"MISSIONE BRASILE"

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Padre Nello Ruffaldi lavora in Brasile, da "quarant’anni", con i "Popoli Nativi".
Nei mesi scorsi, l’imprevista "scoperta", di un "cancro ai polmoni", frena la sua "attività".
Che ora, dopo un "intervento chirurgico" riuscito, finalmente riprende.

P. NELLO RUFFALDI, Missionario del Pime in Brasile!

P. Nello Ruffaldi
("Missionari del Pime", Maggio-Giugno 2012)

Il 2011 era per me l’anno di vacanze in Italia! Avevo già comprato il biglietto di andata e ritorno, previsto dopo quaranta giorni. Il lavoro da portare avanti era molto ma le vacanze, oltre al riposo, costituiscono l’incontro e la comunione con la Chiesa di origine: parte integrante della Missione!
La partenza da
Belém era fissata per il 19 Luglio, e il ritorno per la fine di Agosto. I regali per gli amici erano pronti da tempo. Tutti i giorni camminavo e facevo esercizi, per arrivare in forma in Italia!
Una mattina, tossendo, mi accorsi che perdevo un po’ di sangue. Niente di importante per me, ma Suor Rebecca insisté: "Devi parlare con la Dottoressa!". Una radiografia rilevò la presenza di una "massa" di tredici centimetri nel polmone sinistro. Seguirono tre settimane di altri esami, e alla fine giunse il referto: "carcinoma spinocellulare invasivo", un "tumore maligno"!
Era il 5 Luglio! E i miei progetti? Fu un momento difficile... Mi girava la testa, e quasi non riuscivo a pensare. Ma non volevo abbattermi!
Lentamente, mi affiorò alle labbra il
"Salmo 23": "Il Signore è il mio pastore! Se dovessi camminare in una valle oscura, non temerei alcun male, perché tu sei con me... Mi dai sicurezza! Felicità e grazia mi saranno compagne, tutti i giorni della mia vita!".
È stato come un confronto con Dio, una Sua visita e un immergermi in Lui, all’improvviso. Sperimentai una grande pace, pur nell’insicurezza.
Da quel momento, la mia vita si è svolta come un "Film", con un "regista" che dirigeva tutto. Dio scriveva il "copione" della mia vita, e mi parlava attraverso gli "attori", che aveva scelto per me.
Primi "attori": gli amici! Fin dall’inizio mi sono sentito sorretto, seguito! Giorno dopo giorno, manifestazioni di affetto mi arrivavano da ogni parte: amici di ogni giorno e amici dimenticati, amici del
"Cimi" e amici del "Pime", del Brasile e della mia Diocesi... "E-Mail", telefonate, messaggi! Mi hanno trasmesso solidarietà, coraggio, speranza, amicizia, amore, preghiere e fede.
Secondo "attore": me stesso! Nel momento in cui ho scoperto di avere un "tumore maligno" al polmone sinistro, ho percepito che Dio prendeva in mano il timone della barca della mia vita. Lui mi ha ispirato tre atteggiamenti, che ancora oggi mi guidano: abbandonarmi completamente nelle sue mani, con fiducia senza limiti; lottare con tutte le mie forze contro la malattia, indipendentemente dal risultato; compiere un passo dopo l’altro serenamente, imparando a leggere quello che Dio scrive nella mia vita.
La parola "fine" non è ancora stata scritta, ma posso affermare con certezza che è avvenuto un vero Miracolo! Un Miracolo che Dio non ha voluto compiere da solo, ma in cui ha chiamato molti a partecipare. Lui ha messo al mio fianco gli amici, ha illuminato i Medici, ha guidato la mano dei Chirurghi. La mia malattia ha, comunque, avuto un "epilogo" fuori del comune. Avevo un "tumore maligno", e adesso non c’è più!
Terzi "attori": le persone comparse al mio fianco, durante la malattia! In Italia, ho incontrato porte aperte, e professionisti coscienti e competenti. Anche la velocità della terapia è stata sorprendente: il 20 Luglio sono arrivato dal Brasile, e il Primo Agosto già iniziavo la prima "chemioterapia"... Sono stati sei cicli, ognuno con relativi esami!
Quarto "attore": il Brasile! È stato sempre presente, in tutto il periodo della malattia. Anzi, questo periodo è servito, perché maturassero il Progetto Missionario in
Mozambico per la Chiesa del Pará e, principalmente, il sogno della Missione alle Frontiere del Brasile, Guyana Francese e Suriname. Spero che queste Missioni diventino realtà, durante il 2012! Ho pensato molto anche nella "Missione Belém", che raccoglie persone di ambo i sessi dalla strada, e offre loro la possibilità di iniziare una vita nuova. Tornando in Brasile, penso di accompagnarli, per quanto mi sarà possibile!
Già, tornando in Brasile, che cosa potrò o non potrò fare? Seguirò questa norma "approvata" dai Medici: farò ciò che riuscirò a fare, e non farò ciò che non riuscirò a fare, ma sempre volentieri e con gioia!
Il periodo trascorso in Italia ha fatto nascere contatti e relazioni, che avranno conseguenze positive per la futura Missione... Io ringrazio il Signore, e gli chiedo di continuare a dirigere la mia vita, e aiutarmi a leggervi quello che Lui scrive!
Con questa speranza e certezza, continuiamo la nostra vita, uniti nel suo amore e nell’amicizia che ci dona!