MISSIONE SPERANZA

PRECEDENTE   DAL GIAPPONE, P. MARCO VILLA   MISSIONE AMICIZIA

LA MISSIONE PENSA

"NUOVO"!

"Primavera", "vita nuova". "Pasqua", "Vita Nuova".
Un "Paese", il Giappone, trova il "nuovo" che avviene.
Per un "Missionario", cambiare "residenza" è sempre un "nuovo inizio".

Un "Kanji" Giapponese, che significa "NUOVO"...

P. Marco Villa, "Pime"
("Missionarie dell’Immacolata", Aprile 2010)

IL "NUOVO" DEL GIAPPONE

Quando San Francesco Saverio nel 1498 arrivava su queste "Isole" che oggi sono il Giappone, annunciando per primo il "Vangelo" di Cristo, si dice che ebbe l'impressione di avere a che fare con la "lingua del diavolo". Il "Giapponese", oggi come allora, è una "lingua" difficile da padroneggiare per uno "straniero", soprattutto quando si tratta di leggere e scrivere. Una fatica è rappresentata dall'"alfabeto": qui si usa da più di 1300 anni il sistema di "caratteri cinesi", e se in Italia basta conoscere 21 "lettere" per scrivere, qui il numero totale è di 2.131 "lettere", che vengono chiamati "joyo-kanji", ossia "caratteri di uso corrente". Ognuno di essi si può leggere in parecchi modi diversi... e poi ci sono quelli di uso "non corrente", per le parole più difficili e "specialistiche"...

I giapponesi amano molto la loro "lingua". A fine anno, presso il "Tempio" di Kyoto, secondo un "rituale" molto antico, viene scelto il "carattere dell'anno", ossia quel "kanji" che più di altri rappresenta l'anno che si conclude. Lo scorso Dicembre è stato scelto un "carattere" che significa "nuovo". Composto da 13 "tratti", è un "kanji" difficile da scrivere e da leggere, perché di "letture" ne ha almeno una "decina"; a seconda dei casi, lo si legge: "atarashi, arata, ara, nii, akira, susumu, chika, hajime, yoshi, waka". Perché è stato scelto il "kanji" che indica "nuovo"? Perché nel 2009 ci sono state tante cose "nuove": dopo 54 anni un nuovo "Partito" al "Governo", una nuova "influenza", nuove iniziative per fronteggiare la "crisi economica", nuovi straordinari "record mondiali" dell'atletica e del nuoto...

IL "NUOVO" DEL "MISSIONARIO"

Ma anch'io ho qualcosa di "nuovo". A dieci anni dal mio arrivo in Giappone, dopo sei anni trascorsi nell'"Isola del Kyushu", mi sono trasferito a Fujimino, nella "periferia Nord" della "capitale", Tokyo.

Una cosa che qui colpisce molto è l'aumento di "anziani". Secondo le "statistiche", fra una decina di anni un giapponese su quattro avrà più di 70 anni, il 25% della popolazione. Sarà il "Paese" al mondo con la più alta percentuale di anziani. Connesso a ciò c'è il problema delle "pensioni", della costruzione di "case di assistenza" e "ospizi" per anziani. Fino a poche decine di anni fa, nella "famiglia tradizionale" giapponese c'erano i nonni, ma ora non è più così: i bambini generalmente vedono i nonni in poche occasioni e non imparano da loro i "valori" della vita. Lo stato di "solitudine" in cui vive un numero sempre più grande di anziani sembra essere la radice di questa "nuova povertà". Anche la "Chiesa" si interroga su questa realtà delicata ed urgente. Cosa può fare una "comunità cristiana" per l'"assistenza" e l'"accoglienza" dell'anziano, anche solo o che si occupa del "coniuge malato"?

Un giorno alla settimana frequento dei "Corsi Universitari" in una "Facoltà" di "Assistenza Sociale", sono "volontario" in una "Casa-Famiglia" per anziani malati di "Morbo di Alzheimer", vado a conoscere "Centri" e "gruppi" di "volontariato" che si dedicano per lasciare meno sole le persone anziane.

PER UN INSIEME "NUOVO"

Siamo 21 "Padri" del "Pime" in Giappone: c'è chi è a servizio del "Vescovo" come "Parroco" e "direttore" di "asilo infantile", c'è chi fa il "Cappellano" in un "Convento" di "Clausura", c'è chi scrive per "riviste missionarie" su temi riguardanti il Giappone, ci sono tre giovani "Missionari" da poco arrivati alle prese con lo studio della "lingua" e "cultura" locali, c'è un "Superiore" che cerca di tenerci uniti nella zona a "Sud-Ovest" del Giappone. Non vivendo insieme, non abbiamo tante occasioni di "ritrovo" fra noi. Per non diventare troppo "solitari", ci troviamo regolarmente una volta al mese, per pranzare insieme, per un "incontro formativo" e per celebrare insieme la "Messa". Luogo dell'"incontro" è in genere la nostra "Casa Regionale", oppure le "Parrocchie" dove lavoriamo. Siamo davvero un piccolo "gruppo" di "Missionari", diversi per "nazionalità", carattere ed età. Ma c'è qualcosa che ci unisce e ci rende "fratelli". Ogni mese, quando ci troviamo, a volte un po' di fretta, cerchiamo di ringraziare per questo "legame" e di renderlo un poco più forte ed "autentico"!