Parola di Gennaio

Parola di vita
febbraio 2018

Parola di Marzo

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«A colui che ha sete, darò gratuitamente acqua della fonte della vita!»
(Ap 21,6)

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L’Apostolo Giovanni scrive il “Libro dell’Apocalisse”, per consolare, ed incoraggiare, i Cristiani del suo tempo, di fronte alle persecuzioni che, in quel momento, si erano diffuse! Questo Libro, ricco di immagini simboliche, rivela, infatti, la visione di Dio sulla storia, e il compimento finale: la Sua vittoria definitiva, su ogni potenza del male... Questo Libro è la celebrazione di una meta, di un fine pieno, e glorioso, che Dio destina all’umanità!

È la promessa della liberazione, da ogni sofferenza: Dio stesso «asciugherà ogni lacrima (...), e non vi sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno» (“Ap 21,4”)!

“A colui che ha sete, darò gratuitamente acqua della fonte della vita!”.

Nel mese di Febbraio, proponiamo questa “Parola di Dio”, che un gruppo di fratelli e sorelle, di varie Chiese, ha scelto, in Germania, da vivere lungo tutto l’anno!

Questa prospettiva ha i suoi germogli, nel presente, per chiunque ha già cominciato a vivere nella ricerca sincera di Dio, e della sua Parola, che ci manifesta i Suoi progetti; per chi sente ardere in sé la sete di verità, di giustizia, di fraternità... Provare sete, essere alla ricerca, è, per Dio, una caratteristica positiva, un buon inizio, ed Egli ci promette, addirittura, la fonte della vita!

L’acqua, che Dio promette, è offerta gratuitamente... Dunque, è offerta, non solo a chi spera di essere gradito ai Suoi occhi, per i propri sforzi, ma a chiunque sente il peso della propria fragilità, e si abbandona al Suo amore, sicuro di essere risanato, e di trovare, così, la vita piena, la felicità!

Chiediamoci, dunque: “Di che cosa abbiamo sete? E a quali sorgenti, andiamo a dissetarci?”.

“A colui che ha sete, darò gratuitamente acqua della fonte della vita!”.

Forse, abbiamo sete di essere accettati, di avere un posto nella società, di realizzare i nostri progetti... Aspirazioni legittime, che possono spingerci, però, ai pozzi inquinati dell’egoismo, della chiusura sugli interessi personali, fino alla sopraffazione sui più deboli! Le popolazioni, che soffrono per la scarsità di pozzi, con acqua pura, conoscono bene le conseguenze disastrose della mancanza di questa risorsa, indispensabile, per garantire vita, e salute!

Eppure, scavando più a fondo, nel nostro cuore, troveremo un’altra sete, che Dio stesso vi ha messo: vivere la vita, come un dono ricevuto, e da donare! Attingiamo, dunque, alla fonte pura del Vangelo, liberandoci da quei detriti che, forse, la ricoprono, e lasciamoci trasformare, a nostra volta, in sorgenti di amore generoso, accogliente, e gratuito, per gli altri, senza fermarci, di fronte alle inevitabili difficoltà del cammino...

“A colui che ha sete, darò gratuitamente acqua della fonte della vita!”.

Quando, poi, tra Cristiani, realizziamo il comandamento dell’amore reciproco, permettiamo a Dio di intervenire, in maniera tutta particolare, come scrive Chiara Lubich...

“Ogni attimo, in cui cerchiamo di vivere il Vangelo, è una goccia di quell’acqua viva, che beviamo! Ogni gesto d’amore, per il nostro prossimo, è un sorso di quell’acqua... Sì, perché quell’acqua, così viva, e preziosa, ha questo di speciale, che zampilla nel nostro cuore, ogniqualvolta l’apriamo all’amore verso tutti!

È una sorgente  – quella di Dio  – che dona acqua, nella misura in cui la sua vena profonda serve a dissetare gli altri, con piccoli, o grandi, atti di amore... E, se continuiamo a dare, questa fontana di pace, e di vita, darà acqua, sempre più abbondante, senza mai prosciugarsi! E c’è anche un altro segreto, che Gesù ci ha rivelato: una specie di pozzo, senza fondo, a cui attingere... Quando due, o tre, si uniscono, nel suo nome, amandosi dello stesso suo amore, Lui è in mezzo a loro! Ed è allora, che ci sentiamo liberi, pieni di luce, e torrenti di acqua viva sgorgano dal nostro seno... È la promessa di Gesù, che si avvera, perché è da lui stesso, presente in mezzo a noi, che zampilla acqua, che disseta per l’eternità!” (cfr. Chiara Lubich, “La fonte della vita”, Città Nuova, 46, [2002], 4, pag. 7).

Letizia Magri