PRECEDENTE   DALLE FILIPPINE, RICORDANDO P. FAUSTO TENTORIO   SEGUENTE

LA "CHIESA" NEL "MIRINO"

Parla il "Religioso" del "Pime", "rapito" per due mesi, nel ’98, da un gruppo "estremista",
che conosceva bene Padre Fausto, con cui era stato insieme in "Seminario".
Avevano condiviso la "destinazione", nelle Filippine...
«Due anni fa, era tornato alcuni mesi in Italia, per "precauzione":
ma lo scorso Agosto, quando l’ho incontrato, mi era sembrato "sereno"!».

«Paghiamo questo "prezzo"
per testimoniare il "Vangelo"»

Padre Benedetti: «Fedeli al "Popolo" che ci è stato affidato!».
«Nessuno, di noi "Missionari", vuol fare l’"eroe"...
Adottiamo molte "precauzioni", per la "sicurezza":
ma, quando si finisce nel "mirino", tutto ciò potrebbe non bastare!».

P. FAUSTO TENTORIO (1952-2011), Missionario del Pime, Martire nelle Filippine!

Gerolamo Fazzini
("Avvenire", 18/10/’11)

«Con l’uccisione di Padre Fausto, il "Pime" ancora una volta paga, a prezzo del sangue, la testimonianza dei suoi Missionari nei diversi ambiti in cui è impegnato nelle Filippine! Oggi è la volta del lavoro in difesa dei Tribali e dei loro diritti. In passato è stato il dialogo con l’"Islam" (costato la vita a Padre Salvatore Carzedda, nel 1992); in precedenza il lavoro nelle comunità Cristiane di base, colpito duramente con l’eliminazione di Padre Tullio Favali, nel 1985!».
Padre Luciano Benedetti, "Classe 1944", originario di Faenza, da pochi mesi rientrato in Italia, ha dedicato quasi totalmente il suo impegno Missionario alle Filippine, anch’egli nelle file del "Pime". Nel 1998 è stato rapito, per 68 giorni, da un «commando» di Fondamentalisti Musulmani!

Conosceva bene Padre Fausto?

Sì, eravamo amici! In Seminario avevamo dormito nella stessa camera. Poi nel 1978 la partenza insieme, alla volta delle Filippine, dove le nostre strade si sono divise. Padre Fausto, infatti, nel 1982 si è recato a Kidapawan, insieme ad altri del "Pime", per aprire una nuova Missione nell’Arakan Valley: una zona abitata da Tribali, con alcune comunità Cristiane molto isolate e, dal punto di vista naturalistico, incontaminata!

Quello per i "Tribali", e la loro «causa», è sempre stato l’impegno "prioritario" di Padre Fausto?

Sì! Quando era a Columbio, nel 1984, per imparare la lingua, ha passato i primi sei mesi in un villaggio Tribale e lì hanno sparato due proiettili contro casa sua. Perché? Quando cominci a interessarti dei bisogni dei Tribali e ti prendi a cuore la loro situazione, crei problemi, diventi un "troublemaker" («rompiscatole»).

Il "Pime" è arrivato nelle Filippine nel 1968... Fin dai primi anni, si è rivelata una "Missione" tutt’altro che facile! Negli ultimi anni, poi, s’è aggiunto l’"Estremismo Islamico"...

Già nel 1977 tre Missionari del "Pime", attivi a Manila, sono stati espulsi a motivo del loro impegno sociale. Negli anni successivi, molti Confratelli hanno vissuto l’esperienza delle minacce di morte o di rapimento. Io stesso sono stato rapito e, nel 2007, lo stesso è accaduto a Padre Giancarlo Bossi. Padre Fausto, nel 2003, era già stato oggetto di un tentativo di rapimento (fortunatamente, senza conseguenze).
Forse, proprio in quell’occasione, è nato il progetto di eliminarlo. Due anni fa una lettera di minaccia lo aveva costretto a far ritorno per alcuni mesi in Italia, per precauzione. Poi era ripartito, la situazione sembrava normalizzata: l’ho incontrato ad un Ritiro nell’Agosto di quest’anno e in quell’occasione non ha mostrato preoccupazioni particolari.

Padre Benedetti, scorrendo la lista degli "uccisi", o "rapiti", nelle Filippine, qualcuno potrebbe pensare ai "Missionari" come a "sprovveduti", che mettono a repentaglio la vita, in zone che sanno essere "pericolose", oppure come «eroi», che vanno a caccia del "Martirio"... È così?

No, nessuno vuol fare l’"eroe"! Ci siamo posti ripetutamente il problema della sicurezza, e adottiamo una serie di precauzioni. Certo, quando si finisce nel mirino, queste potrebbero non bastare. In ogni caso, tutte le volte che qualcuno di noi capisce che si sta raggiungendo il «livello di guardia», cambiamo aria, ci spostiamo. Per tutelare la gente del posto, oltre che la Missione nel suo complesso. Il problema è che il nostro lavoro ci costringe spesso ad operare da soli, in luoghi isolati!

Perché il "Pime" è rimasto, e rimarrà, nonostante tutto, nelle Filippine?

Perché ce lo chiede la Missione! Testimoniare il Vangelo comporta affrontare dei rischi. Abbiamo fatto una "promessa" anche alla nostra gente, e dobbiamo essere fedeli al Popolo che ci è stato affidato.

Dove sarà "sepolto" Padre Fausto?

Non lo so! So dove lui vorrebbe essere "tumulato": in una località suggestiva, a circa 600-700 metri d’altezza, nella «sua» Arakan Valley. L’aveva confidato ai suoi amici!

UN NUOVO INIZIO, RICORDANDO PADRE FAUSTO...

QUELLO CHE TU VUOI