UN "BEATO" PER IL "PIME"...

MISSIONE AMICIZIA     "Incontrando" Padre Manna!     SEGUENTE

Nel mese di Novembre,
ricorre il "Decennale" della "Beatificazione" di
Padre Paolo Manna
(1872-1952), importante "testimone" di "fede" e di "opere",
per il nostro "Istituto".

BEATO P. PAOLO MANNA, Missionario del Pime (1872-1952)...

P. Pasquale Simone
("Missionari del Pime", Novembre-Dicembre 2011)

Nel lontano 1950 entravo nel "Seminario" per le "Missioni Estere" a Ducenta, accompagnato dalla mamma e dallo zio Prete! Appena varcai la soglia del grande fabbricato incontrai Padre Paolo Manna!
«Che sei venuto a fare?», disse fissandomi negli occhi.
«Il Missionario!», fu la mia risposta ingenua di dodicenne.
Durante l’orario di studio, prima che attendessi alla traduzione di alcune frasi di Latino, mi capitò tra le mani
"Venga il Tuo Regno"! La copertina, con l’immagine del "Sacro Cuore" dalle braccia allargate, catturò la mia attenzione. Allora non potevo immaginare che in futuro lo avrei diretto per ben otto anni!
Venne il 1952, anno in cui festeggiammo l’"Ottantesimo Compleanno" di Padre Manna, con la presenza di
Padre Luigi Risso, "Superiore Generale". A fine Giugno, terminate le prove d’esame, salutammo Padre Manna che ci tenne l’ultimo "discorsetto" prima di trascorrere le vacanze al Santuario della "Montagna Spaccata" a Gaeta. Ma proprio là, il 15 Settembre, ci giunse la notizia della sua morte! Ai Solenni Funerali in Ducenta, noi "Apostolini", come ci chiamavano allora, c’eravamo tutti. Ricordo che fu un’"apoteosi"!
Proseguendo nella mia Formazione, senza mai pentirmi della scelta fatta, ebbi modo di conoscere meglio la figura dell’attuale "Beato"! Nato ad Avellino, crebbe tra Napoli e Roma, e approdò al "Seminario" delle "Missioni Estere" di Milano. Appena ordinato Sacerdote fu destinato alla
Birmania Orientale, dove profuse il suo zelo esplosivo per "salvare le anime". Avrebbe voluto continuare la Santa "avventura", ma lo fermò "sorella malattia", obbligandolo a rimpatriare. In Italia, per sua consolazione, lo attendeva una Missione a tutto campo: fu Scrittore efficace, suscitatore di Vocazioni, Fondatore dell’"Unione Missionaria del Clero" e inviato come primo "Rettore" dell’erigendo "Seminario Meridionale" per le "Missioni Estere" nel 1921, di cui celebriamo proprio questo Novembre i "Novant’Anni", ben portati!
Padre Manna fu "Superiore Generale" nel Decennio "1924-1934", realizzò un lungo viaggio nelle Missioni tra il "1928-1929", visitando i Missionari del
"Pime", formatisi sul volume "Operarii autem pauci". Nel 1941 scrisse "I fratelli separati e noi", libro che oggi fa ancora testo quando si parla di Ecumenismo. Con l’istituzione della Circoscrizione nell’"Italia Meridionale", Padre Manna ebbe l’incarico di "Superiore Regionale".
A Ducenta, ci edificava con la preghiera davanti al "Santissimo Sacramento"! «Un’ora di Adorazione – scriveva nel 1926 – scioglie più difficoltà che molte discussioni: una fervida preghiera (...) snebbia il nostro amor proprio, ci infonde umiltà e generosità, e molte difficoltà, che prima ci sembravano gravi e insormontabili, ci appaiono cose affatto trascurabili!».
Nel 1950 scrisse l’ultima opera, "Le nostre Chiese e la propagazione del Vangelo", nella quale ricordava ai Vescovi Italiani che erano i primi responsabili dell’annunzio del Vangelo nel mondo. Fu il "canto del cigno" che, purtroppo, non trovò tutti consenzienti!
Quello che venne dopo è un susseguirsi di avvenimenti, descritti da "penne" celebri e da ricordare nella storia! Tra i tanti, merita una menzione particolare Padre Gian Battista Tragella, che nel 1954 scrisse la prima "Biografia" del "Beato", intitolata "Un’anima di fuoco".
Giovanni Paolo II visitò la sua Tomba il 13 Novembre 1990, richiamando la Chiesa alla Missione Universale, come recita l’"iscrizione" posta sulla "lapide ricordo"; lo "beatificò" a Roma, in "Piazza San Pietro", il 4 Novembre 2001!
La "traslazione" delle "spoglie", cui presiedette il
Cardinale Crescenzio Sepe, oggi Arcivescovo di Napoli, si festeggiò il 14 Settembre 2005. In seguito due Reliquie del "Beato" furono consegnate ai Vescovi Mario Milano e Francesco Marino, nelle Cattedrali di Aversa e di Avellino.
Molti hanno scritto del "Beato" venuto dal "Sud"! Per tutti ricordo
Paolo VI, il quale ha attestato che: «Il nome del Padre Manna è degno di essere scolpito a caratteri d’oro negli "annali" delle Missioni!».
A me Padre Manna piace ricordarlo con i suoi occhi penetranti, che ti leggevano dentro; con la "corona" in mano lungo il viale del giardino di Ducenta; con la "ieratica" fisionomia sul Sarcofago posto nella Cappella a lui dedicata, dove tanti devoti Pellegrini vengono a pregarlo, per una ricarica di Spiritualità Missionaria!