MISSIONE ALGERIA...

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Anche tra la "sabbia" del Deserto Algerino, la vita "fiorisce"...
"Guardate l’agricoltore: egli aspetta, pazientemente, il prezioso frutto della terra,
finché abbia ricevuto le piogge d’autunno, e le piogge di primavera!
Siate pazienti, anche voi..."
(Gc 5,7-8).

"Non pensavo, di poter seminare, qui, e di vedere spuntare questi bei fiori, sulla sabbia!"...

P. SILVANO ZOCCARATO
("Missionarie dell’Immacolata", Maggio-Giugno 2014)

C’era una vecchia Cinese, che andava, tutti i giorni, ad attingere l’acqua al fiume, ma era povera, e aveva solo un vaso incrinato, che perdeva metà dell’acqua, lungo la strada! Il vaso ci soffriva molto, e temeva di essere gettato via, perché era un vaso inutile... La vecchia, però, cominciò a seminare semi di fiori, lungo il tragitto! E l’acqua, che colava dal vaso, imbeveva la terra, e spuntarono i fiori... Proprio per la sua incrinatura, il vaso, inadatto a portare l’acqua, fece fiorire la strada!

Durante la Messa, con le "Piccole Sorelle", commentando gli "Atti degli Apostoli", che raccontano il coraggio dei primi Cristiani, nell’annunciare la Buona Novella, chiedevo: "Anche il Papa, continua ad incoraggiare l’annuncio del Vangelo! Ma qui, a Touggourt, in un Paese totalmente Islamico, come annunciare Gesù?". E il Papa sembrava avermi ascoltato quando, un giorno dopo, citò San Francesco: "Bisogna annunciare il Vangelo, con la vita e, se si può... anche con la parola!". È bello sapere, che lo Spirito Santo semina, con la nostra vita, quando viviamo Gesù nel cuore... Il seme, caduto a terra, fiorisce!

"Piccola Sorella" Hayat è andata in Cielo, lo scorso Novembre! Mi insegnava a dire la Messa in Arabo, e ho ancora la sua voce registrata... Nel 2006, era arrivata a Touggourt, dopo cinquant’anni come infermiera, a Tamanrasset! Alla partenza da Tamanrasset, il suo Vescovo aveva scritto: «La Fraternità delle "Piccole Sorelle di Gesù" ha lasciato Tamanrasset, dopo una presenza di cinquantatre anni! Sono stato toccato, dalla loro testimonianza... Due di loro hanno vissuto in tenda, in mezzo ai "Tuareg", accompagnando gli spostamenti! Un’altra ha lavorato a lungo, in Ospedale, condividendo la vita delle infermiere. Certo, grande è la sofferenza, di lasciare ambiente, relazioni, e un così profondo inserimento... Ma, ciò che è stato seminato nell’amore, non può morire! Nella nostra esistenza di Discepoli di Gesù, arriva il momento di interrompere il lavoro, di trasmetterlo ad altri, e di "transumare" altrove. Ma, ciò che è stato seminato, non se ne va... E porterà frutto!».

Quando, da Touggourt, vado ad Hassi Messaud, centosessanta chilometri di sabbia, all’entrata della "Chiesetta", leggo: «"Nostra Signora delle Sabbie" vi invita a ringraziare Dio, per i suoi doni nascosti sotto le sabbie, e a domandare, con lei, la protezione delle anime e dei corpi degli operai del petrolio, delle loro famiglie e dei loro Paesi!» (Mons. Mercier, Vescovo di Laghouat, 1950).

Ogni volta che arrivo ad Hassi Messaud, e che vi celebro la Messa, con gli operai del petrolio, e con le "Missionarie dell’Immacolata", sento forte la mia realtà di Prete! La sento, quando alzo l’Ostia, in atteggiamento di offerta di Lui, e di me, per "la moltitudine". La sento, quando dico parole che non vengono da me, e che liberano, incoraggiano, consolano... Quando vedo un operaio baciare la "statuetta" di Maria, e poi partire, per un’altra settimana di lavoro! Dio solo sa, perché ha voluto "Nostra Signora delle Sabbie", ad Hassi Messaud, e ha voluto noi... là! Quello che vedo io, e che sento in me, mi basta! Mi congratulo con Suor Lourdes, per i bei fiori che ornano l’ingresso della Chiesa di "Nostra Signora delle Sabbie"... "Non pensavo, di poter seminare, qui, e di vedere spuntare questi bei fiori, sulla sabbia!", mi dice.