Parola di Luglio

Parola di vita
agosto 2011

Parola di Settembre

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«Ecco, io vengo a fare la tua volontà!»
(Eb 10,9)

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È, questo, un “Versetto” del “Salmo 40”, che l’Autore della “Lettera agli Ebrei” mette sulle labbra del Figlio di Dio in dialogo con il Padre. L’Autore vuole sottolineare in questo modo l’amore con il quale il Figlio di Dio si è fatto uomo per compiere l’opera della redenzione in obbedienza alla volontà del Padre.

Queste parole fanno parte di un contesto nel quale l’Autore vuole dimostrare l’infinita superiorità del sacrificio di Gesù rispetto ai sacrifici dell’Antica Legge. A differenza di questi ultimi, nei quali venivano offerti a Dio come vittime degli animali o, comunque, cose esterne all’uomo, Gesù, spinto da un immenso amore, durante la sua vita terrena ha offerto al Padre la propria volontà, tutto se stesso.

“Ecco, io vengo a fare la tua volontà!”.

Questa Parola ci offre la chiave di lettura della vita di Gesù, aiutandoci a coglierne l’aspetto più profondo ed il filo d’oro che lega tutte le tappe della sua esistenza terrena: la sua infanzia, la sua vita nascosta, le tentazioni, le sue scelte, la sua attività pubblica, fino alla Morte sulla Croce. In ogni istante, in ogni situazione, Gesù ha cercato una cosa sola: compiere la volontà del Padre; e l’ha compiuta in modo radicale, non facendo nulla fuori di essa e rifiutando anche le proposte più suggestive che non fossero in pieno accordo con quella volontà.

“Ecco, io vengo a fare la tua volontà!”.

Questa Parola ci fa comprendere la grande lezione a cui mirava tutta la vita di Gesù. E cioè che la cosa più importante è il compiere non già la nostra, ma la volontà del Padre; renderci capaci di dire di “No” a noi stessi per dire di “Sì” a Lui.

Il vero amore a Dio non consiste nelle belle parole, idee e sentimenti, ma nell’obbedienza effettiva ai suoi Comandamenti. Il sacrificio di lode, che Egli si aspetta da noi, è l’offerta amorosa fatta a Lui di ciò che abbiamo di più intimo, di ciò che più ci appartiene: la nostra volontà.

“Ecco, io vengo a fare la tua volontà!”.

Come vivremo allora la “Parola di Vita” di questo mese? Anche questa è una delle parole che mette più in evidenza l’aspetto controcorrente del Vangelo, in quanto si contrappone alla nostra tendenza più radicata: cercare la nostra volontà, seguire i nostri istinti, i nostri sentimenti.

Questa Parola è anche una delle più urtanti per l’uomo moderno. Viviamo nell’epoca dell’esaltazione dell’“Io”, dell’autonomia della persona, della libertà come fine a se stessa, dell’“auto-soddisfazione” come realizzazione dell’individuo, del piacere considerato come il criterio delle proprie scelte ed il segreto della felicità. Ma conosciamo anche le conseguenze disastrose a cui questa Cultura conduce.

Orbene, a questa Cultura fondata sulla ricerca della propria volontà, si contrappone quella di Gesù, totalmente orientata al compimento della volontà di Dio, con gli effetti meravigliosi che Egli ci assicura.

Cercheremo allora di vivere la Parola di questo Mese scegliendo anche noi la volontà del Padre, facendone cioè, come ha fatto Gesù, la norma ed il movente di tutta la nostra vita.

Ci avventureremo verso una Divina avventura, di cui saremo eternamente grati a Dio. Per essa ci faremo Santi ed irradieremo l’amore di Dio in molti cuori!  

Chiara Lubich  

“Parola di Vita”, Dicembre 1991, pubblicata in “Città Nuova”, 1991/22, p. 34-35.