le difficoltà e contrastando le "ingiustizie" a cui sono sottoposti».
La strada, tuttavia, è lunga, e spesso le energie sono poche. «Già, io purtroppo sono solo e nel territorio dell’Amapá si contano circa 40 "assentamentos". Ci sono "lotti" che non riesco a visitare più di due volte l’anno; per questo invito chiunque si senta pronto a darmi una mano. È il benvenuto!».