DALLA THAILANDIA, P. RAFFAELE PAVESI

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Padre Raffaele Pavesi scrive agli "amici" della sua "Parrocchia",
dalla "missione" di Mae Suay, in Thailandia.
Qui, tra l’impegno di gestire scuole e "ostelli", seguire i ragazzi, visitare i "villaggi",
ogni tanto ci scappa qualche cena "italiana"… a base di tanto "peperoncino"!

P. RAFFAELE PAVESI, Missionario del Pime in Thailandia!

P. RAFFAELE PAVESI
("Missionari del Pime", Gennaio 2010)

In questo periodo il lavoro "pastorale" è intenso: tutti i Sabati e le Domeniche accogliamo i ragazzi delle "elementari" e delle "medie" che vengono dai villaggi a turno per seguire il "catechismo"; per la maggior parte non sono ancora "battezzati" e quindi dobbiamo lavorare sodo per preparare il terreno, affinché il "fuoco" della fede si accenda nei loro cuori. I "catechisti" e gli "aiuto-educatori" per fortuna non mancano, ma i ragazzi sono così tanti che ce ne vorrebbero almeno il doppio, almeno per poter insegnare "catechismo" una volta al mese e per salire ai villaggi a visitarli e pregare con loro. Le loro famiglie, tranne quelle che provengono dalla Birmania, sono "cristiane" da pochi anni e l’"evangelizzazione" va avanti lenta, a piccoli passi.
Al "Centro" di Mae Suay la vita procede bene. Da quasi un anno abbiamo assunto a tempo pieno una coppia di "catechisti thailandesi" provenienti da Lampang, con quattro figli ormai cresciuti, uno in "Seminario" dai "Camilliani" e due ancora a casa. Hanno buona esperienza a livello "educativo" e stiamo cercando di renderli a poco a poco responsabili del "Centro" e punto di riferimento per gli altri giovani "aiuto-educatori".
Gli "ostelli" delle "elementari" vanno avanti bene e i responsabili riescono a gestire da soli gran parte delle attività (e dei problemi); noi ci rendiamo presenti per la "Messa" e per incoraggiare e consigliare, oltre che naturalmente per pagare le spese. Fortunatamente il "progetto agricolo", "Giardino del Seminatore", a Huay Nam Yen inizia a dare i primi frutti, e in un futuro non lontano speriamo di poter ridurre le spese per il cibo di almeno un quinto... Se le offerte dall’Italia dovessero cessare oggi, saremmo costretti a mandare a casa gran parte dei 100 ragazzi degli "ostelli", compresi i 15 diciottenni e giovani che lavorano e studiano con noi. Per non parlare delle "borse di studio" per i ragazzi dopo la "terza media"! Ma si va avanti, giorno dopo giorno, e come dice Padre Maurizio, in questi 19 anni la "Provvidenza" non ci ha mai abbandonato…
Programmi per l’immediato futuro: entro la fine di quest’anno dovrei concludere la mia prima visita completa a tutti i villaggi, dove Padre Maurizio sta ultimando il "censimento" di tutte le famiglie "cristiane". I "battezzati" sono ancora una minoranza, e di questi molti sono giovani e giovani-adulti che hanno ricevuto solo il "Battesimo" senza completare l’"iniziazione cristiana". A fine Ottobre avremo il "campo scuola" per i ragazzi degli ultimi tre anni delle "superiori", organizzato dai "Focolarini" di Chiang Mai, con la presenza di diversi giovani "buddhisti" interessati al "cristianesimo": aspettiamo circa 150 giovani. Questo "campo" vuol essere un’occasione per mantenere i contatti con i nostri ragazzi, che dopo la "terza media" si disperdono e vanno a studiare o a lavorare nelle grandi città, o tornano al villaggio e si sposano in fretta.
Nella prima metà dell’anno prossimo dovrei tornare in Italia per le vacanze, e spero di incontrarvi, magari solo per una "chiacchierata" o per un caffè insieme e, naturalmente, per la "Messa", che ci unisce sempre e comunque, anche se distanti ore ed ore gli uni dagli altri. E poi, perché no? Per i più coraggiosi, soprattutto i giovani dell’"oratorio", perché non pensare a un’esperienza qui in
Thailandia, in quel posto remoto del "Nord" che si chiama Mae Suay? In mezzo agli "Akha" e ai "Lahu" che ancora non parlano una parola di "thai", dagli abiti variopinti e dai denti rossi, resi tali a furia di mangiare "maak"…
Questa sera ci siamo "sfogati": "pastasciutta" aglio, olio e "peperoncino". C’era anche Angela Lazzari, la nostra "volontaria", che ha deciso di spendere cinque anni della sua vita qui in "missione" ed ora sta studiando il "thailandese". Peccato che il "Parroco" ha sbagliato le dosi: due cucchiai di "peperoncino rosso" tritato. Risultato: "incendio" in bocca, prima, durante e dopo ogni boccone. È un "peperoncino" dall’effetto lento, di quelli che si sentono a poco a poco. Però tutto sommato la pasta era buona, e Padre Mau è riuscito a mangiarne ben tre piatti! Eh, lo diceva lo Zio Eu che per andare in "missione" ci vuole uno stomaco di ferro!
La sera e il silenzio sono calati su Mae Suay. Il "Parroco" è già salito, come sempre. Soltanto io rimango a scrivere e a "tirare tardi". In fondo sono rimasto sempre lo stesso, con tutti i difetti e con quei due o tre "doni" ricevuti in sorte dal Signore. Però questa sera penso che è bello essere "Missionario" e annunciare il "Vangelo" di Gesù ai "thailandesi" e ai loro fratelli "tribali". È una storia iniziata tanto tempo fa, nel giorno del mio "Battesimo"…
E allora avanti tutta, senza "scoraggiamenti", come Gesù, ed anche con quel pizzico di "peperoncino" in più che rende la vita degna d’essere vissuta!