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P. FAUSTO TENTORIO

Se questo è un "Uomo"...

Il "Martirio" di Padre Fausto ci invita a compiere un onesto "passo in avanti",
a superare la nostra personale "soglia", ad attraversare invisibili ed infidi "confini",
per andare, con tutti noi stessi, là dove, nella "perdita",
sta l’unico, immortale "Guadagno".

P. FAUSTO TENTORIO (1952-2011), Missionario del Pime, Martire nelle Filippine!

P. MASSIMO CASARO
("Missionari del Pime", Novembre-Dicembre 2011)

Quando accadono fatti come questo, tragedie come questa, ci rendiamo subito conto che è necessario un grande sforzo di interpretazione! Perché non vanno subito "incasellati" e, perciò stesso, resi innocui. Identificato con la vita di un altro, o confinati in un angolo del mondo, e facilmente letti come l’ennesimo "trionfo" della "barbarie" umana. Questo non possiamo e non dobbiamo farlo. Perché il loro significato è un altro, e riguarda tutti!
Ci dicono, infatti e semplicemente, che la vita va vissuta così. Perché questo e non altro è il suo valore, quindi il suo significato...
Non voglio certo sostenere, con questo, che tutti dobbiamo morire di una morte come quella di
Padre Fausto, o affrontare le medesime difficoltà, ma posso con assoluta certezza affermare che la qualità della sua vita deve essere tipica della vita di tutti. Anche della nostra! Che, in altre parole, non ci possiamo sottrarre alla dura chiarezza della parola "evangelica", la quale afferma che: «Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà!» ("Mt 16,25").
L’alternativa, quindi la scelta fondamentale, tra il "salvare" e il "perdere", divide con un solco profondo non tanto l’umanità, ma soprattutto le singole coscienze. Non solo, infatti, ci sono persone, interi gruppi sociali o politici, che hanno come regola quella di salvare la propria vita a discapito di quella degli altri, ma questa tentazione, perché di tentazione si tratta, riguarda anche noi, tutti noi, forse senza che ce ne rendiamo conto. Ma è proprio questa dolorosa e inquietante "faglia sotterranea", quando riconosciuta e accettata, che rimette in movimento l’uomo.
In una società come la nostra, dove anche il
"Cristianesimo" troppe volte è usato per accreditare letture semplificatrici della realtà o, addirittura, per motivare atteggiamenti di esclusione e di "preconcetta" paura, il Martirio di Padre Fausto ci invita a compiere un onesto passo in avanti, a superare la nostra personale "soglia", ad attraversare invisibili e infidi confini per andare, con tutti noi stessi, là dove nella "perdita" sta l’unico, immortale "Guadagno"!

UN NUOVO INIZIO, RICORDANDO PADRE FAUSTO...

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