Parola di Luglio

Parola di vita
agosto 2014

Parola di Settembre

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«Perdona l’offesa al tuo prossimo,
e allora, per la tua preghiera, ti saranno rimessi i peccati!
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(Sir 28,2)

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Questa “Parola di Vita” è tratta da uno dei Libri dell’Antico Testamento, scritto, tra il 180 e il 170 avanti Cristo, da Ben Sira: un saggio, uno scriba, che svolgeva la sua funzione di maestro, a Gerusalemme! Egli insegna un tema caro, a tutta la tradizione sapienziale Biblica: Dio è misericordioso verso i peccatori, e il suo modo di agire deve essere da noi imitato. Il Signore perdona tutte le nostre colpe, perché “è buono, e pietoso: lento all’ira, e grande nell’amore” (cfr. “Sal 103,3.8”)! Chiude gli occhi, per non vedere più i nostri peccati (cfr. “Sap 11,23”): li dimentica, gettandoseli dietro le spalle (cfr. “Is 38,17”)! Egli, infatti, scrive ancora Ben Sira, conoscendo la nostra piccolezza, e miseria, “moltiplica il perdono”. Dio perdona perché, come ogni padre, come ogni madre, vuol bene ai figli suoi e, quindi, li scusa sempre, copre i loro sbagli, dà loro fiducia, e li incoraggia, senza stancarsi mai!

Perché padre, e madre, a Dio non basta amare, e perdonare i suoi figli, e le sue figlie... Il suo grande desiderio è che essi si trattino da fratelli e sorelle, vadano d’accordo, si vogliano bene, si amino! La fratellanza universale: ecco, il grande progetto di Dio, sull’umanità! Una fraternità più forte, delle inevitabili divisioni, tensioni, rancori, che si insinuano, con tanta facilità, per incomprensioni, e sbagli...

Spesso, le famiglie si sfasciano, perché non ci si sa perdonare! Odi antichi mantengono la divisione, tra parenti, tra gruppi sociali, tra popoli. A volte, c’è, addirittura, chi insegna a non dimenticare i torti subiti: a coltivare sentimenti, di vendetta... Ed un rancore sordo avvelena l’anima, e corrode il cuore!

Qualcuno pensa, che il perdono sia una debolezza! No, è l’espressione di un coraggio estremo: è amore vero, il più autentico, perché il più disinteressato... “Se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete?” – dice Gesù – questo, lo sanno fare tutti: “Voi, amate i vostri nemici!” (cfr. “Mt 5,42-47”).

Anche a noi, viene chiesto di avere, imparando da Lui, un amore di padre, un amore di madre, un amore di misericordia, nei confronti di quanti incontriamo nella nostra giornata: specialmente, di chi sbaglia! A quanti, poi, sono chiamati a vivere una spiritualità di comunione, ossia la spiritualità Cristiana, il “Nuovo Testamento” chiede ancora di più: “Perdonatevi, scambievolmente!” (cfr. “Col 3,13”). L’amore reciproco domanda quasi un patto, fra noi: essere sempre pronti, a perdonarci l’un altro. Solo così, potremo contribuire a creare la fraternità universale!

“Perdona l’offesa al tuo prossimo, e allora, per la tua preghiera, ti saranno rimessi i peccati!”.

Queste parole, non soltanto ci invitano a perdonare, ma ci ricordano che il perdono è la condizione necessaria, perché anche noi possiamo essere perdonati... Dio ci ascolta, e ci perdona, nella misura in cui sappiamo perdonare! Gesù stesso, ci ammonisce: “Con la misura, con la quale misurate, sarete misurati!” (“Mt 7,2”). “Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia!” (“Mt 5,7”). Se, infatti, il cuore è indurito dall’odio, non è neppure capace di riconoscere, e di accogliere, l’amore misericordioso di Dio...

Come vivere, allora, questa “Parola di Vita”? Certamente, perdonando subito, se ci fosse qualcuno con cui non ci siamo ancora riconciliati! Ma, questo, non basta... Occorrerà frugare, negli angolini più riposti del nostro cuore, ed eliminare anche la semplice indifferenza, la mancanza di benevolenza: ogni atteggiamento di superiorità, di trascuratezza, verso chiunque ci passa accanto!

Più ancora, occorre un’opera di prevenzione! Ed ecco che, ogni mattina, vedo, con sguardo nuovo, quanti incontro, in famiglia, a scuola, al lavoro, al negozio: pronto a sorvolare, su qualcosa che non va, nel loro modo di fare; pronto a non giudicare, a dar loro fiducia: a sperare sempre, a credere sempre... Avvicino ogni persona, con questa amnistia completa, nel cuore: con questo perdono universale! Non ricordo affatto i suoi difetti: copro tutto, con l’amore! E, lungo la giornata, cerco di riparare uno sgarbo, uno scatto di impazienza, con una domanda di scusa, o un gesto di amicizia. Ad un atteggiamento, di istintivo rigetto dell’altro, faccio subentrare un atteggiamento di accoglienza piena, di misericordia senza limiti, di completo perdono: di condivisione, di attenzione alle sue necessità...

Allora, anch’io, quando innalzerò la preghiera al Padre, quando, soprattutto, gli chiederò perdono per i miei sbagli, vedrò esaudire la mia richiesta; potrò dire, con piena fiducia: “Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo, ai nostri debitori!” (“Mt 6,12”).

Chiara Lubich

Pubblicata su “Città Nuova” 2002/15-16, p.7.