"Cristiani"
e "musulmani": una "comunione" che esiste nei
"cuori".
Padre Silvano, dall’Algeria, racconta.
P.
SILVANO ZOCCARATO
("Missionari
del Pime", Febbraio 2010)
Quello che ho vissuto in questi
giorni è indescrivibile.
La "Piccola
Sorella" Jeanne
arriva a Touggourt.
Tahart va a riceverla all’aeroporto. Gioia inaspettata, la stessa amicizia, la
stessa fedeltà.
Alla preghiera del mattino Jeanne dice: «Preghiamo per quelli che hanno fondato
con noi la "fraternità"». Gioia di essere insieme, tra persone di
"religione" diversa. Gioia del "Regno".
Jeanne è la "Piccola Sorella" che ha assunto la "direzione"
della "Congregazione" mentre la "fondatrice", Maddalena,
continuava a girare il mondo per fondare nuove "fraternità",
naturalmente in accordo con Jeanne e spesso accompagnata da lei. Averla qui a
celebrare i 70 anni della "fondazione" della "fraternità"
di Touggourt è rivivere i tempi degli inizi. Le fanno corona una ventina di
"Piccole Sorelle" venute dalle "fraternità" dell’Algeria.
Tahart è uno dei due fratelli che hanno accolto Maddalena. Ha 88 anni. Li porta
bene. Durante il pranzo mi dice: «L’amicizia che abbiamo condiviso è un’amicizia
"divina". È Dio che ha voluto tutto quello che abbiamo vissuto
insieme». Lo tempestavo di domande mentre era al mio fianco. L’ho visto poi
ritirarsi col suo tappetino per fare la sua preghiera da buon
"musulmano". Assieme a lui, a pranzo, c’erano un figlio, qualche
nipote e i mariti delle sue figlie. Tutti i membri delle famiglie dei due
fratelli, primi collaboratori della Maddalena, vivono le vicende della
"fraternità" come membri di famiglia. Molti sono nati nelle mani
della "Piccola Sorella" Jeanne quando faceva l’"ostetrica".
Circa 10mila "tougourtini" sono nati presso le "Piccole
Sorelle" e quando mi incontrano si presentano come i loro figli.
Maddalena chiedeva consiglio agli amici "nomadi" quando preparava i
testi di "fondazione" della "Congregazione". Li ascoltava e
li trovava di una grande saggezza e profondità. Una "fraternità’
fondata assieme a dei "musulmani".
Ma di ufficiale non c’è niente, questa "comunione" esiste solo nei
cuori. E dura da settant’anni. I due fratelli, uno dei quali è morto qualche
anno fa, hanno continuato ad andare spesso tra quelle "mura", le
stesse di 70 anni fa, tirandosi dietro ormai un esercito di figli, nipoti,
"pro-nipoti" e amici che mi dicono e mi ripetono: «Siamo cresciuti
qui. Questa è casa nostra». Durante gli anni difficili creavano
"passaggi" nascosti, passavano nottate intere a vegliare sulle
"Piccole Sorelle" perché non fossero toccate. La visita della
"Piccola Sorella" Jeanne ha riacceso questo affetto e questa gioia.
Anch’io, se sono accettato a Touggourt e mi si vuole bene, posso testimoniare
che è grazie a questa amicizia. E ora tocca anche a me continuarla.
Gioia di vivere insieme, "cristiani" e "musulmani", uniti,
come dicono, da Dio.
La "Messa" è presieduta dall’"Arcivescovo" di Algeri
e concelebrata dal "Vescovo" di Gardaia
e da alcuni di noi, "Preti disoccupati" come qualcuno in Italia ci ha
definito. La "Piccola Sorella" Jeanne ha messo nelle mani della
"Sorella" più giovane la statua del piccolo "Gesù Bambino"
che Maddalena aveva trovato tra i rifiuti, riparato e messo accanto alla
"Cappella" per custodire la "fraternità". È a causa di
quel "bambino" da niente, che loro, "Sorelle" da niente,
mantengono rapporti di vera amicizia con tutti. E tutti ci stanno, perché tutti
hanno bisogno di sentirsi amati e di volersi bene.