Parola di Dicembre

Parola di vita
gennaio 2018

Parola di Febbraio

www.focolare.org 

.

«Potente è la tua mano, Signore!»
(Es 15,6)

.

La “Parola di Vita” di questo mese richiama un “versetto” dell’“Inno di Mosè”, un brano dell’“Antico Testamento”, in cui Israele esalta l’intervento di Dio, nella propria storia... È un canto, che proclama la Sua azione decisiva, per la salvezza del Popolo, nel lungo percorso dalla liberazione dalla schiavitù in Egitto, fino all’arrivo nella Terra promessa!

È un cammino, che conosce difficoltà, e sofferenza, ma che si realizza sotto la guida sicura di Dio, anche attraverso la collaborazione di alcuni uomini, Mosé e Giosué, che si mettono al servizio del Suo disegno di salvezza!

“Potente è la tua mano, Signore!”.

Quando noi pensiamo alla potenza, facilmente la associamo alla forza del potere, spesso causa di sopraffazione, e conflitti tra persone, e tra Popoli... Invece, la Parola di Dio ci rivela che la vera potenza è l’amore, così come si è manifestata, in Gesù! Egli ha attraversato tutta l’esperienza umana, fino alla morte, per aprirci la strada della liberazione, e dell’incontro con il Padre... Grazie a Lui, si è manifestato il potente amore di Dio, per gli uomini!

“Potente è la tua mano, Signore!”.

Se guardiamo a noi stessi, dobbiamo riconoscere, con franchezza, i nostri limiti... La fragilità umana, in tutte le sue espressioni – fisica, morale, psicologica, sociale – , è una realtà innegabile! Ma è proprio qui, che possiamo sperimentare l’amore di Dio... Egli, infatti, vuole la felicità, per tutti gli uomini, suoi figli, e per questo è sempre disponibile, ad offrire il suo aiuto potente, a quanti si mettono, con mitezza, nelle sue mani, per costruire il bene comune, la pace, la fraternità!

Questa frase è stata, sapientemente, scelta, per celebrare, in questo mese, la “Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani”... Quanta sofferenza siamo stati capaci di infliggerci, a vicenda, in questi secoli, scavando spaccature e sospetti, dividendo comunità e famiglie!

“Potente è la tua mano, Signore!”.

Abbiamo bisogno di chiedere, con la preghiera, la grazia dell’unità, come dono di Dio; allo stesso tempo, possiamo anche offrirci ad essere Suoi strumenti d’amore, per costruire ponti... In occasione di un “Convegno”, presso il “Consiglio Ecumenico delle Chiese”, a Ginevra, nel 2002, Chiara Lubich, invitata ad offrire il suo pensiero, e la sua esperienza, ha detto: “Il dialogo si svolge, in questo modo: anzitutto, ci si mette sullo stesso piano del nostro «partner», chiunque esso sia; poi, lo si ascolta, facendo il vuoto completo, dentro di noi... In questa maniera, si accoglie l’altro, in sé, e lo si comprende... Perché, ascoltato con amore, l’altro è, così, invogliato a sentire anche la nostra parola!” (cfr. C. Lubich, “L’unità e Gesù Crocifisso e abbandonato fondamento per una spiritualità di comunione”, Ginevra, 28 Ottobre 2002).

In questo mese, approfittiamo dei nostri contatti quotidiani, per stringere, o recuperare, rapporti di stima, e amicizia, con persone, famiglie, o gruppi, appartenenti a Chiese, diverse dalla nostra...

E perché non estendere la nostra preghiera, e la nostra azione, anche alle fratture, all’interno della nostra stessa comunità ecclesiale, come anche in politica, nella società civile, nelle famiglie? Potremo testimoniare, anche noi, con gioia: “Potente è la tua mano, Signore!”.

Letizia Magri