LA MISSIONE PENSA

MISSIONE BRASILE...     "CAMMIN FACENDO..."     MISSIONE AMICIZIA

Quale "misura" del "desiderio" di Dio in noi?

"Dio rimane Colui su cui fissare lo sguardo, per incontrare pace nelle nostre relazioni, tra le differenti Fedi e Culture in cui siamo immersi!"...

P. GIANFRANCO VIANELLO, "PIME"
("Missionarie dell’Immacolata", Marzo 2011)

"Per ogni cosa c’è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo!". Così inizia il "Capitolo Terzo" del "Libro del Qoelet". Tutta la nostra vita è un succedersi di momenti. Il tempo è il luogo in cui siamo immersi, ne sentiamo il fascino o il fastidio, ne leggiamo o cancelliamo le trame di fatti e di eventi. Il tempo che ci sta alle spalle, quello che è passato e ha impresso in noi un’infinità di sensazioni, volti, gioie e rimpianti, ritorna al presente come un "ricordo".
Ecco la parola "ricordare" quale realtà interiore che coinvolge la testa e il cuore, che porta a galla situazioni vissute che ci hanno insegnato qualche cosa, che ci hanno illuminato qualche spazio, aperto qualche interrogativo, obbligato a qualche ripensamento.
Ricordo un incontro particolarmente semplice, vissuto nella foresta del
"Sud Camerun", mentre tornavo da Ma’an, un Villaggio allora legato alla Missione di Ambam, dove ero stato per un incontro di giovani. Di ritorno con alcuni animatori che con me erano partiti da Ambam, vicino ad un grumo di case, seminate lungo la strada bianca strappata alla violenza delle radici di alberi secolari che non intendevano abbandonare il loro spazio di crescita, sono stato fermato da un anziano con un bimbo in braccio. Con un sorriso tagliuzzato da un’evidente mancanza di denti, mi ha chiesto quando poteva Battezzare il bambino. Gli chiesi di quale Villaggio fosse. Mi disse il nome, che subito mi richiamò la realtà di un gruppetto di casette radunate attorno ad una Cappellina Protestante. Dissi a quell'anziano che il Battesimo inserisce anche in una Comunità, vive della Liturgia, della Preghiera e che per questo Battezzare un bambino nella Comunità Cattolica, la cui Cappella era molto lontana dal suo Villaggio, avrebbe costituito poi un problema per il bambino che avrebbe dovuto frequentarla. Gli dissi anche che il Battesimo era riconosciuto da tutte le Chiese Cristiane.
La risposta che ricevetti fu serena e disarmante: "Padre, nella mia famiglia (parecchio numerosa!) mi manca solo il Battesimo Cattolico... Tutti gli altri sono stati Battezzati nelle varie Denominazioni Cristiane che ho intorno!". Come a dire: "Distribuendo i miei figli nelle varie Comunità Ecclesiali Cristiane di questa zona, vorrei essere a posto col Buon Dio!".
Forse era, chiamiamolo così, un "Ecumenismo embrionale-famigliare", una pacificazione Religiosa con i Padri e i Pastori delle varie Denominazioni Cristiane? Un "parafulmine" Religioso per non irritare il Buon Dio, non sapendo bene quale fosse la "vera" Chiesa fondata da Gesù?
Ma forse possiamo trovare qualche cosa di più!
Rimane che il Battesimo e la "Bibbia" erano costitutivi per quella
famiglia "Camerunense", e che le differenze Ecclesiali, ed il significato di appartenere ad una piuttosto che ad un’altra Comunità Cristiana, non inquietavano la semplice Fede di quest’uomo, che voleva porre nelle mani di Gesù tutti i suoi figli!
Mi è rimasto impresso quest’incontro che, a fior di pelle, fa sorridere, ma fa anche ricadere nell’oggi, se si vuole, l’interrogativo del come venga considerato il Battesimo dei bambini, se sia davvero desiderato dai genitori e la ragione per cui lo desiderano...
Suscita la domanda sul perché tanti genitori non lo richiedano più per i propri figli, perché la Parola di Dio non sia punto di riferimento per le famiglie, per la loro crescita nella Fede. Ancora, ci fa domandare se Dio rimane Colui su cui fissare lo sguardo per incontrare pace nelle nostre relazioni, tra le differenti Fedi e Culture in cui siamo immersi...
Rimane dunque aperta una "provocazione": "Qual è la misura del desiderio di Dio, presente nella nostra vita?".