P. DANIELE MAZZA

MISSIONE AMICIZIA     Un "miracolo" di Madre Teresa!     MADRE TERESA DI CALCUTTA

Il 5 Settembre 1997 si spegneva Madre Teresa,
di cui ricorre quest’anno il "Centenario" della "Nascita".
Ai suoi "Funerali" partecipò, quasi per "miracolo",
un giovane "Seminarista" del "Pime",
oggi "Missionario" in
Thailandia, Padre Daniele Mazza.

BEATA MADRE TERESA DI CALCUTTA (1910-1997)... P. DANIELE MAZZA, Missionario del Pime in Thailandia! Il sorriso di Madre Teresa, un dono d'amore per tutti i poveri del mondo...

A cura della "Redazione"
("Missionari del Pime", Settembre 2010)

Padre Daniele, nel 1997 hai partecipato al "Funerale" di Madre Teresa in India. Cosa ti ha spinto ad esserci?

La partecipazione al Funerale di Madre Teresa è stata per me un dono totalmente inaspettato, forse uno tra i primi "miracoli" di Madre Teresa! Quel Venerdì 5 Settembre, quando Madre Teresa è morta, il Vescovo di Calcutta era nella nostra Casa Generalizia del "Pime" di Roma e ricevemmo quindi la notizia quasi in tempo reale. Ricordo che, a tavola, il Vescovo disse che lui sarebbe dovuto rientrare immediatamente per i preparativi e chiese: "Chi viene al Funerale in rappresentanza del ‘Pime’?". Qualcuno, scherzando, rispose: "Ci va Daniele!". Io, nel 1997, ero ancora Seminarista e il Passaporto (sfortuna!) mi era scaduto proprio la settimana prima. Tutti si fecero una grande risata! Tornando a casa, raccontai l’episodio a mia madre che ribatté: "Se riesci a fare i Documenti, ti pago io il viaggio!". Mi sembrava uno sforzo inutile, impossibile, ma pregai Madre Teresa perché mi facesse quel dono di poter ringraziare Dio per tutto ciò che aveva compiuto in lei, e di poterlo fare sulla sua Tomba. Un dono che ho ricevuto!
Lunedì mattina, nel giro di tre ore, rifeci il Passaporto (rilasciato in via del tutto eccezionale dal Prefetto in persona), il Visto per l’India (in due ore!) e riuscii a trovare un volo per Calcutta.

Come hai vissuto l’atmosfera di quei giorni? Cosa hai capito di più di lei in quel momento, vedendo tanta gente, di diversa "fede" e "cultura", tributarle "affetto" e "devozione"?

C’è un Proverbio Africano che dice: "Il Santo è colui che sa attaccare il suo aratro a una Stella!". Ecco, la prima cosa che mi colpì fu vedere l’"aratro" di Madre Teresa! Ho incontrato tanta gente che mi ha raccontato la costanza della Madre nello svolgere servizi umili, nell’accogliere tutti, nel lavare i moribondi, eccetera... Un giorno, mentre ero a pregare nella Cappella del Convento delle Suore, ricordo che ero piuttosto disturbato dal rumore che veniva dalla strada: "clacson", venditori ambulanti, cani che abbaiavano, musica dai "Karaoke-Bar", e chiesi alle Suore come facessero a concentrarsi. Mi risposero che Madre Teresa aveva fatto costruire apposta la Cappella lì, perché voleva che le grida, i problemi e tutta la vita della gente entrassero nella preghiera delle sue Suore. Voleva che il rapporto con il Signore fosse abitato, addirittura disturbato dagli altri. Ed ecco la "Stella" che trascinava l’"aratro" di Madre Teresa: Gesù Eucaristia. Ho capito che erano le ore di Adorazione che passava in ginocchio a darle la forza di portare avanti tutto quel lavoro.

Hai incontrato Madre Teresa a Roma personalmente: che ricordo hai di quei momenti?

Qualche mese prima che morisse, Madre Teresa era già malata e spesso, oltre alla sedia a rotelle, doveva usare anche l’ossigeno. Il medico le aveva proibito di viaggiare, ma lei fece un ultimo viaggio (Maggio 1997) che la portò anche a Roma. Io lo seppi per caso e così, con un amico, decidemmo di andare ad incontrarla. Dopo due ore di "autobus", arrivammo alla Casa delle Suore, ma la Superiora ci disse che la Madre era affaticata e non poteva incontrarci. Spiegammo che eravamo Seminaristi, che avevamo impiegato tanto per andare a trovarla, che... che... che… La Superiora ci pregò di non insistere e ci indicò la porta! Un po’ tristi e con l’amaro in bocca ci avviammo, ma all’improvviso sentimmo una porta aprirsi alle nostre spalle. Era Madre Teresa che, dalla sua sedia a rotelle, ci chiamò, ci fece qualche domanda e ci benedisse. In quel momento sapevo di parlare con una "Santa" e rimasi profondamente colpito dai suoi occhi lucidi, trasparenti e dall’attenzione che ci prestò pur non stando molto bene. Non eravamo nessuno, eppure lei trovò il tempo per noi!

C’è qualche aspetto della figura di Madre Teresa che ti ha toccato in modo particolare, che ti "provoca" come "Missionario"?

Madre Teresa aveva la capacità di trasformare ogni incontro in un vero e proprio "Sacramento", cioè in un momento in cui ci si riempie di grazia, in cui si sperimenta l’incontro con il Signore, il suo aiuto, in cui si fanno dei passi in avanti riguardo alla nostra conversione personale e alla conoscenza di Dio. Non c’era persona che avvicinasse Madre Teresa e che se ne allontanasse senza sentirsi cambiata dentro. A 13 anni dalla sua morte, chiedo l’intercessione della Madre, affinché il Signore ci conceda lo stesso dono: possa ogni nostro incontro con gli altri "sbocciare" in "Sacramento"! Il "Sacramento" dell’incontro. Possano questi incontri cambiare noi e far sperimentare agli altri, soprattutto a chi ancora non ha conosciuto Cristo, la grazia di Dio!