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Parola di vita
giugno 2017

Parola di Luglio

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«Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi!»
(Gv 20,21)

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Nei giorni successivi alla Crocifissione di Gesù, i suoi discepoli si sono chiusi in casa, spaventati, e disorientati... Essi lo avevano seguito, sulle vie della Palestina, mentre annunciava a tutti che: “Dio è Padre, ed ama teneramente ogni persona!”.

Gesù era stato mandato dal Padre, non solo per testimoniare, con la vita, questa grande novità, ma anche per aprire all’umanità la strada, per incontrare Dio; un Dio, che è Trinità, comunità d’amore in se stesso, e vuole accogliere, in questo abbraccio, le sue creature!

Durante la sua missione, tanti hanno visto, udito, e sperimentato, la bontà, e gli effetti dei suoi gesti, e delle sue parole di accoglienza, perdono, speranza... Poi, ecco la condanna, e la Crocifissione!

È in questo contesto, che il “Vangelo di Giovanni” ci racconta come Gesù, risorto il terzo giorno, appare ai suoi, e li invia a proseguire la sua missione...

“Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi!”.

Come, se dicesse loro: “Ricordate, come ho condiviso, con voi, la mia vita? Come ho saziato la vostra fame, e sete, di giustizia, e di pace? Come ho sanato i cuori, e i corpi, di tanti emarginati, e scartati della società? Come ho difeso la dignità dei poveri, delle vedove, degli stranieri? Continuate, ora, voi: annunciate a tutti il Vangelo, che avete ricevuto, annunciate che Dio desidera farsi incontrare da tutti, e che voi siete tutti fratelli, e sorelle!”.

Ogni persona, creata ad immagine di “Dio Amore”, ha già in cuore il desiderio dell’incontro; tutte le culture, e tutte le società, tendono a costruire relazioni di convivenza... Ma quanta fatica, quante contraddizioni, quante difficoltà, per raggiungere questa meta! Questa profonda aspirazione si scontra, ogni giorno, con le nostre fragilità, le nostre chiusure, e paure, le diffidenze, e i giudizi reciproci!

Eppure, il Signore, con fiducia, continua, oggi, a rivolgere lo stesso invito: “Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi!”.

Come vivere, questo mese, un invito così audace? La missione di suscitare la fraternità, in una umanità, spesso lacerata, non è una battaglia persa, prima ancora di cominciare?

Da soli, non potremmo mai farcela, ed è per questo che Gesù ci ha dato un dono specialissimo, lo Spirito Santo, che ci sostiene nell’impegno ad amare ogni persona, fosse anche un nemico!

“Lo Spirito Santo, che viene donato nel Battesimo [...], essendo spirito di amore, e di unità, faceva, di tutti i credenti, una cosa sola, con il Risorto, e tra di loro, superando tutte le differenze di razza, di cultura, e di classe sociale [...]! È con il nostro egoismo, che si costruiscono le barriere, con cui ci isoliamo, ed escludiamo, chi è diverso da noi! [...] Cercheremo, dunque, ascoltando la voce dello Spirito Santo, di crescere in questa comunione, [...] superando i germi di divisione, che portiamo dentro di noi...” (Chiara Lubich, “Parola di Vita”/Gennaio 1994 – “Un cuor solo e un’anima sola”, in “Città Nuova”, XXXVII, [1993/24], pag. 34)

Con l’aiuto dello Spirito Santo, ricordiamo, e viviamo. anche noi, questo mese, le parole dell’amore, in ogni piccola, o grande, occasione, di rapporto con gli altri: accogliere, ascoltare, compatire, dialogare, incoraggiare, includere, prendersi cura, perdonare, valorizzare...: vivremo, così, l’invito di Gesù, a continuare la sua missione, e saremo canali di quella vita, che Lui ci ha donato!

È quanto ha sperimentato un gruppo di Monaci Buddhisti, durante un soggiorno nella “Cittadella Internazionale” di Loppiano, in Italia, dove i suoi ottocento abitanti cercano di vivere. con fedeltà. il Vangelo... Essi sono stati profondamente toccati dall’amore evangelico, che non conoscevano! Uno. di loro. racconta: «Mettevo le mie scarpe sporche, fuori della porta: al mattino, le trovavo pulite... Mettevo il mio vestito sporco, fuori della porta: al mattino, lo trovavo pulito, e stirato! Sapevano, che avevo freddo, perché sono del “Sud-Est Asiatico”: alzavano il riscaldamento, e mi davano coperte... Un giorno, ho chiesto: “Perché, fate questo?”. “Perché ti amiamo, perché ti vogliamo bene!”, è stata la risposta...” (cfr. Chiara Lubich, “La mia esperienza nel campo interreligioso: punti della spiritualità aperti alle religioni”, Aachen(Germania), 13 Novembre 1998, pag. 3).

Questa esperienza ha aperto la strada, per un vero dialogo, fra Buddhisti, e Cristiani!

Letizia Magri